La lettura digitale e le biblioteche

La lettura digitale e le biblioteche Illustrazione di Ivan Canu

Le nostre abitudini di lettura nei secoli si sono modificate notevolmente: si è passati dalla pietra, al papiro, alla pergamena, ai libri di carta e ora l’evoluzione continua verso l’orizzonte digitale. Nuove forme di lettura prendono piede e le biblioteche non possono tirarsi indietro di fronte alla necessità di offrire ai cittadini e ai lettori la possibilità di capire cosa sono e come possono essere utilmente utilizzati i testi digitali.

Il libro è di per sé uno strumento tecnologico, frutto di uno sviluppo durato secoli, semplice da usare, economico e facilmente trasportabile. Queste sue caratteristiche ne fanno un oggetto difficile da sostituire su due piedi, ma la funzione e il ruolo delle biblioteche nella promozione della lettura non permette di avere preconcetti verso le nuove forme di lettura che si sviluppano. Così, molte biblioteche, negli ultimi anni, oltre a partire con un servizio di prestito dei dispositivi di lettura digitale, hanno iniziato ad organizzarsi per offrire direttamente servizi di prestito di ebook e altri contenuti digitali (musica, video, periodici). Gli iscritti alle biblioteche che offrono servizi di prestito digitale hanno accesso agli archivi online senza doversi recare fisicamente nella biblioteca e possono farlo oramai attraverso qualsiasi tipo di dispositivo (tablet, smartphone, ereader, computer).

Inizialmente le biblioteche hanno provato a scegliere ed acquistare in prima persona gli ebook per poi metterli a disposizione dei propri utenti, prestando gli ebook come fossero volumi fisici e riproponendo di fatto il sistema tradizionale del libro a scaffale. Ben presto ci si è resi conto che un simile modello di prestito degli ebook, rientrante nella definizione “one-copy-one-user”, è molto riduttivo per la fruizione di un testo digitale, che dovrebbe poter risultare sempre disponibile e immediatamente consultabile o scaricabile a differenza del supporto cartaceo.

Alcuni editori si rifiutano di vendere e-book o darli in accesso alle biblioteche, temendo che il servizio di prestito digitale possa generare copie pirata. Per riconsiderare sotto nuovi termini la gestione e trattazione dei diritti, sono sorte delle piattaforme di digital lending (prestito digitale), delle vere e proprie figure di intermediazione tra l’editore e la biblioteca.

MediaLibraryOnLine (MLOL) (di cui si era già parlato qui) è una di queste, aggrega grandi quantità di contenuti digitali, in vari formati (anche audio e video), e tramite convenzioni con editori, li propone in accesso alle biblioteche e ai loro utenti. Ad oggi sono circa 4000 le biblioteche italiane aderenti alla piattaforma. Si tratta di un sistema gratuito per gli utenti finali iscritti presso la biblioteca, ma a pagamento per la biblioteca che deve abbonarsi al servizio.

Bisogna tener presente che in MediaLibraryOnline, le condizioni di fruibilità per gli utenti dei singoli sistemi bibliotecari non sono tutte uguali: ad esempio, ci sono biblioteche che stabiliscono un numero massimo di download mensili per gli utenti.

Secondo [Biblio]MediaBlog (il blog delle biblioteche pubbliche digitali italiane) “il limite di download consentiti in un mese è stato introdotto sia per garantire una distribuzione dei contenuti ad un ampio numero di utenti, nel caso in cui il sistema o la biblioteca non offrano ancora il servizio di prestito interbibliotecario digitale, sia perché le biblioteche affiancano i servizi digitali (ebook da scaricare, quotidiani da consultare da casa sul pc, musica, video…) a quelli tradizionali. Il loro budget deve essere quindi distribuito su tante risorse diverse, più di quante ne esistessero un tempo. Non si può dunque offrire tutto quello che si vorrebbe.”

In MediaLibraryOnline si trovano però anche contenuti digitali, in particolare ebook, sempre disponibili, lì dove gli accordi commerciali con singole case editrici o gruppi editoriali prevedono un modello di fruizione differente, come ad esempio gli ebook in pay-per-view, sistema grazie al quale la singola biblioteca non è costretta ad acquistare  in anticipo il titolo a prezzo pieno. In questo caso, ad essere acquistati dalle biblioteche sono solamente dei pacchetti di prestiti e i loro utenti possono accedere gratuitamente ai titoli di proprio interesse per il tempo della durata del prestito (14 giorni), senza vincoli sulla possibilità o meno che il medesimo titolo sia consultato da più utenti in contemporanea.

Sempre attraverso MLOL sta partendo, dopo una fase di sperimentazione durata dal 30 ottobre 2013 al 30 aprile 2014, anche il nuovo servizio di prestito interbibliotecario digitale che permette all’utente della singola biblioteca aderente alla piattaforma, di accedere ad una collezione molto più ampia, prendendo in prestito da altri sistemi bibliotecari titoli di e-book che la sua biblioteca non ha ancora acquistato.

Sulle problematiche legate alla lettura digitale e alla fruizione di questo particolare tipo di contenuti informativi, anche l’Associazione Italiana Biblioteche sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul diritto alla lettura in digitale in biblioteca. La campagna, mira a sollecitare un adeguamento della normativa comunitaria che possa garantire alle biblioteche l’acquisizione e il prestito degli ebook con le stesse modalità e condizioni già previste per i libri cartacei grazie ad apposite eccezioni e limitazioni al diritto d’autore contenute nelle direttive europee in vigore e variamente recepite nelle legislazioni nazionali.

Per chi volesse approfondire, Eblida (European Bureau of Library, Information and Documentation Associations) ha preparato sul tema degli ebook in biblioteca due importanti documenti di riferimento: il primo, EBLIDA Key Principles on the acquisition of and access to E-books by libraries (2012), fissa alcuni principi irrinunciabili che dovrebbero sempre essere tenuti in considerazione per la stipula di accordi e la sottoscrizione di licenze d’uso per l’accesso a contenuti digitali in formato ebook; il secondo, The right to e-read – An e-book policy for libraries in Europe (2013), enuncia i fondamenti e gli obiettivi della campagna internazionale e sposta l’attenzione sulla necessità di modificare la normativa comunitaria in senso più favorevole alle biblioteche.

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Rubrica: Top post, Vita di biblioteca

  • Scritto da:

  • Carmine Aceto
  • Dal 1972, anno in cui sono nato, ad oggi, ho cambiato città, lavoro e sport praticati, ma ho conservato intatto l’interesse per i libri e per la lettura. Mi sono laureato in Lettere a La Sapienza con una tesi sull’analisi degli spazi scenici nelle messe in scena di Luca Ronconi, ho insegnato materie letterarie nelle scuole statali, mi sono diviso equamente tra uffici stampa e comunicazione aziendale, per poi, dodici anni fa, iniziare a stare accanto ai libri, non solo quelli di carta, davvero dalla mattina alla sera, facendo il bibliotecario. Oggi, corro in montagna, a piedi chiaro, scrivo di biblioteche e mondo digitale , ma anche di altre cose sbagliate in generale, e il mio romanzo Le cose sbagliate, pubblicato ad aprile 2014, su questo punto è ben chiaro. Il mio blog è carmineaceto.wordpress.com


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