L’arte degli spazi nell’impaginazione

L’arte degli spazi nell’impaginazione

Abbiamo detto molte cose a proposito dell’impaginazione, ma non abbiamo ancora finito e probabilmente non riusciremo a farlo, dato che si tratta realmente di un’arte fatta di dettagli. Ebbene, anche decidendo di non tediarvi andando per il sottile, ci sono ancora alcune annotazioni che vale la pena sviscerare.

Parliamo degli spazi: sono fondamentali affinché il testo sia leggibile e non sono solo quelli che separano le parole, ma se osservate bene ci sono spazi anche tra le lettere, tra le righe, tra i paragrafi, intorno al testo. Tutti questi spazi vanno calibrati per creare armonia nella pagina e per permettere una lettura fluida che segua il senso del vostro scritto.

Innanzitutto prendiamo la buona abitudine di mostrare i cosiddetti caratteri nascosti (in Word: tasto Mostra tutti i caratteri non stampabili, quella specie di π): questo ci consentirà di avere sempre sott’occhio tutto ciò che digitiamo, infatti anche spazio, ritorno a capo, interruzione di pagina etc, sono evidenziati da un simbolo blu. Avremo più controllo su quello che stiamo inserendo e troveremo facilmente anche gli errori più comuni come un doppio spazio tra due parole.

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Prima di addentrarci nelle spaziature del testo, vediamo i margini, ovvero lo spazio che sta a destra, sinistra, sopra e sotto al testo. Non ci sono regole ferree o standard da seguire: i margini consueti vanno da 1,5 cm a 2,5 cm per lato, considerando che di solito il margine inferiore si tiene più alto per eventuali note e per il numero di pagina.

Non dimenticate che se volete stampare e rilegare il testo, dovete tener conto dello spazio che necessiterà tale rilegatura. Impostate il valore di margine di rilegatura: corrisponde a circa mezzo centimetro a pagina, riferito ovviamente al margine interno; se non trovate questa voce, fate riferimento semplicemente al margine interno delle pagine affiancate.

(In Word: Layout > Margini personalizzati > Rilegatura)

Come abbiamo già detto, aumentare o comprimere il testo all’interno di un certo spazio, si riferisce al comando di avvicinamento e, a meno di situazioni particolare, conviene non intervenire su questo valore. Anche il kerning è un’opzione che si lascia per lo più invariata, poiché si riferisce allo spazio tra coppie specifiche di caratteri.

Lo spazio tra le linee, detto interlinea, è un valore che dobbiamo curare: nella maggioranza dei casi lasciare l’interlinea singola va bene, soprattutto se lavoriamo su formati più piccoli dell’A4. In generale un valore armonico per il corpo di un testo va da 1 a 1,5; Adobe InDesign suggerisce di default un’interlinea pari al 120% dell’altezza della linea scritta (1,2 per esprimerci nel linguaggio di Word).

Ad esempio per un testo in corpo 12 pt, imposta l’interlinea a 14.4 pt (per un testo a 14 pt, avremo 16.8 pt e così via). Naturalmente se la grandezza del testo aumenta, aumenta proporzionalmente anche l’interlinea. Evitate di tenere questo valore basso, perché l’effetto sarà quello di una pagina troppo densa e a nessuno verrà voglia di proseguire la lettura oltre alle prime righe!

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Che cosa sono i rientri?

I rientri sono degli spazi che precedono la prima riga di un paragrafo e che servono, appunto, a segnarne visivamente l’inizio. Il rientro è anche applicato quando si vuole marcare la distinzione di una parte del testo rispetto alla precedente, ad esempio in corrispondenza di citazioni.

Il rientro della prima riga non si applica al primo capoverso, ma a tutti quelli successivi.

In Word è sufficiente spostare l’indicatore di Rientro prima riga del righello orizzontale, nella posizione desiderata, oppure lo si gestisce dal menù Formato > Paragrafo > Rientri e spaziatura.

Il rientro può essere sostituito da un piccolo spazio tra 2 paragrafi (questo spazio non si crea con il ritorno a capo, ma va gestito sempre dalle opzioni degli stili di paragrafo).

“Evitare vedove e orfane!”

 

In tipografia si chiama riga vedova l’ultima riga di un paragrafo che finisce all’inizio di una pagina.

Per orfana invece si intende la prima riga del paragrafo a fine pagina.

Queste situazioni sono poco estetiche, perciò si evitano ricorrendo ad espedienti che riportino la vedova alla fine della pagina precedente e l’orfana all’inizio della successiva.

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 Concludiamo questa carrellata con due indicazioni scontate, ma sempre utili da ricordare:

  • lo spazio va inserito DOPO la punteggiatura, MAI PRIMA del punto, della virgola, del punto e virgola, etc.

esempio scorretto: fine della frase .Inizio della frase

esempio corretto: fine della frase. Inizio della frase

esempio scorretto: parola1,parola2,parola3,parola4. Oppure parola1 ,parola2 ,parola3 ,parola4.

esempio corretto: parola1, parola2, parola3, parola4.

  • I punti di sospensione vanno utilizzati con parsimonia e soprattutto sono TRE, mai più di tre. Sono un segno di punteggiatura e… sorpresa! Non si digitano premendo tre volte il punto, ma utilizzando la combinazione ALT + virgola su Mac e ALT + 133 su pc.

Tutto chiaro?

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Rubrica: Format!, Top post

  • Scritto da:

  • Diana Caputo
  • Diana Caputo ama la Bellezza in tutte le sue forme e sostanze. È innamorata di navi e transatlantici, dell’universo e delle costellazioni, di comunicazione grafica, scritta e parlata (in dizione corretta per favore!). A conti fatti però, sembrerà assurdo, predilige il linguaggio non verbale. Se vi è venuto il dubbio che non esista, potete ricredervi guardando i suoi lavori qui.


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