Intervista a Luca Vecchi

Intervista a Luca Vecchi

Prosegue il nostro viaggio nel mondo delle web serie italiane. Dopo la chiacchierata con gli autori del Terzo Segreto di Satira, abbiamo intervistato Luca Vecchi, autore di The Pills insieme a Luigi Di Capua e Matteo Corradini e sceneggiatore del fan movie Dylan Dog Vittima degli eventi, mediometraggio sviluppato grazie al supporto e alle donazioni dei fan (oltre 30 mila euro raccolti tramite indiegogo). Ecco che cosa ci ha raccontato.

Come è nata l’idea di girare un fan movie ispirato a Dylan Dog? 

L’idea è nata per gioco: ci siamo ritrovati degli elementi tra le mani che potevano rendere credibile il progetto e abbiamo scelto l’opzione dell’autofinanziamento utilizzando le nostre fanbase di partenza. All’inizio gli insulti si sono sprecati, ma tutto sommato poi è andata abbastanza bene.

Avete aperto un crowd-funding ed è stato un successo. Quali sono le regole per riuscire a convincere le persone a pagare per un prodotto che non hanno ancora visto?

Mostrar loro il più possibile su carta riguardo quello che si ha in testa e cercare di coinvolgerli man mano che il progetto prende forma. L’italiano è diffidente per natura, ma anche passionale. Bisogna trovare il modo di sedurlo.

Dylan Dog nasce più di 25 anni fa grazie all’idea di Tiziano Sclavi, celeberrimo sceneggiatore di fumetti. Da cosa siete partiti per adattare quel personaggio alla dimensione cinematografica contemporanea?

Abbiamo preso tutte le sue caratteristiche tradizionali e ci abbiamo scherzato su aggiornandole. Il personaggio di Groucho è stato un ottimo bypass; ci ha permesso di non prenderci troppo sul serio. E’ cosa molto importante l’autoironia. La vedo in una maniera alquanto radicale: chi non ne ha non merita il dono della vita, poiché credo sia l’aspetto che più di tutti ci rende umani.

Parliamo di scrittura del soggetto. Quali sono le fasi principali che affronti, durante il processo creativo? Quando capisci che una scelta narrativa funziona e quando invece va ripensata?

Principalmente coltivo l’ambizione di raccontare storie, più che escogitarne. Ambisco decisamente più alla messa in scena e alla regia che alla scrittura. Comunque sia, dal basso della mia esperienza nell’ambito (mi sono dedicato più alla creazione di sketches comici con i miei due collaboratori Di Capua e Corradini negli ultimi 2 anni), come prima cosa bisogna trovare l’ispirazione, e quando ti travolge non importa che tu sia in autostrada a 130km/h o sugli scivoli all’acquapark: devi trovare il modo di assecondarla afferrandola per i capelli per non permetterle di scappare, cercando di mettere a fuoco almeno i punti cardine dell’idea per poi svilupparli con calma, magari anche a distanza di giorni, magari dopo averla lasciata decantare un po’. Se un’idea vale te ne accorgi anche a mesi di distanza e forse il tempo, come per molte cose della vita, è la risposta.

Chi sono i tuoi autori di riferimento?

Non saprei. Ho talmente tante references sparse per il cervello che non saprei da dove cominciare. Anche perché il suddetto materiale ha l’ordine sparso di un after party dopo il dopo festa. Quando tutti sono andati via e rimane solo il disordine di uno squot. Ne sparo a caso: Alan Moore, Miller, Edgar Wright, Dave Jaser e Matt Silverstein, Trey Parker e Matt Stone, ecc.

In molti oggi parlano delle serie tv americane come la frontiera più interessante di narrazione popolare. In Italia siamo ancora molto indietro o qualcosa sta cominciando a cambiare?

Spero vivamente che qualcosa cambi presto. Ci sarebbero buone possibilità per tutti e finalmente diventeremmo competitivi anche all’estero… proprio com’era ai tempi di Fulci e di Di Leo.

A chi bisogna rivolgersi quando si ha un soggetto da proporre?

A nessuno. Tanto nessuno vuole leggere e tutti questi fantomatici produttori vogliono il prodotto bello finito e confezionato con una fanbase già bella che fidelizzata. Così sono capaci tutti: è un investimento senza margine di rischio. Sono un accanito sostenitore del DIY. Rimboccatevi le maniche ragazzi: che qui non c’è trippa per gatti.

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Rubrica: Il mondo delle web serie, Top post

  • Scritto da:

  • Niccolo de Mojana
  • Web editor e community manager in campo editoriale, scrive per diverse riviste online e legge moltissimi fumetti.


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