Scrittura creativa: strategie per stimolare l’immaginazione

Scrittura creativa: strategie per stimolare l’immaginazione

Abbiamo appurato che, in caso di blocco creativo, è preferibile adottare alcune strategie per distrarre la mente, anziché costringersi a scrivere controvoglia. Voglio affrontare ora un’altra questione, legata alla fase in cui concretizziamo le nostre idee. È possibile stimolare la creatività accelerando, o rendendo più efficace, il processo che ci porta a generare storie coinvolgenti, dialoghi realistici, personaggi profondi, anziché attendere passivamente l’ispirazione?

Credo proprio che la mente umana sia paragonabile alla muscolatura da tanti punti di vista.

Con il giusto allenamento può potenziarsi, imparare a resistere meglio e più a lungo alla fatica e allo stress, divenire più efficiente e rapida. Quindi, quando ci sentiamo abbastanza propensi alla scrittura ma l’ispirazione non è fortissima, possiamo adottare alcuni “esercizi” per mettere le ali all’immaginazione, utilizzando la nostra mente come uno schermo sul quale proiettare stimoli utili.

Si tratta di un vero allenamento creativo, che può riaccendere le braci di una motivazione un po’ indebolita. Non di rado, infatti, il grande entusiasmo legato all’ideazione di un libro, al delinearsi di uno spunto interessante, è seguito da momenti di tedio e pigrizia. Ciò accade quando la fase di scrittura viene vista non come affascinante processo pieno di opportunità, ma come noioso atto meccanico nel quale, apparentemente, “dettiamo” a noi stessi un progetto già pronto e definito.

I suggerimenti di seguito possono essere considerati una “ginnastica creativa” per la mente, che renda l’atto pratico di scrivere sempre più stimolante, piacevole e produttivo.

 Visualizzare la scena da descrivere come un film 

La nostra natura è particolarmente interessata agli stimoli visivi; in fondo, anche la miglior letteratura riesce a coinvolgerci nelle storie che racconta, portandoci a “vedere” luoghi, situazioni, personaggi.

Non ci sentiamo molto motivati a scrivere? Un passaggio del libro appare noioso da concretizzare? Visualizziamo allora la scena mentalmente, come un film: ecco, ad esempio, i protagonisti che si incontrano al tramonto, sulla spiaggia… si parte con un’inquadratura lunga, che mostra il paesaggio, poi subentrano i primi piani dei loro volti, che esprimono sensazioni precise. Cosa si dicono a questo punto? Se avete visualizzato le scene in maniera vivida, troverete probabilmente facile dare inizio a un dialogo.

Potete sbizzarrirvi nella creazione del vostro “trailer mentale”: vedere la storia dagli occhi di un personaggio, visualizzare i passanti che incontra per strada, il mutare delle sue espressioni mentre pensa… Per questo, credo fermamente che sia meglio ambientare le storie in luoghi da noi conosciuti: possiamo recuperare dalla nostra mente dettagli autentici e impressioni chiare!

 Trovare una “soundtrack del libro” e usarla per stimolare la creatività 

Ho parlato di un “trailer mentale” del libro; perché non immaginare anche una colonna sonora che accompagni le scene? Ad esempio, un brano rock intenso che risuona mentre il protagonista percorre, in moto o in bicicletta, assolate strade di campagna, oppure una ballata raffinata e toccante per la scena citata prima come esempio, al tramonto. Le possibilità sono infinite e saranno i vostri gusti personali, i vostri cantanti e gruppi preferiti a determinare quale soundtrack vi ispira di più.

Una volta associate alcune canzoni alle scene del libro, potete anche ascoltarle mentre lanciate l’immaginazione, provando a creare una sequenza della storia ispirata proprio dalle note.

 Diventare attori dentro di noi 

Questo punto può spiazzare, eppure si tratta, forse, di una delle strategie più efficaci.

Tempo fa, ho letto un articolo nel quale si sosteneva che una caratteristica ricorrente degli attori sarebbe l’empatia, ossia la capacità di comprendere le emozioni, positive e negative, degli altri, fino a viverle in prima persona. Così darebbero vita credibilmente a personaggi che non esistono, dopo aver letto il copione: immedesimandosi nei loro pensieri e nelle loro sensazioni. Perché non proviamo, allora, a metterci mentalmente nei panni dei personaggi del nostro romanzo?

Immaginiamo ad esempio di essere il protagonista, in un momento di malumore dopo una discussione accesa con alcuni amici. Stiamo guidando l’auto sotto la pioggia; cosa pensiamo? All’improvviso squilla il telefono. Accostiamo per vedere chi è. Si tratta di uno degli amici con i quali abbiamo litigato; ci ha definiti “velleitari e noiosi”. Ora chiede scusa, dice che era alterato a causa di alcuni problemi familiari… cosa rispondiamo? Intanto, si sta scatenando un temporale. Per strada, poche auto, due o tre passanti che corrono, mentre il vento cerca di afferrare i loro ombrelli e proiettarli in aria…

Ecco, probabilmente leggendo queste righe avrete visualizzato la situazione, creando il già citato “trailer mentale”. Se vi calate nei panni del protagonista domandandovi “Cosa rispondo a questo, che dopo avermi fatto una scenata ora chiede scusa così?”, probabilmente si affaccerà nella mente una frase, un gesto (riattaccare il telefono?) et voilà, si rimette in moto il fantastico processo creativo!

 Visualizzare noi stessi che, concluso il romanzo, otteniamo riscontri gratificanti 

Questo punto necessita dell’etichetta “maneggiare con cura”, ma può risultare molto utile.

Quando abbiamo bisogno di stimoli per uscire dal torpore e diventare produttivi, immaginare noi stessi che concludiamo il romanzo, emozioniamo tanti lettori, riceviamo commenti positivi o recensioni incoraggianti da parte di giornali e siti web, può davvero aiutarci a ritrovare il giusto brio e a rimetterci al lavoro.

L’etichetta che ho nominato all’inizio è necessaria, perché occorre evitare di cadere in uno stato di esaltazione eccessiva. Ricordiamoci che è il nostro stile di scrittura a fare la differenza e a determinare il possibile successo di un libro, piuttosto che la trama in sé. Quindi, prepariamoci all’impegno… armati degli stratagemmi dei quali vi ho parlato!

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  • Scritto da:

  • Ugo Cirilli
  • Ugo Cirilli è nato in Versilia nel 1985. Laureato in Psicologia Cognitiva, si occupa di comunicazione online e collabora con la webzine BestVersilia, dedicata ai temi del benessere, della cultura e delle passioni. Appassionato di letteratura e musica, dopo aver appurato che non sarebbe diventato una rockstar, ha preferito appendere la chitarra al chiodo e dedicarsi testardamente all’arte di scrivere.


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