Intervista a Cristiana Dalla Zonca

Intervista a Cristiana Dalla Zonca

Cristiana Dalla Zonca

Cristiana Dalla Zonca, classe 1972, è una giornalista da sempre attiva nel campo della comunicazione e dello sport. Sposata da quasi vent’anni e madre di tre figli ormai grandi (20, 17, 16) e di un simpatico beagle, vive e lavora a Trieste dove opera come responsabile della comunicazione finanziaria di una società tecnologica quotata alla Borsa di Milano.

Instancabile sognatrice e divoratrice di libri, il suo primo romanzo Amore Chiama, Amore Risponde è stato pubblicato a giugno 2013 da Giunti editore.

A tempo di donna è uscito invece a novembre di quest’anno e ha un sito di riferimento: www.tempodonna.it 

Tu hai già pubblicato un romanzo con un grosso editore, e ora decidi di auto-pubblicarsi. Cosa ti ha portato a questa scelta?

Ho scritto questo libro in un momento emotivamente particolare della mia vita e come spesso accade per le cose che ci prendono di più, avevo la necessità di un’immediatezza che con il percorso editoriale classico non avrei avuto. Inoltre c’era il bisogno di consegnarlo integro ai lettori, così come era nato. Sono loro il nostro giudice, il nostro pubblico. Possiamo dire che desideravo consegnarlo intatto nelle loro mani e la tecnologia mi ha consentito di farlo.

Quali sono gli aspetti dell’auto-pubblicazione che più ti attraggono rispetto al lavoro con un editore?

Sono due cose completamente diverse. In questa avventura sono diventata sostanzialmente l’editore di me stessa, mi sono esposta in prima persona senza avere, per così dire, le spalle coperte da un nome forte. Quando ti pubblica un editore è come se avessi già passato la prima parte di un esame, così invece c’è tutto da fare. Io per natura sono una che rischia, e quindi mi sono detta, perché no? Proviamoci. Devo dire che è un esercizio davvero interessante perché ti fa scoprire tutti gli aspetti di un mondo che altrimenti da autore non vedi, non te ne curi. Diciamo che è entrare nell’editoria a 360°. Oggi ne so molto di più.

A tempo di donna non è solo un romanzo tutto al femminile, ma anche un esperimento editoriale e di comunicazione, ce lo vuoi spiegare?

In questo progetto tutto è stato pensato. La copertina per esempio: ho scelto un’illustratrice perché il disegno si distingue nella massa di fotografie tutte uguali e con lei (Carin Marzaro) abbiamo pensato al concept, ai colori, all’emozione che l’immagine poteva suscitare a video. Teniamo conto che l’acquirente online non ha un libro da sfogliare in mano, il suo è un acquisto molto più veloce, mirato, quindi andava “colpito”.

Poi con un gruppo di lavoro, Claudia Ronchi Communications e Ideo Creative Network, abbiamo articolato un progetto di comunicazione che portasse il libro “oltre il libro” e coinvolgesse empaticamente i lettori. Per la prima volta i personaggi di un prodotto editoriale diventano “virtualmente vivi”. Ci puoi parlare, interagire, conoscere le loro storie e emozioni tramite i diversi social network che utilizzano. Prendiamo l’adolescente Anna: vuoi condividere la sua playlist, ascoltala su Spotify; desideri un consiglio? Puoi contattarla tramite Whatsapp al suo cellulare 3270431614. Rosa, la carcerata, utilizza viceversa la mail, la si può contattare a rosa@tempodonna.it. E tutte le protagoniste postano su Facebook, Twitter, Instagram e vivono a fianco dei lettori. Per scoprire questo mondo parallelo invito tutti a condividerlo con noi sul sito www.tempodonna.it 

Avrai sicuramente sostenuto dei costi per mettere in piedi questa macchina organizzativa; hai preparato un business plan prima di metterla in moto?

Konosuke Matsushita, industriale giapponese fondatore della Panasonic, disse una frase che mi è sempre rimasta impressa: not for bread alone (non solo per pane). Direi che riassume il senso di questo progetto, al di là dei costi e ricavi, a volte le cose si fanno per un altro motivo. Ad ogni modo, per dare comunque un’idea ai lettori, ho previsto un investimento personale per coprire i costi dei collaboratori e delle realizzazioni dei materiali digitali (il mini sito per esempio e per eventuali campagne di SEM o sui social network come Facebook Ads o gli sponsored tweet).

Torniamo al libro. Quattro storie di donne, molto diverse tra loro, tutte ambientate nell’arco di nove mesi a Trieste: qual è il senso di questo quadruplice parallelo?

Il senso è il fulcro del libro: il tempo. Le protagoniste vivono, nell’arco di questi nove mesi, esperienze completamente diverse che condizioneranno per sempre le loro vite e percepiscono il tempo in maniera completamente differente. Per Grazia, cui è scattato il timer, il tempo corre troppo veloce, non è sufficiente a riannodare i fili di una vita. Sara invece lo vive con impazienza, perché le porta un cambiamento che darà inizio a un nuovo domani. Rosa, nel tempo sospeso del carcere, troverà finalmente se stessa e la libertà. Mentre Anna non se ne cura. Lei, a diciassette anni, il concetto di tempo che passa, che non torna, che tradisce, non lo conosce ancora, perché, nella primavera della vita che tutti vorremmo avere ancora, ne è assoluta padrona. Sono quattro donne, ma paradossalmente potrebbe anche essere una; se pensiamo ai percorsi di una vita ognuno di noi avrà avuto momenti in cui ha conosciuto un tempo che trascorreva in modo diverso.

Infine: cosa consiglieresti a chi vuole auto-pubblicarsi?

Di capire innanzitutto perché vuole farlo. I motivi infatti possono essere molto differenti. Lo fai per dare un messaggio al mondo? Per gratificazione personale? Per esprimere liberamente te stesso? Per sperimentare le nuove tecnologie? Quale che sia il motivo su questo va costruito un progetto. Un editore fa tantissime cose che se decidiamo di pubblicare da soli dobbiamo fare noi, non basta lanciare un libro in rete. Quindi il mio consiglio è di mettere bene a fuoco da dove si parte e dove si vuole arrivare e di essere disposti a correre qualche rischio. Infine di accettare che ci sarà un giudizio, e non sempre positivo. Se si soffrono le critiche allora è meglio lasciare tutto nel cassetto.

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Rubrica: Interviste sulla scrittura, Top post

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  1. Articolo molto interessante, perché ci mostra dall’interno, meglio che in altre interviste, i meccanismi interni che portano un autore al self publishing, visto anche come una scelta di libertà e di creatività.

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