#Parolexdirlo: ecco l’ebook con tutti i racconti

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Quando qualche mese fa insieme alle amiche e colleghe di Donna Moderna lanciammo questa iniziativa non sapevamo bene cosa aspettarci e - devo confessare – personalmente ero estremamente curioso di vedere cosa sarebbe nato dalla nostra richiesta di “postare la tua lettera immaginaria (o reale, a tuo rischio e pericolo) in cui confessi – al tuo partner a un’amica, a qualcuno che ti è caro – quello che non potresti mai dire a voce: un tradimento, un pensiero inconfessabile, un segreto“.

La prima sorpresa è stata vedere la prontezza con cui in moltissime avete risposto, segno inconfutabile del fatto che scrivere, esprimere in forma articolata pensieri, emozioni, sogni, speranze, paure etc. resta qualcosa di irrinunciabile e di quasi necessario. Pochi si rendono conto di come la vita di oggi, sommergendoci di messaggi, parole, stimoli e contenuti in realtà finisca per rendere ancora più forte la necessità di fare quei gesti quasi rituali e che circondano un atto così insospettabilmente magico come scrivere: la riflessione che ci aiuta a dar ordine ai pensieri, la scelta delle parole, dei ritmi, delle pause, la stesura iniziale, le riletture, i dubbi, le scelte e poi il testo definitivo. Una serie di attività che ci impongono di fermarci, di raccoglierci, di dare un ordine alle cose, ai pensieri, alle parole.

Solo così riusciamo a raccontarci e a raccontare: solo arrestando per un attimo l’incalzante flusso delle nostre vite e osservandole per un attimo dal di fuori.

La seconda sorpresa è stata la varietà e la forza dei testi che ci siamo trovati davanti. Varietà e forza che hanno reso difficilissimo operare una scelta. Ho la fortuna di leggere per lavoro ormai da quasi trent’anni eppure ogni volta – come in questo caso – resto emozionato di fronte alla inesauribile macchina creatrice di narrazione che è la mente umana. E anche stavolta l’emozione è tornata.

La terza sorpresa è stata la predominanza tra tutti i testi di quelli con contenuti dolorosi, frutto di esperienze travagliate, amare, a volte financo strazianti. Riflettendoci mi son reso conto di quanto questo enorme “continente oscuro” fatto di momenti difficili, finisca quasi sempre per essere tenuto nascosto, silenziato, censurato e di quanto sia importante l’esistenza di un momento come quello della scrittura per dar voce a queste esperienze che tanto pesano su di noi e che così poco spazio hanno per essere articolate ed espresse nella quotidianità. Una volta di più, il gioco magico della scrittura ci aiuta a raccontare, a raccontarci e a capire un pochino meglio chi siamo e dove siamo.

È grazie a queste piccolissime e grandissime cose che per me la lettura dei testi inviati si è rivelato un  momento molto ricco e per questo mi sento in dovere di ringraziare moltissimo tutte le persone che hanno condiviso con noi questa avventura e hanno trovato in un modo o nell’altro, da qualche parte, le parole per dirlo.

Grazie ancora.

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Rubrica: L'Edicola, Top post

  • Scritto da:

  • Edoardo Brugnatelli
  • Nato nel 1956 (era presidente Gronchi). Laurea in Filosofia all’Università di Pavia. Per anni ho giocato (da brocco) a rugby. Suono male diversi strumenti a corda. Lavoro in Mondadori dal 1990: ho cominciato come redattore e ho finito per dirigere una collana (questo ci dice che c’è una speranza per tutti). Ho tre figli e un giro vita importante. Sto imparando il bergamasco.


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