Intervista a Eoin Colfer

Intervista a Eoin Colfer

Ho conosciuto Eoin Colfer di persona poche settimane fa, dopo aver lavorato sui suoi libri per quasi dieci anni. È sempre sorprendente vedere come un autore che ha venduto milioni di copie nel mondo (mezzo milione solo in Italia) sia anche una persona con i piedi per terra, piacevole e divertente. Ma, soprattutto, interessata alle altre persone più che a se stesso. Forse è questo il segreto del grande scrittore: guardare sempre con attenzione il mondo attorno a sé senza lasciarsi abbagliare dalla luce della propria fama.

 

Da autore come vivi il rapporto con i tuoi editor? 

Sono stato fortunato con gli editor, non ho mai incontrato individui troppo autoritari (a parte un giovane italiano di cui non posso parlare per ragioni legali). Ma scherzi a parte, ho imparato a considerare i miei editor come validi collaboratori. Abbiamo uno scopo comune: realizzare un buon libro, e una volta che si accetta questo, generalmente si va d’accordo.

Qual è il commento più strano che un editor ha mai espresso su un tuo lavoro?

Una volta scrissi una scena un po’ ingannevole – in cui il lettore era portato a pensare che Artemis avesse sparato a suo padre e tutti quanti sarebbero dovuti rimanere sotto shock fino alla grande rivelazione finale, ma uno dei miei editor scandinavi mi chiese di inserire la rivelazione prima della scena dello sparo, una richiesta semplicemente folle contro la quale lottai duramente.

Quale invece il più geniale?

Il mio editor inglese, Sarah, tra i tanti consigli brillanti che mi ha dato, una volta mi ha suggerito di inserire un codice nella parte inferiore di ogni pagina, in modo che i lettori potessero decifrare il codice e scoprire una storia segreta. È stata una trovata geniale. Buona parte del successo della serie è dovuto proprio a questo.

Qual è la miglior tecnica per convincere un editor scettico?

Penso che il miglior modo sia parlare a quattr’occhi. Se sei capace di dimostrare quanto tieni a un particolare della trama, ragionandoci su, e magari facendo degli esempi di casi simili che sono stati di successo, allora sei sulla buona strada.

Qualcuno legge i tuoi manoscritti prima di inviarli al tuo editore?

Il mio editor, Sophie Hicks, legge i miei manoscritti per controllare se ci sono errori lampanti. Dalla sua lettura attenta in genere ne individuiamo alcuni. Per me la sua opinione conta moltissimo.

Che consiglio daresti a un aspirante scrittore che spedisce il suo manoscritto a una casa editrice?

Cerca di fare un’ottima presentazione. Tratta il tuo manoscritto come se fosse un business plan, perché è così che viene visto da una casa editrice. Questo non significa che devi essere distaccato, la passione in ciò che fai è sempre apprezzata, ma sii conciso. Una breve lettera di presentazione, un sommario ben scritto, i primi tre capitoli e qualche “supplica”. E mi raccomando, scegli i primi tre capitoli o l’editor si chiederà cosa che c’è che non va nell’inizio del tuo romanzo.

Quali sono le cose che gli editor proprio non capiscono degli autori?

Siamo facili da capire: tutto ciò che vogliamo è un successo incalcolabile ed elogi senza fine. Cosa c’è di strano in questo? Nonostante ci esponiamo costantemente alla possibilità di essere criticati, siamo creature fragili.

Se fossi un editor, che cosa diresti a Eoin Colfer?

Ringrazierei quell’adorabile uomo irlandese per essere un vero robot in fatto di scrittura ed essere riuscito a completare due libri all’anno negli ultimi quindici anni. Gli chiederei anche chi è il suo personal trainer e se desidera compensi ancora maggiori. Oppure gli direi di dare risposte serie a domande ragionevoli.

 

eoin_colferEoin Colfer (Eoin si pronuncia “Owen”, lo sapevate?) è nato in Irlanda, a Wexford, nel 1965.

Ha iniziato a scrivere prestissimo, soprattutto commedie, costringendo i suoi compagni di scuola a recitarle, e poi non ha più smesso: per le sue opere ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, raggiungendo la notorietà internazionale grazie alle avventure di Artemis Fowl, che hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo.

Rimane un mistero il punto preciso dell’Irlanda in cui Colfer vive attualmente.

 

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Rubrica: Interviste sulla scrittura, Top post

  • Scritto da:

  • Alessandro Gelso
  • Nato a Varese nel 1974, ho giocato a basket finché ho potuto. Dal 1998 mi occupo di libri per ragazzi, dal 2009 di un basso elettrico e dal 2013 di una bimba che non parla l’italiano. Mi piace pubblicare i libri belli ma ancor di più stroncare quelli brutti.


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