La biblioteca social

La biblioteca social Foto di See-ming Lee ( https://www.flickr.com/photos/seeminglee/ )

Negli ultimi anni sempre più biblioteche hanno aperto pagine Facebook e attivato propri account personali su Twitter, Anobii e altri social network. Usare questi nuovi mezzi di comunicazione diretti ed immediati, richiede non solo competenze e conoscenza dei linguaggi che si utilizzano in Rete, ma anche trovare il tempo e la maniera giusta per mantenere i propri profili sempre aggiornati, curati e attivi.

I nuovi linguaggi della rete, permettono alle biblioteche un’esposizione delle proprie attività e dei propri servizi diversa dal passato e, se usati nel giusto modo, possono diventare gli strumenti ideali per coinvolgere attivamente gli utenti, rendendoli protagonisti e dando spazio ai loro contenuti. Infatti, il web è sempre più un luogo dove le persone non solo cercano notizie ed informazioni, ma chiedono di poter costruire e divulgare propri contenuti personali; la biblioteca, sbarcando nell’ambiente social, può rappresentare un canale comunicativo riconosciuto e amplificare la sua dimensione sociale dialogando con la comunità, ascoltando e rispondendo ai suoi bisogni informativi, ma anche facendosi portavoce delle sue produzioni culturali.

Le nuove tecnologie e il social web, migliorando di molto l’accessibilità diretta degli utenti a tutta una serie di informazioni e avvicinando ancor di più la biblioteca al cittadino, concorrono a far emergere proprio l’aspetto aggregativo e dinamico che, anche nel sociale, le biblioteche hanno saputo occupare e consolidare nel tempo: in altre parole i canali social, oltre a essere utilizzati come cassa di risonanza, possono aiutare la biblioteca a creare intorno a sé una comunità più estesa di utenti reali e potenziali.

Le funzionalità tipiche del Web 2.0, ovvero l’interattività, la centralità dell’utente, la partecipazione e costruzione collettiva dei contenuti, dovrebbero fungere anche da elementi distintivi tra ciò che la biblioteca racconta di sé sui social e ciò che mostra di sé sul proprio sito web istituzionale: nel proprio sito web la biblioteca propone se stessa in modo statico, attraverso informazioni standardizzate sui propri servizi e sulle proprie caratteristiche, offrendo l’accesso ai cataloghi e alle risorse che possiede, ma il dialogo con i propri utenti può ottenerlo e curarlo solo utilizzando e frequentando i luoghi sociali della Rete, che oggi sono i social e ieri, in un passato nemmeno tanto lontano, erano i blog.

I tanti blog aperti dalle biblioteche e dai bibliotecari nella prima decade del duemila, infatti, si sono rivelati infruttuosi nell’alimentare un dialogo costante con l’utenza e sono diventati, più che altro, un ulteriore luogo d’approfondimento sui servizi e sulle offerte della biblioteca senza riuscire, nella gran parte dei casi, a stimolare un’interattività con gli utenti, lo dimostrano le poche attività di relazione che sempre più si riscontrano sui blog in generale. Dai blog le biblioteche e i bibliotecari sono “fuggiti” verso i social media, ma se questo è accaduto e continua ad accadere senza una strategia si rischia di rincorrere solo delle mode e non di impegnarsi per un lavoro che crei negli utenti la consapevolezza di far parte di una comunità più estesa.

Per la biblioteca, la presenza sui social dovrebbe partire dalla pianificazione di una strategia d’apertura al territorio che le permetta di esser pronta ad accettarne le proposte e anche le critiche; prima di entrare in un social network, una biblioteca deve dedicare gran parte del proprio tempo ad ascoltare quello che la comunità che la circonda percepisce di lei come Istituzione, e solo così potrà poi sviluppare un progetto di comunicazione non ingessato e pieno di formalismi, ma dinamico e capace di conversare propositivamente con i cittadini.

A quel punto, dopo aver individuato quali sono, tra i tanti esistenti, i canali social maggiormente adatti alle sue possibilità comunicative e al tipo di contenuti che vuole proporre, sarebbe opportuno, per trasmettere il senso di appartenenza ad una comunità con una propria identità, rendere disponibile un documento che illustri ai followers quali sono i modi di relazionarsi e di comunicare ammessi sui propri profili social ufficiali.

Del lavoro svolto sui canali social dalle biblioteche, ciò che richiede al suo personale un’attenzione particolare (che troppo spesso si finisce con il sottovalutare) è la cura editoriale dei contenuti da proporre. Anche se in soli centoquaranta caratteri, ciò che una biblioteca propone deve rendere la sua voce riconoscibile da quella degli altri; per far questo è necessario scegliere con cura le parole e le frasi, utilizzare una punteggiatura agile, evitare tecnicismi nel linguaggio, proporre solo contenuti esterni (link) verificati in precedenza e, soprattutto, esser disposti al confronto e alla contaminazione degli stili che il Web così bene rappresenta.

Parole chiave: #, #, #, #, #, #, #, #, #

Rubrica: Top post, Vita di biblioteca

  • Scritto da:

  • Carmine Aceto
  • Dal 1972, anno in cui sono nato, ad oggi, ho cambiato città, lavoro e sport praticati, ma ho conservato intatto l’interesse per i libri e per la lettura. Mi sono laureato in Lettere a La Sapienza con una tesi sull’analisi degli spazi scenici nelle messe in scena di Luca Ronconi, ho insegnato materie letterarie nelle scuole statali, mi sono diviso equamente tra uffici stampa e comunicazione aziendale, per poi, dodici anni fa, iniziare a stare accanto ai libri, non solo quelli di carta, davvero dalla mattina alla sera, facendo il bibliotecario. Oggi, corro in montagna, a piedi chiaro, scrivo di biblioteche e mondo digitale , ma anche di altre cose sbagliate in generale, e il mio romanzo Le cose sbagliate, pubblicato ad aprile 2014, su questo punto è ben chiaro. Il mio blog è carmineaceto.wordpress.com


Commenta su Facebook

commenti

0 Comments

Trackbacks/Pingbacks

  1. #vitadibiblioteca social su scrivo.me | Carmine Aceto - [...] curare il dialogo con i propri utenti frequentando i luoghi sociali della Rete #vitadibibioteca scrivo.me/2014/10/29/la-…@CarmineAceto [...]
Email
Print