Biblioteca e formazione

Biblioteca e formazione Foto di Gerald Pereira ( https://www.flickr.com/photos/geraldpereira/ )

“La biblioteca, però, non è solo il luogo in cui si applica un sapere biblioteconomico consolidato, ma anche il solo laboratorio possibile – l’unico che disponga dell’utente, stimolo e verifica al tempo stesso – nel quale elaborare vie nuove, metodiche innovative, pratiche inedite, servizi avanzati.”

Giovanni Solimine, La biblioteca. Scenari, culture, pratiche di servizio

In tempi di crisi ci si ritrova spesso ad un bivio, a scegliere se vivere o sopravvivere, scaraventati nell’incertezza, in precario equilibrio tra ciò che nel quaderno dei sogni figura sotto la voce “desideri” e i mezzi che, molto più concretamente, si hanno a propria disposizione per poterli realizzare. Da tanto tempo, le biblioteche pubbliche italiane si ritrovano a stringere i denti, fino a mordersi anche la lingua, per i continui tagli economici che subiscono, ma, nonostante questo, continuano ad offrire ed ideare nuovi servizi, con tecnologie e mezzi ancor più sofisticati, per un numero di utenti sempre più esigenti.

Come ci riescono? Dove sta il trucco che consente di fare di più con sempre meno in tasca?

Se fosse solo merito di abilità da prestigiatori non ci sarebbe molto da stare allegri, perché anche il miglior prestigiatore è un illusionista e in biblioteca è difficile che qualcuno venga per chiederti illusioni, piuttosto, in biblioteca la gente cerca i fatti. E i fatti parlano chiaro: le biblioteche e i bibliotecari sono riusciti ad affrontare questa crisi economica e sociale mettendo in campo le loro capacità ideative, creative e, soprattutto, la loro energia cooperativa, grazie ad una metodologia di relazione con il territorio, con le associazioni, con i rappresentati culturali e professionali, con i quali sono stati articolati progetti interessanti sia per le strutture che per i cittadini. Tutto questo ha permesso alle biblioteche, non senza fatica, di consolidare il proprio rapporto fiduciario con gli utenti.

Il ruolo formativo delle biblioteche non è più solo legato alla didattica della biblioteca, ovvero all’organizzazione di visite guidate per istituiti scolastici o alla progettazione di corsi d’istruzione a carattere generale o su singoli servizi, ma si è ampliato offrendo nuove soluzioni e proponendo diversi sistemi di collaborazione, capaci di intercettare le innumerevoli richieste degli utenti.

Ecco così che le biblioteche pubbliche, sempre più spesso, ospitano e promuovono corsi ed attività in collaborazione con associazioni esterne. Per farsi un’idea della vastità delle proposte che è possibile trovare in una biblioteca, vi segnalo, ma a puro titolo esemplificativo perché di calendari pieni di attività ve ne sono tanti in diverse biblioteche italiane, ciò che propongono le Biblioteche comunali di Perugia.

Si va dai corsi di scrittura creativa ai corsi di chitarra, dai laboratori teatrali a quelli sulla lettura. Tutto questo insieme di attività, una biblioteca pubblica, con i continui tagli a cui deve far fronte, non potrebbe pensarli né immaginarli se non vi fosse la collaborazione con soggetti esterni che, a loro volta, nella biblioteca vedono un luogo di confronto e di unione delle intenzioni culturali ed educative di un’intera comunità.

Come scrive Maria Stella Rasetti nel suo libro “La biblioteca è anche tua!”: “In casi del genere, il bibliotecario non dovrebbe rinunciare alle opportunità che la società civile gli offre nelle sue diverse componenti, per paura di creare legami “pericolosi” tra il servizio pubblico e i soggetti operanti sul mercato”; l’importante è operare in modo programmatico, progettando con l’Amministrazione specifiche modalità da seguire per la collaborazione con soggetti terzi.

La biblioteca è un servizio interattivo, capace di legare la sua vitalità ad un bacino di utenza reale e a questo tipo di comunità deve prestare ascolto, ma anche fornire degli input specialistici, magari proponendo percorsi di informazione e formazione capaci di migliorare le conoscenze e le possibilità di chi li frequenta, diventando, perché no, anche un centro di produzione per la realtà in cui opera.

In questo senso, un esempio già conosciuto è quello del progetto M’EDITO, attraverso il quale ad Empoli la Biblioteca comunale Renato Fucini ha intrapreso un percorso che l’ha portata a diventare un luogo di promozione per i self-publisher empolesi, una sorta di hub per scrittori e aspiranti tali. Un cammino di formazione e non un singolo evento, sviluppato attraverso l’organizzazione di un un workshop sul self-publishing ideato in collaborazione con quello che fu il Self-publishing Lab, per poi giungere alla realizzazione della ByeByeBook Academy, una scuola di self-publishing, che ha formato un gruppo di autori empolesi in grado di pubblicare e promuovere le proprie opere in maniera indipendente e/o grazie al contributo e all’intervento di diversi professionisti del settore.

I bibliotecari avvertono quanto sia sempre più importante accompagnare gli utenti e i lettori in questi percorsi di crescita e, infatti, non è un caso che da un po’ anche l’Associazione Italiana Biblioteche, in diverse regioni, proponga workshop come quello che Sara Valla terrà a Bolzano il 27 novembre, organizzato dall’AIB – Sezione Trentino Alto Adige con il contributo della Provincia Autonoma di Bolzano, su “Self-publishing e social publishing: la biblioteca nel nostro tempo, il tempo in biblioteca”. L’aggiornamento professionale dei bibliotecari può davvero fare la differenza quando si tratta di progettare nuovi modi di informare e formare i cittadini in generale, non solo quelli che amano scrivere o leggere, sulle particolarità dei nuovi sistemi di produzione e di diffusione culturale.

Sulle potenzialità evidenti che il legame tra lettori e biblioteche può sviluppare, puntano, oramai da ben tre anni, anche gli ideatori del contest Storie da Biblioteca, una preziosa occasione per autori e fotografi di mettersi in gioco con il digitale raccontando, con le loro opere, l’importanza che hanno le biblioteche, ma anche i musei e gli archivi, nella comunità in cui vivono. Anche quest’anno, come accaduto in passato, i migliori saranno premiati con la pubblicazione dei loro elaborati in un’antologia eBook che, attraverso la piattaforma di self-publishing Narcissus.me, potrà essere distribuita negli oltre 50 store integrati, compresi Kobo, Amazon, Apple e Google Play.

Un progetto davvero interessante e al passo con le esigenze formative delle nuove generazioni è quello che Coderdojo - un movimento internazionale che si occupa di far conoscere ai bambini il mondo della programmazione – sviluppa in Italia, con la reciproca collaborazione e condivisione dei suoi principi fondatori, proprio con il mondo delle biblioteche. Coderdojo in Italia ha trovato ospitalità presso diverse biblioteche: ne cito solo alcune in ordine sparso, come quelle della Brianza, di Trento, Bologna, Reggio Emilia, ma ne ce sono davvero tante altre. Anche se Halloween è passato da poco, non perdete l’occasione per vedere cosa hanno prodotto e realizzato, presso la Biblioteca di Bellusco, bambini dai 6 ai 9 anni, grazie a CoderdojoBrianza, e giocate con Salvailcastello, il gioco dedicato ad uno dei simboli di Bellusco, il Castello, appunto.

Le biblioteche, come si vede, possono essere centri propulsivi di iniziative informative, formative e poi anche produttive, attraverso percorsi che contemplino la presenza di figure professionali qualificate, oltre alla partecipazione di realtà produttive e distributive con le quali poter lavorare in simbiosi.

Penso, ad esempio, a tutto quanto c’è ancora da fare in giro per impiantare reti collaborative tra biblioteche e librerie locali in termini di reciproca attenzione e visibilità, creando canali di trasmissione di competenze professionali utili ai lettori, agli autori, più o meno noti, alle librerie indipendenti e alle stesse biblioteche pubbliche. E di questo parleremo presto.

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Rubrica: Top post, Vita di biblioteca

  • Scritto da:

  • Carmine Aceto
  • Dal 1972, anno in cui sono nato, ad oggi, ho cambiato città, lavoro e sport praticati, ma ho conservato intatto l’interesse per i libri e per la lettura. Mi sono laureato in Lettere a La Sapienza con una tesi sull’analisi degli spazi scenici nelle messe in scena di Luca Ronconi, ho insegnato materie letterarie nelle scuole statali, mi sono diviso equamente tra uffici stampa e comunicazione aziendale, per poi, dodici anni fa, iniziare a stare accanto ai libri, non solo quelli di carta, davvero dalla mattina alla sera, facendo il bibliotecario. Oggi, corro in montagna, a piedi chiaro, scrivo di biblioteche e mondo digitale , ma anche di altre cose sbagliate in generale, e il mio romanzo Le cose sbagliate, pubblicato ad aprile 2014, su questo punto è ben chiaro. Il mio blog è carmineaceto.wordpress.com


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