Gli esercizi di stile di Scrivo.me

Gli esercizi di stile di Scrivo.me

La traccia originale

Se una notte d’inverno un viaggiatore

Stai per cominciare a leggere Se una notte di Natale un pop-publisher, l’Esperimento Transmediale escogitato da quegli svitati del portale Scrivo.me. Ecco le automobili chiassose, le riunioni inutili, le proverbiali polemiche sulla cronaca parlamentare e il logorio della vita moderna che se lentamente svaniscono… tutto finito. Sei in biblioteca. Ma dove si chiedono, questi libri? Tu non lo sai, bene, come si prende un libro. O meglio: ne hai chiesti, sì, ad amiciparenticonoscentiaffini e te ne sei fatti regalare anche un bel po’; qualcuno l’hai pure comprato (pochi: non lo confessi a nessuno) in certe asettiche megalibrerie “di catena”, ma per la stragrande maggioranza delle volte hai sempre fatto online. Più pratico; tanta privacy; meno sbattimento.

Ti sorprende un particolare. L’unico luogo della biblioteca che non sia tappezzato di libri è quell’enorme tavolone bianco (asettico pure lui) dove campeggia una scritta a led rossi in carattere Helvetica: BANCO PRESTITI. Che strana cosa: i libri si chiedono proprio dove non ci sono. Comunque è fatta. Prendi la strada del bianco bancone e ti prepari a fare la tua domanda. Forza, è il momento-clou: non ti rimane che aprir bocca e dire: “Volevo richiedere Se…” ma che ti passa per la testa?!?

Non alzare la voce. Guarda che ti sentono tutti. È estremamente brutto fare casino nelle biblioteche, è anche maleducato poi: ma dove ti crederai mai di essere, dentro uno di quei social network? Speriamo solo che nessuno ti abbia già segnalato: si rischia di essere bannati, per sciocchezze del genere, lo sai?
Certo, la strategia ideale per farsi prestare un libro in santa pace non è che salti fuori alla prima botta. Su questo hai ragione, una volta era più semplice. Compilavi un form – ahem – un modulo e… ma non divaghiamo. Chiediamo il tuo libro. Devi domandare là: quella signora che sta dietro il vetro, esatto.

Le fai un cenno: nulla. Ti abbassi ad altezza-bacino: zero. Provi a far scivolare uno di quegli innumerevoli opuscoli pseudoculturali che si trovano al Banco Prestiti (ignorante: a forza di ripetere hai imparato che si chiamano così) delle biblioteche ma si ferma appena un pelo prima delle sue bellissime mani. Provi allora a dare una piccola strofinata con mooooolto silenzio sul vetro… macché. Tutto inutile. Che pasticcio.

Bene, cosa aspetti? Non resterai certo lì tutta la giornata senza far niente. Come si chiama, quel tuo libro? Prova a sussurrarne il titolo nella fessura, là, alla base del vetro: “È Se una notte di Natale un po…”. Un po’ più forte, su: se no dall’altra parte del vetro non ti sentiranno proprio mai.

Non che t’aspetti qualcosa di particolare da quest’impiegata più che particolare. Sei abbastanza al corrente delle attuali condizioni lavorative: il logorio della vita moderna, le convergenze parallele, i destini incrociati, la Crisi. Ci sono tante impiegate così, che stanno dietro un banco senza far nulla: non sei così ignorante da non saperlo. Poi è anche vero che, tecnicamente tra parecchie virgolette, niente non lo fa: sta leggendo «Anobii News – La Rivista del Pop-Publishing & Moltissimo Altro» (così recita il tiepido strillo, ma non lo confesserai a nessuno: promesso). Proprio a te doveva capitare? Il rischio di crisi, stavolta con la c minuscola, non è ancora a livelli siderali: tu hai bisogno solo di questo libro, il libro che hai sempre sognato, stop, prima fai e meglio è.
Nelle vetrine dei negozi online non avevi per nulla faticato a notare questo agognato Libro Della Vita. Seguendo la tua traccia ti facevi largo tra i Libri Di Cui Tutti Parlano Ma Non Vuoi Assolutamente Leggere e i Libri Che Bisogna Aver Letto Almeno Una Volta Nella Vita Ma Adesso Non Hai Tempo hai fermato per qualche l’istante l’attenzione sui Libri Di Cui Non Tutti Parlano E Che Vuoi Assolutamente Leggere Ma Morire Se Hai Abbastanza Soldi, i Libri Troppo Sbatti, i Libri Boh, i Libri Puah, i Libri Toh e soprattutto i pericolosissimi Nonlibri. Ancheggiando (virtualmente: si capisce) tra un Libro Firmato Da Un Vip, alcuni Libri Di Varia, qualche altro di Ricette e un immancabile Libro Di Natale il tuo percorso di ricerca si è fatto via via più sicuro, più deciso, determinato e, perché no, divertito.

Chi l’avrebbe mai detto che esistevano anche i Libri Digitali? Quelli di cui tutti parlano: quelli, come si dice?, “enhanced” ovvero aumentati… ti intrigano, quelli. Mica li faranno tutti fasulli, questi libri digitali: non puoi certo credere che si tratti ancora di Libri Copia-Incolla Impaginati Con Software Per Ebook Equivalenti A Un Caro-Vecchio-Pdf E Tanti Saluti. No. Non possono, essere, così, tanto, tanterrimamente, imbecilli, gli editori. Figuriamoci. Siamo appena all’inizio della Rivoluzione Digitale: tutti lo dicono, tutti lo affermano, tutti la vogliono (ma la vogliono?) guidare. E intanto sfogliavi una pagina sì e l’altra pure dei cataloghi online: Libri Pensati Per Creare Polemica, via; Libri Politicamente Corretti… ma servirà ancora fare Libri Politicamente Corretti?; Libri Per Signore Con Copertine Che Raffigurano Cani O Gatti O Nomi Di Frutta, via; Libri Per Signori Scritti Da Famosi Personaggi Dello Sport “In Collaborazione Con” Che Tradotto Significa “L’abbiamo Sbobinato Al Telefono”… via pure quelli. C’era altro? Mah, a parte i cari vecchi Libri Classici (a quelli ormai crede soltanto Calvino) e i Libri Gialli, da non confondersi con i Libri Gialli Con Fascette Che Millantano Migliaia Di Copie Tradotte In Bulgaria Come Se Questo Unico Fondamentale Fattore Servisse A Renderne Appetibile L’acquisto, restava veramente, ma veramente poco.

O forse no. Questo. SE UNA NOTTE DI NATALE UN POP-PUBLISHER. Massì: mezzo innovativo e mezzo tradizionale, di lotta e di governo. E sia. Clic. Clic. Avevi fatto CLIC… e però lui niente. Ultimo clic: così, per sdrammatizzare. Ma razionale e asettico, oh, asettico almeno quanto un tavolone bianco, lo schermo del tuo affezionato portale ecommerce s’era congelato su 3 dogmatiche paroline: “solo in biblioteca”. E così eccoti qua al Banco Prestiti, a chiedere un libro gratis, tu lettore computazionale, tu solo & strenuo baluardo contro il disegno demoniaco del Capitale.

Tutto questo per dire che ne sai, eccome se ne sai. Nel senso: libri, libri-in-libreria, ne avrai comprati anche pochini, ma nessuno si azzardi a dire che cultura non ce n’è, dentro quella tua testaccia di. Di. Capito?
Hai intanto gettato un’ultima timida occhiata al tuo amico vetro. Forse è il momento di insistere. Darai un colpetto con le nocche: piano, s’intende. E che sarà mai, è comunque parecchio spesso. Uno, due, tre colpetti. Toc-toc-toc. Quattro. Ma questa come s’è conciata? Nel tuo giro di amicizie quel genere di capelli si dice Pettinata Coi Raudi, mentre il nome ufficiale (sta anche sui dizionari: t’è toccato cercarlo per la prossima riunione inutile) è rasta. Un’acconciatura elaborata e parecchio pappagalla, tutta trecce e inserti con fettucce colorate come festoni da sagra del cinghiale variabili dal giallo al verde all’arancione e persino al viola che notoriamente porta un’incalcolabile sfiga: tua madre non approverebbe.
Toc…ck! Hai appena dato il quinto colpo: lo ammetti, era un po’ fortino. E quella niente. Lavativa, antipatica, alternativa dei tuoi stivali, sindacalizzata.

O forse non ci sente e basta. Categorie protette: a proposito di politicamente corretto. Ma, oh, tu non è che puoi star qua per l’eternità.
Sei in ritardo per lo streaming, la conference-call, la chat ultrasincrona. A poco a poco stanno svanendo tutte le tue migliori possibilità di vita sociale e questa non ha mosso manco un mignolo. Bella mano però. Ma non ti sembra di perder tempo? Non ti sembra una mancanza di rispetto? La sua, si capisce.
Qui ci vuole il settimo colpo. Sette è sempre stato il tuo numero fortunato, forza: TOC!!! Ahiomammatepossin… sssshhhh! Hai dimenticato tutto? La mano! Niente casino in biblioteca. La mano! Soffri in silenzio. Insomma, è preferibile tu tenga a freno l’impazienza e aspetti, che so, qualche secondo. Respira. Così. Un altro secondo. Respira. Trequattrocinquesei… potrà bastare, eh? Sette; numero fortunato; idea.

Dai un’altra piccola strofinata stavolta mooooolto meno delicata sul vetro. Più decisa. Più coraggiosa. Non fai in tempo ad autocomplimentarti che tutto il vetro si illumina di gialloverdearancione e al posto di Prestiti compare questa scritta nuova: SE UNA NOTTE DI NATALE UN POP-PUBLISHER. Ma pensa te. Saremo mica già all’Internet Delle Cose?
Ecco dunque: è tutto pronto per entrare nelle storie, è davvero Transmediale, è il momento di leggere. E hai sempre sognato di trovarti di fronte a qualcosa che ancora non sai bene cos’è.

Parole chiave: #, #

Rubrica: Esercizi di stile, Top post

Commenta su Facebook

commenti

Email
Print