Scrivere per chi? Immaginiamo un lettore…

Scrivere per chi? Immaginiamo un lettore…

Finora, ho parlato del contributo che la psicologia può offrire allo scrittore, incrementandone il benessere psicofisico, la creatività e l’ispirazione.

Domandandomi quale potesse essere un ulteriore tassello da aggiungere alla mia trattazione, mi sono soffermato su un aspetto peculiare dell’attività di scrivere: si scrive per comunicare con un interlocutore, il lettore.

Da tale premessa, è nata in me l’idea di cimentarmi in un gioco letterario che può fornire agli scrittori una piccola bussola, per orientarsi verso l’equilibrio stilistico: provare a immaginare un lettore ipotetico, che nutre precise aspettative quando prende in mano un romanzo. Una figura immaginaria che ci aiuti a scrivere…per essere letti; per intrattenere piacevolmente, più che per sfogare senza freni il proprio ego.

Facciamo allora la conoscenza con questo Lettore X che desidera, semplicemente, un libro che possa emozionarlo, coinvolgerlo e stimolare piacevolmente la sua immaginazione.

X legge nei momenti di relax, dopo una giornata di lavoro.

Immaginiamo che Lettore X svolga una professione d’ufficio, trascorrendo magari ore compilando moduli, rispondendo a telefonate, coinvolto in attività ripetitive che lo fanno sentire talvolta sotto pressione.

Arrivato a casa, desidera immergersi nella lettura di un libro che lo intrattenga piacevolmente, alleviando lo stress accumulato: linguaggio scorrevole e chiaro, una struttura coinvolgente, che lo porti a chiedersi con trepidazione cosa farà un dato protagonista.

Ama comunque sentirsi stimolato alla riflessione da un libro.

Lettore X legge nei momenti di relax e non ama uno stile particolarmente cervellotico e contorto, ma questo non significa che non ami sentirsi spronato a riflettere, ad avere una sua opinione, a ragionare su tematiche che suscitano il suo interesse.

Se l’autore del libro che legge sembra rivolgersi anche a lui, quasi chiedendogli un parere o inducendolo a porsi interrogativi stimolanti, Lettore X gradirà molto. Ad esempio, un narratore onnisciente che ogni tanto, parlando del protagonista, interrompe la narrazione con domande tipo “immaginate che posizione prese un tipo così, su una questione tanto delicata?” può stimolare Lettore X, facendolo sentire coinvolto.

Ama la chiarezza.

 

Quando scriviamo è facile subire il fascino dello sperimentalismo, pensare che faremo colpo sui lettori creando strutture narrative complicate, magari dense di salti temporali, io narranti diversi che si alternano, frasi criptiche…attenzione, però, a non esagerare. Lettore X non ama perdere il filo della narrazione: se giochiamo con frequenti flashback e flashforward, o presentiamo tanti protagonisti e coprotagonisti alternando le loro voci, assicuriamoci di non confondere chi legge.

Può essere utile inserire nella vicenda dei punti di “riepilogo”, per chiarire bene cosa è avvenuto fino a quel momento.

 

Presta molta attenzione ai dialoghi e alla psicologia dei personaggi.

Lettore X ama molto appassionarsi alle conversazioni che hanno luogo tra i protagonisti, comprenderne il carattere attraverso le interazioni più che attraverso descrizioni lunghe e noiose.

La psicologia dei personaggi per lui è più importante della trama in sé: desidera affezionarsi a quegli ego di carta che allietano il suo tempo libero, ritrovare in loro qualcosa di sé o dei suoi amici, delle persone che osserva.

Se un libro tocca tematiche attuali, è propenso a parlarne con amici e conoscenti.

 

Quando Lettore X, leggendo un libro, si imbatte in riferimenti a temi di grande attualità (ad esempio i social media, la ricerca del lavoro da parte dei giovani, il mito del successo), si sente stimolato a parlarne con altre persone, magari appassionate di lettura come lui, scambiando opinioni su tali argomenti. In questo modo, può promuovere il libro in questione, naturalmente se lo ha colpito in senso positivo.

Catturare lo spirito del tempo in ciò che scriviamo può indubbiamente aumentare le probabilità che il nostro testo susciti un dibattito, portando le persone a parlarne per esprimere un’opinione.

Lettore X non deve essere considerato, naturalmente, “IL” modello di lettore ipotetico per eccellenza, valido per ogni circostanza e tipo di lettura; tuttavia, sono convinto che immaginare di rapportarsi a lui possa aiutarci ad essere diretti, accattivanti, mai noiosamente prolissi.

A seconda del genere di ciò che scriviamo, poi, decideremo se aggiungere elementi di suspence o commoventi, se far sobbalzare X sulla sedia o fare appello alla sua parte più sentimentale; sceglieremo, insomma, quale tipo di spezie utilizzare per dare una connotazione particolare alla ricetta letteraria.

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Rubrica: Dallo strizzacervelli!, Top post

  • Scritto da:

  • Ugo Cirilli
  • Ugo Cirilli è nato in Versilia nel 1985. Laureato in Psicologia Cognitiva, si occupa di comunicazione online e collabora con la webzine BestVersilia, dedicata ai temi del benessere, della cultura e delle passioni. Appassionato di letteratura e musica, dopo aver appurato che non sarebbe diventato una rockstar, ha preferito appendere la chitarra al chiodo e dedicarsi testardamente all’arte di scrivere.


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