Come scrivere scene d’amore spinte: cosa succede “durante”?

Come scrivere scene d’amore spinte: cosa succede “durante”?

Qualche saggio nella notte dei tempi ha per comodità suddiviso ogni scena di sesso in 3 momenti standard:

  • Prima
  • Durante
  • Dopo

House of Leaves di Mark Z. Danielewski, uscito in italiano nel 2005 e tradotto da un tris di nomi che comprende anche il direttore di Scrivo.me Edoardo Brugnatelli, ci aiuterà a capire soprattutto come raccontare il fatidico Durante. Potremmo condensare tutto in 3 dritte:

  1. Trova un diversivo
  2. Trova un motivo
  3. Trova un obiettivo

Qualche consiglio per scrivere scene d’amore spinte

1 Trova un diversivo: ovvero non parlare solo di sesso.
Vuoi scrivere scene d’amore spinte? Nessuno ti obbliga a parlare solo di sesso. Tutto sommato ognuno di noi sa che questo consiglio è vero: nella realtà non succede mai di fare sesso e basta, c’è sempre un contorno.
Danielewski lo sa bene e ai capitoli 4 e 7 del suo libro si inventa alcune digressioni, tutte giocate sugli effetti collaterali del sesso sulla povera mente umana:

  • Fai sesso ma la testa va ancora per conto suo:
    “E mi ricordo di un attimo in cui, all’improvviso, ho intravisto mio padre”.
  • Fai sesso ma non dimentichi cosa stavi pensando:
    “Era proprio questo il pensiero che mi balenava follemente nella testa”.
  • Fai sesso ma ti si è resettato il cervello:
    “Non ricordo le stronzate che mi sono messo a bofonchiare”.

Qual è il vantaggio di questi diversivi? Che sono incastonati dentro la scena: e quindi la arricchiscono.

2 Trova un motivo: ovvero costruisci leitmotiv e climax.
Immagina di canticchiare sempre la stessa nota, sempre più forte e fino al massimo del volume: hai appena impostato un leitmotiv con effetto climax.
Anche House of Leaves usa questo espediente per raccontare una scena di sesso al capitolo 7: “Non ci siamo baciati e neppure mai guardati negli occhi”, ma allora che razza di sesso ci sarà stato? Qualche saggio nella notte dei tempi ha detto che se i baci fossero parole a quest’ora avrebbe fatto un discorso. Danielewski segue la medesima filosofia quando paragona la sua scena d’amore a una particolarissima conversazione.

  • La conversazione inizia:
    “Le sue in molteplici lingue, le mie nella monotona sfumatura dell’unica lingua che conosco”.
  • La conversazione prosegue e i piani si confondono:
    “Le sillabe hanno iniziato a impastarsi di gemiti, o i gemiti hanno iniziato a prendere forma di nuove parole, o in vecchie parole, o in parole inventate”.
  • La conversazione raggiunge la sintonia e i piani si uniscono:
    “Tutti i suoni spezzati già pronunciati finiscono per condensarsi in un’unica agonizzante parola”.
  • La conversazione è finita e i piani si sono di nuovo mescolati:
    “Dal fondo della sua gola un migliaio di lettere si frantumavano in una lunga caduta senza regola”.

A che serve scrivere una scena di sesso così? Almeno a una cosa: una scena di questo tipo offre al lettore una bussola (ovvero leitmotiv e climax) per seguire meglio i fatti mentre si snocciolano.

3 Trova un obiettivo: ovvero tieni il tuo argomento a fuoco.
Tu vuoi scrivere una scena di sesso, ovvio, ma questo non vieta alla tua “telecamera mentale” di inquadrare anche il resto. Qui il trucco più semplice è usare delle negazioni. Il vantaggio? Due vantaggi. Primo: così trasformerai le tue debolezze (difficoltà a ricordare, inciampi nelle descrizioni, reticenza a nominare) in punti di forza. Secondo vantaggio: la scena sembrerà più viva, più irripetibile, più unica proprio perché dirai di aver eliminato l’elemento X, Y o Z. Ecco il trucco all’opera con qualche esempio prelevato dal capitolo 9 di House of Leaves:

  • Nega di ricordare il Prima (però lo descrive eccome) e così lo rende unico:
    “Non ricordo la sua porta, i gradini per arrivare al primo piano, il nostro scalpiccio mentre percorrevamo il corridoio, senza mai accendere le luci, né in corridoio né in camera, prima di lasciarsi cadere sul futon”.
  • Nega di ricordare il Durante (però lo descrive eccome) e così lo rende unico:
    “Non ricordo neanche più come i nostri vestiti siano volati per aria, non riuscivo a levarle il reggiseno, e allora ha dovuto farlo lei, il suo reggiseno bianco, ahhh, ecco, il gancio era davanti e io ero lì a lottare dietro”
  • Nega di ricordare il Dopo (però lo descrive eccome) e così lo rende unico:
    “Più tardi, non saprei dire quanto, mi ha detto che era stato fantastico e che era stata benissimo”.

Vuoi scrivere scene d’amore spinte? Ecco un ultimo trucco

L’ultimo esempio permette di risolvere un inciampo che avevamo sfiorato nello scorso post dedicato a una famosa scena d’amore descritta da Nabokov. Vale a dire il famigerato “show, don’t tell”. Infatti, in certi casi, i lettori si immedesimano poco in quei racconti dove lo scrittore esclama “Wow! È stato fantastico” e poi però non dice nient’altro… mentre invece nulla vieta a quello stesso scrittore di mettere le medesime parole in bocca a un suo personaggio. Ovviamente previa adeguate descrizioni sul Prima, il Durante e il Dopo ;-)

Il libro di oggi

  • Autore: Mark Z. Danielewski
  • Libro: House of Leaves
  • Dove nel libro: Capitolo 4, Capitolo 7 e Capitolo 9
  • Segni particolari: esplicito ma non stupido
  • Trucco: fai finta di non ricordare niente, fai finta di non dire niente, fai finta che non te ne frega niente (e però scrivi tutto)
  • Se sai l’inglese: qui un’intervista d’epoca

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Rubrica: Love Parade, Top post

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