La cornice del testo: il paratesto

La cornice del testo: il paratesto Illustrazione: Laura Re

Nella meravigliosa attività di composizione di un libro, ci sono elementi che non possono mancare e che vanno al di là del testo stesso. Non si tratta di sfizi o di pignolerie da manuale, ma di parti che danno sostanza al vostro libro e ne agevolano la lettura, la fruibilità, la comprensione.

Tutte queste parti, prendono il nome di paratesti.

Da definizione apprendiamo che il paratesto è costituito da tutto quel “complesso apparato di titoli, note, spiegazioni, illustrazioni che fanno da supporto a un testo”. Tale concetto venne introdotto nel 1982 dal saggista francese Gérard Genette e nel senso più completo comprende un ampio numero di elementi tra cui titolo, sottotitolo, frontespizio, prefazioni e postfazioni, indici e sommari, premesse, note, epigrafi, illustrazioni, sovraccoperta e altri accessori che incorniciano il testo.

Posto che sui titoli e sottotitoli ce la possiamo cavare (ma non sottovalutatene l’importanza, che è invece colossale), vediamo meglio alcuni di questi apparati e capiamo in che modo dar loro il giusto spazio.

  • Il frontespizio è tra i primissimi elementi che compaiono dopo la copertina del libro; riporta nuovamente titolo, sottotitolo, autore e casa editrice ed è presente anche nei libri digitali.

 

  • Il colophon e il copyright si trovano appena dopo il frontespizio oppure il fondo al libro e raccolgono una serie di indicazioni tra cui informazioni dello stampatore (nel caso di libri cartacei ovviamente), autore del progetto grafico del libro e della copertina, eventuale titolo originale dell’opera, data di edizione originale e nome del traduttore, ISBN, numero dell’edizione e data di prima edizione, contatti dell’autore o dell’editore.

Ad esempio:

Knulp – Klein e Wagner – L’ultima estate di Klingsor

di Hermann Hesse

© 1979 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

Titoli originali delle opere:

Knulp, © 1949 by Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main

Klingsor letzter Sommer, Klein und Wagner, © S. Fischer Verlag 1920

Ebook ISBN 9788852052118

Copertina || Art Director: Giacomo Callo | Progetto grafico: Gianni Camusso | Graphic Designer: Susanna TosattiI | Tiziano, Venere di Urbino (part.) | Firenze, Gallerie degli Uffizi | Foto © The Bridgeman Art Library/Archivi Alinari

  • L’introduzione o prefazione ha lo scopo di accompagnare gradualmente il lettore verso il discorso trattato nel testo. Non ha una lunghezza predefinita e può includere argomenti diversi; può essere ad esempio una riflessione generale che pone le basi agli argomenti trattati, può motivare la scelta di questi o semplicemente annunciarli. L’autore può ritenere utile dare suggerimenti per la comprensione, come una sorta di guida alla lettura.

Generalmente l’introduzione è redatta dall’autore stesso, mentre la prefazione da una persona diversa. A volte è presente una dedica, di norma brevissima, che si colloca prima dell’inizio del libro. Può essere rivolta a una persona reale o immaginaria o a un’entità collettiva.

  • L’indice dei contenuti (TOC – Table of content) è la pagina che il lettore guarda per capire di che cosa parla un libro. È costituito dall’elenco dei titoli di ogni ripartizione e dal numero di pagina corrispondente. Negli ebook questo è di solito arricchito da link che collegano ogni voce al contenuto stesso. È utile prima ma anche durante o dopo la lettura per ritrovare un certo argomento trattato.

A questo scopo, può essere funzionale compilare indici di natura diversa, come quello dei nomi, delle illustrazioni o tavole, a seconda della tipologia del libro e, naturalmente, dai contenuti. Se vi sembra utile, ad esempio, inserire un indice dei nomi, seguite sempre l’ordine alfabetico, inserite cognome, nome e rinvio alla pagina o a più pagine, in questo modo:

 Bene, Carmelo, 99, 210, 289

Caravaggio, 12, 76

Genette, Gérard, 123 n.5, 231, 233-5

Merisi, Michelangelo, vedi Caravaggio

  • Il sommario ha analogie con l’indice, ma si tratta di una sezione diversa. È un breve riassunto degli argomenti trattati che dà un’idea generale dell’opera e va posto alla fine del libro o del capitolo.

  • Le note al testo o avvertenze sono frequenti nei casi di traduzioni, in cui l’autore ritiene opportuno giustificare le sue scelte terminologiche o spiegare in modo più approfondito il senso letterale relativo alla lingua originale. Può essere anche il caso di testi scientifici in cui alcuni termini sono di fondamentale importanza, oppure testi in cui i personaggi parlano in forme dialettali, dunque difficili da rendere in altre lingue, o ancora testi ricchi di figure retoriche che l’autore ritiene opportuno commentare.

 

  • La bibliografia è l’insieme dei testi e dei materiali consultati, studiati e/o citati per costruire l’opera e che vanno raccolti e dichiarati alla fine del libro. Possono essere altri libri o parti di essi, riviste, periodici o pubblicazioni in serie, saggi; la bibliografia si scrive in ordine alfabetico e deve essere completa di tutti i riferimenti. Ad esempio per citare un libro dovremo indicare il cognome dell’autore (o degli autori), titolo del libro, luogo e data di pubblicazione, casa editrice.

 Dulio R., Il palazzo Mondadori, Milano, 2007, Electa

Per citare un articolo, oltre a cognome e titolo dello stesso, inseriremo il titolo della rivista preceduto da “in”, numero della rivista e data di pubblicazione.

 Dulio R., Oscar Niemeyer e la Mondadori a Segrate, in “Casabella”, n° 753, marzo 2007.

 La diffusione degli ebook ha aperto uno scenario nuovo nel quale è stato necessario ampliare la definizione di paratesto, nonché riflettere sulle funzioni, alla luce delle caratteristiche proprie del testo digitale. Il venir meno della materialità ha reso ancor più necessario tale apparato e lo ha arricchito: a dimostrazione citiamo i Tag, ovvero le parole chiave che fanno riferimento agli argomenti del libro e che ne facilitano la ricerca, oltre a garantire una suddivisione per tipologia e formare le classifiche di vendita. Inoltre, anche la fruizione dei paratesti è stata modificata nei libri digitali: gli apparati di riferimento, – indici tematici, note al testo, sommario – godono dell’efficacia dei link che legano “concretamente” il paratesto al testo con un rimando immediato.

In definitiva il consiglio è quello di non trascurare nessuno degli elementi del vostro libro, ognuno ha la stessa importanza che di solito viene percepita nei confronti del testo stesso. Dovete condurre il lettore verso e attraverso la vostra opera, sfruttando tutte le possibilità che l’editoria vi propone.

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Rubrica: Format!, Top post

  • Scritto da:

  • Diana Caputo
  • Diana Caputo ama la Bellezza in tutte le sue forme e sostanze. È innamorata di navi e transatlantici, dell’universo e delle costellazioni, di comunicazione grafica, scritta e parlata (in dizione corretta per favore!). A conti fatti però, sembrerà assurdo, predilige il linguaggio non verbale. Se vi è venuto il dubbio che non esista, potete ricredervi guardando i suoi lavori qui.


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