Vietato aiutarsi col dito (ovvero: scrivere scene d’amore difficili)

Vietato aiutarsi col dito (ovvero: scrivere scene d’amore difficili) Foto di Jeffrey Zeldman (https://www.flickr.com/photos/zeldman/)

Mica va sempre bene: ecco perché fa bene scrivere una scena d’amore difficile

Mike e Irene. Gente come noi. Tipo. Quasi. Nel senso che non tutti siamo per forza rudi e non tutti siamo per forza angelicati. Ma tutti siamo veri. E Mike e Irene, protagonisti di questa scena d’amore epicamente coronata da una superba cilecca scritta da Hubert Selby Jr, lo sono eccome.

Mike e Irene sono due sfigati in un mondo che non fa sconti in una notte dove niente gira per il verso giusto. La loro scena d’amore difficile è lo stereotipo degli stereotipi: lui torna a casa e vuole quella cosa e anche lei vuole quella cosa e tutti e due provano a fare quella cosa ma… non gira. La scena è descritta in Ultima fermata a Brooklyn ed essenzialmente va a segno per 3 motivi:

  • Ostacoli
  • Sincerità
  • Dettagli

Tre motivi che insieme formano un ottimo esempio da smontare e rimontare, se ti interessa scrivere una scena d’amore difficile. Perché? Perché mica va sempre bene. E ora andiamo a smontarci insieme la scena.

1 Se vuoi scrivere una scena d’amore difficile devi iniziare dagli ostacoli

Complicagli un po’ la vita, ai tuoi personaggi. Questa, in soldoni, potrebbe essere la tua regola d’oro se proprio muori dalla voglia di scrivere una scena d’amore difficile: vale a dire un blocco di cose che sono magari, sì, un po’ sexy… ma che non finiscono per forza bene. Hubert Selby Jr è sulla tua stessa lunghezza d’onda e ha “risolto” (tra virgolette) la faccenda accidentando il sentiero dei suoi eroi, Mike e Irene.
Vediamo insieme il percorso a ostacoli che si è inventato lo scrittore per seminare scocciature sulla strada di Lui e di Lei, in 8 divertenti passaggi:

  1. La casa è al buio
  2. Le fetenti di sedie stanno sempre in mezzo
  3. Lui non sopporta “quello schifo di storie” di Lei
  4. Lui cerca di baciarla e non trova la bocca e la bacia sul naso
  5. Lei non sta “mai ferma”
  6. Dopo 15 minuti Lui ancora non reagisce
  7. “Quello” continua a piegarsi e scivolar via
  8. Lui cerca di aiutarsi col dito ma non serve a niente

Quante volte è successo anche a te? Mica devi dire la verità, qui. Basta però che ci pensi.

2 Sincerità: un aiuto niente male se vuoi scrivere una scena d’amore difficile

Perché funziona questa scena di Ultima fermata a Brooklyn? Non solo perché è una gimkana di sfiga. Si fa leggere soprattutto perché è vicina a noi, perché in fondo ci parla, perché è costellata di pensieri e battutacce che molti di noi (quel 99% di volte in cui siamo più rudi che angelicati) hanno pensato almeno una volta nella vita. Vediamo come li mette in scena Selby con piglio realistico, notando che i primi due sono pensieri e gli altri invece battutacce:

  • Lui vuole andare a casa “a sbattere (e lamadonna se non sbatto, cose o non cose)” Lei
  • Lui è “deciso a non sopportare quello schifo di storie stasera e a farle cadere i denti”
  • Lui dice a Lei: “Ecchevolevi, che entravo dal buco della serratura?”
  • Lei dice a Lui: “Non ho detto niente”
  • Ancora Lui a Lei: “Lamadonna non ti stai mai ferma”

Tutto qui? Figuriamoci. Come fai a scrivere una scena d’amore difficile, se non ti inventi qualche bel dettaglio?

3 Vuoi scrivere una scena d’amore difficile? Occhio ai dettagli

Questa scena d’amore difficile scritta da Hubert Selby si fa leggere senza suonare scontata perché indugia su particolari che potrebbero succedere anche a noi “umani”. Nessuno di noi (a parte gli angelicati) ha tutte le rose e i fiori e le pentole piene d’oro ai piedi dell’arcobaleno. È invece assai più frequente imbattersi nei particolari (ma ormai potremmo chiamarli anche ostacoli) inventati dall’autore di Ultima fermata a Brooklyn:

  • Lei che “si sveglia quando lui entra e cerca di capire se anche i ragazzi si sono svegliati”
  • Lui che “bestemmia e rotola sopra di lei e cerca di entrare lo stesso”
  • Lui che “maledice lei” e le dice “che non serve anniente cacchio”

Così è la vita. Ma Selby non sarebbe il grande scrittore che è se non dimostrasse quanto ci siamo detti nella scorsa puntata: l’importante è, anche, saper chiudere le scene. Ecco allora che Lui (ovvero Mike) “s’arrende e rotola giù” da Lei (ovvero Irene). La cosa bella è che fa qualcosa anche Lei, trasformando un cliché molto ricorrente nei manoscritti degli aspiranti scrittori (slumare il soffitto, per dirla con Tondelli) in un climax struggente… perché c’è stato tutto quello che abbiamo letto prima:

Si mette a sedere e lo guarda, lo sente respirare, gli annusa il fiato… Poi si mette a contemplare il soffitto

Non lo diceva anche quel tale? L’importante è finire.

Il libro di oggi

  • Autore: Hubert Selby Jr
  • Libro: Ultima fermata a Brooklyn
  • Dove nel libro: 238-239 (edizione cartacea)
  • Segni particolari: 15 minuti non esattamente di celebrità
  • Trucco: Inventa una corsa a ostacoli
  • Astenersi perditempo: a San Diego ci sono alcune lettere dove Selby descrive il suo processo creativo

Parole chiave:

Rubrica: Love Parade, Top post

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