Xwriting

Se ci pensiamo gioco e scrittura hanno un sacco di cose in comune. Entrambi hanno bisogno, anzi vivono di un miracoloso equilibrio tra regole e immaginazione, entrambi sono cose serissime, entrambi possono rivelarsi una delle forme della felicità. Un filosofo ha definito il gioco come

il tentativo volontario di superare degli ostacoli non necessari

mentre un grande scrittore descrivendo la attività sua e dei suoi colleghi parlava di

topi che costruiscono il labirinto dal quale cercheranno di scappare.

Extreme Writing (o XWriting, come lo chiamiamo noi amichevolmente) propone una serie di eventi – a geometria variabile – nei quali l’elemento ludico della scrittura trova piena realizzazione. L’idea alla base di XWriting non è quella di selezionare chissà quali nuovi e grandi scrittori ma di dare un’occasione per misurarsi con la scrittura che sia al contempo fonte di divertimento e di riflessione sui meccanismi che stanno dietro alla creazione dei testi.

Come funziona un XWriting?

Uno degli obiettivi di Scrivo.me  è esplorare nuove dimensioni e nuove modalità per la scrittura, cercando di renderla un’attività più aperta, più pubblica, più ludica. Questo genere di attività può svolgersi su Internet ma anche in luoghi, per così dire, fisici. Gli eventi Xwriting, vere gare di improvvisazione creativa, sono quindi una delle tante declinazioni del progetto pop-publishing di Scrivo.me.

Di solito gli elementi di questa disfida sono: due squadre, un ring, un arbitro, due coach, una giuria; e tutto intorno un pubblico partecipe ed entusiasta. Nella sua versione originale funziona così:

  • Le squadre sono composte da 4 o 5 elementi, di solito studenti di scuole superiori segnalati dagli istituti di appartenenza, ma si potrebbe organizzare benissimo la cosa anche come sfida tra biblioteche, tra gruppi di appassionati di libri di vario genere ed estrazione. 

  • Ogni squadra ha a disposizione un coach (uno scrittore o un editor – comunque un professionista della scrittura) col quale allenarsi – prima della gara – alle prove che animano il match. La figura del coach è fondamentale non solo durante l’incontro, ma soprattutto nella preparazione alla gara. Prima della gara si tiene infatti una fase di “team building” (un paio d’ore) durante la quale il coach incontra i componenti della squadra per un “allenamento letterario” preparatorio durante il quale cercherà di iniziarli ai segreti, ai trucchi e alle astuzie dell’improvvisazione letteraria.

  • La giuria di solito è composta da scrittori, critici, editor, persone legate al mondo della cultura libraria.

La gara vera e propria consiste in uno spettacolo-incontro di scrittura creativa su 4 o 5 rounds della durata di 60-90 minuti (a seconda delle situazioni) davanti a un pubblico; nel corso dei diversi round uno alla volta i componenti delle due squadre in lizza si sfidano (assistiti dai loro coach) su alcune prove di improvvisazione letteraria di vario genere (incipit, costrizioni formali, intrecci obbligati, excipit, etc). Ogni round dura 5 minuti, finiti i quali i concorrenti leggono al pubblico i testi di ciascun team. La giuria vota per i vincitori dei singoli round e alla fine la squadra che ha vinto il maggior numero di rounds è la vincitrice. Naturalmente – come vuole la tradizione sportiva – la squadra vincente riceve – oltre alle ovazioni del pubblico – una coppa che celebra degnamente gli eroi della scrittura, epici vincitori di XWriting.

XWriting è anche declinabile con modalità più “leggere” (senza necessità di coach, di incontri di preparazione e di giurie) all’interno di biblioteche, librerie, caffè letterari. In questo caso, 5 concorrenti si misurano su 5 prove e il pubblico non solo vota e ma viene coinvolto nella discussione delle tematiche riguardanti la scrittura che sono al centro delle prove. Anche in questo caso lo scopo finale non è quello di selezionare grandi autori ma di dar vita e animare momenti di divertimento, discussione e condivisione che vertono sul libro e sulle tecniche di scrittura.

Le esperienze che abbiamo fatto a Torino, a Pietrasanta e a Firenze sono state entusiasmanti soprattutto per l’effetto che questo genere di evento ha avuto sugli studenti (sia quelli coinvolti direttamente nella gara che sugli altri): scoprire il lato intelligentemente ludico della scrittura, in un evento pubblico, spettacolare, divertente e condiviso, nel quale la creatività individuale viene messa alla prova e stimolata.

Xwriting al Salone del Libro di Torino 2013

Abbiamo realizzato il primo esperimento di Xwriting sabato 18 maggio 2013 al Salone del Libro di Torino.  Su un palco – anzi, su un ring circondato da tifosi plaudenti – all’interno della più famosa fiera del libro italiana, due squadre di quattro componenti ciascuna, provenienti da due licei torinesi, hanno inventato un breve racconto a partire da un incipit fisso e da altri vincoli letterari. Ogni squadra era affiancata da un allenatore (gli scrittori Vanni Santoni e Guido Conti). L’allenatore aveva il compito di motivare e indirizzare i partecipanti nella scrittura del racconto. A giudicare chi meritasse la vittoria, tre giurati, non scrittori di professione sebbene abituati a giocare con le parole: l’attore Filippo Timi, il rapper Ensi e Matteo Maffucci, scrittore e musicista.

Per dare un’idea di come la gara sia stata avvincente, abbiamo realizzato questo video:

 

Xwriting a Pietrasanta

Xwriting è tornato sul ring al festival letterario Anteprime di Pietrasanta, in un fresca sera del giugno 2013.  Sul ring montato in piazza Duomo si sono dati alla battaglia narrativa i prodi studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Tecnico Liceale Don Lazzeri Stagi di Pietrasanta e quelli dal Liceo Scientifico Michelangelo di Forte dei Marmi. A dirigere il match c’era la scrittrice Rossella Calabrò, in giuria i suoi colleghi Fabio Genovesi, Licia Troisi . Ecco la versione integrale della gara:

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1 Comment

  1. XWriting è un’iniziativa davvero interessante. Sarebbe bello se lo implementaste tra le funzioni di Scrivo.me in un futuro non troppo lontano. :)

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