Impaginare, impaginare, impaginare!

Impaginare, impaginare, impaginare! Illustrazione di Maria Giovanna Lanfranchi
Impaginare, signori, bisogna imparare a impaginare!

Aspirare a divenire scrittore è meraviglioso, ne parliamo di continuo, ma bisogna pur fare una considerazione: se è vero che il contenuto di un’opera è la vera sostanza, è necessario avere un occhio di riguardo anche per la forma. Per “forma” qui intendo l’estetica.

Il dizionario della lingua italiana Hoepli, così dichiara:

 IMPAGINARE [im-pa-gi-nà-re] (impàgino) v. tr.

Distribuire, secondo una misura e collocazione prestabilita, la composizione tipografica in colonna, corredandola di titoli, sottotitoli, illustrazioni ecc.

Insomma, impaginare significa comporre un testo seguendo delle regole che lo rendano chiaro, leggibile, armonico; tutto ciò ha una grande rilevanza se vogliamo che il contenuto della nostra opera possa essere apprezzato. Questo è il motivo per cui cercherò di dare qualche informazione basilare e qualche strumento in più per aiutare chi ha avuto un estro letterario, ma non ha la minima idea di cos’altro debba fare, oltre a digitare il testo e salvarlo da qualche parte (da più parti possibilmente!).

Iniziamo a occuparci della forma del testo. Ci sono alcuni parametri con cui normalmente si ha più confidenza, ovvero i margini, la dimensione del testo e il carattere tipografico (font). Non aspettatevi un set di informazioni pronte da utilizzare in modo standard: per questo esistono già le impostazioni di default dei vari programmi di videoscrittura. È meglio capire innanzitutto che questi parametri variano a seconda delle diverse parti di cui si compone testo; esistono dei titoli di capitolo, a volte dei titoli di paragrafo, il corpo del testo e altri vari possibili elementi come citazioni, note, didascalie, indici etc. Ognuna di queste ha un aspetto diverso, infatti visivamente voi potete riconoscere molto facilmente un titolo da una nota a piè di pagina.

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È bene dunque verificare di quali parti consta il vostro testo e creare i famosi Stili di paragrafo. Che cosa sono? Sono l’insieme degli attributi che determinano l’aspetto di ogni differente parte di testo e sono quindi in grado di creare quella chiarezza e armonia di cui parlavo prima.

I parametri che li compongono sono:

  • il tipo di carattere
  • il colore
  • la dimensione
  • l’interlinea
  • l’allineamento (a destra, a sinistra, al centro, giustificato)

Per una formattazione di base questi sono sufficienti, ma ne esistono altri (molti altri in realtà), tra cui:

  • l’avvicinamento (allargare o comprimere il testo all’interno di un dato ingombro)
  • il kerning o crenatura (la gestione dello spazio fra coppie specifiche di caratteri)
  • gli eventuali rientri
  • le spaziature prima e dopo il paragrafo (avete presente quando fate 4 o 5 volte Invio per creare uno spazio nella pagina? Ecco, non si fa!

Ma per il momento restiamo nella semplicità. Perché è utile usare gli Stili di paragrafo? Il vantaggio che si ha è notevole e consiste nel dare una forma dal testo in modo molto più veloce e più coerente. Ne esiste un altro, stupendo, che vi svelerò alla fine.

Accanto a questi esistono gli Stili di carattere: sono come un sottoinsieme di quelli di paragrafo, in quanto definiscono la formattazione di singole parti contenute nei paragrafi. Ad esempio io ho già applicato qui il mio Stile di paragrafo, ma se adesso inserisco una parola in corsivo, quest’ultima avrà anche uno Stile di carattere che definisce questo attributo solo per la parola in questione. Se tutto il paragrafo fosse corsivo non ci sarebbe bisogno dello stile di carattere, perché sarebbe già definito nello stile di paragrafo.

Ogni programma di videoscrittura propone almeno uno Stile di paragrafo di default. Potete partire da quello e modificarlo a vostro piacimento, oppure crearne di nuovi. È importante dare sempre dei nomi coerenti ai vostri stili, in modo da ricordare facilmente a cosa andranno associati. Scegliete nomi come “Corpo testo”, “Titolo”, “Nota” piuttosto che “stile 1” “stile 2” “stile 3”.

Per applicare gli Stili, normalmente si seleziona la parte del testo che vi interessa e si clicca sullo stile nell’apposita finestra o barra degli strumenti, e quel testo subito prenderà l’aspetto che avete assegnato (in Word, con il cursore posizionato in qualunque punto, si clicca sullo Stile scelto e questo viene applicato a tutto quel paragrafo).

Facciamo ora un esempio pratico che chiarisca questi concetti: immaginiamo di aver scritto un testo in cui sono presenti tanti elenchi (come un ricettario in cui ogni volta abbiamo la lista degli ingredienti). Sapendo dell’esistenza degli Stili, non andremo mai più a “costruire” ogni elenco manualmente, digitando ad esempio una lineetta, la parola o frase dell’elenco, il ritorno a capo e dando il grassetto o un colore per ogni voce, MA definiremo queste caratteristiche in uno Stile (che chiameremo Elenco), selezioneremo tutti gli elenchi e con un solo click applicheremo lo stile.

Così facendo saremo anche certi che tutti gli elenchi avranno lo stesso aspetto e quindi avremo coerenza e chiarezza. E, se vi venisse voglia di trasformare il vostro capolavoro in un ebook, l’utilizzo degli Stili in fase di impaginazione non è auspicabile, né importante… è imprescindibile!

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Rubrica: Format!, Top post

  • Scritto da:

  • Diana Caputo
  • Diana Caputo ama la Bellezza in tutte le sue forme e sostanze. È innamorata di navi e transatlantici, dell’universo e delle costellazioni, di comunicazione grafica, scritta e parlata (in dizione corretta per favore!). A conti fatti però, sembrerà assurdo, predilige il linguaggio non verbale. Se vi è venuto il dubbio che non esista, potete ricredervi guardando i suoi lavori qui.


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