Come scrivere la sinossi di un romanzo

Come scrivere la sinossi di un romanzo

Avete ultimato il vostro romanzo e ora volete farlo visionare ad una casa editrice. Vi attende un’ultima fatica: redigere una sinossi, che solitamente può raggiungere la lunghezza massima di due cartelle, ma altre volte – ad esempio per la partecipazione a concorsi – non può superare le 600 battute.

Vi sembra impossibile sintetizzare duecento pagine in così poco spazio? Male, vuol dire che non avete chiaramente in testa la fabula del vostro testo e che vi occorre ripassare le tanto odiate regole dei riassunti, che vi facevano fare a scuola.

Quali punti mettere a fuoco?

  • CHI? > Il/i protagonista/i.
  • CHE COSA? > Argomento.
  • DOVE E QUANDO? > Spazio e tempo dell’azione.
  • COME? > Svolgimento dell’azione e conclusione.

Se dovete fare una sinossi più lunga, potete aiutarvi con la divisione del testo in sequenze (guardate qui). Scrivere una sinossi del proprio romanzo non è – e ripetiamo non è – fare una recensione né una quarta di copertina: non occorre stuzzicare la curiosità del potenziale lettore (o comitato di lettura), ma solo informare di cosa parla il vostro libro e di come si svolge la storia, finale compreso.

Esercitiamoci con i classici. C’è un autore che ci fornisce vari livelli di complessità della fabula (da 0 a enne): Italo Calvino. Lavoriamo con lui: nella trilogia I nostri antenati, Calvino usa uno stile favolistico in cui fabula e intreccio praticamente coesistono.

 Il barone rampante  -  Cosimo Piovasco di Rondò barone di Ombrosa, nel 1797, a dodici anni, salì, per ribellione contro il padre, sugli alberi e decise di non scendervi mai più. Il protagonista vivrà sospeso a mezz’aria e si farà portare fra i rami libri per studiare, si innamorerà di Viola e viaggerà passando da un albero all’altro. Inizierà a progettare anche la Costituzione di uno Stato Ideale; la sua fama si diffonderà nel Paese, a tal punto che anche Napoleone Bonaparte andrà a Ombrosa per fare la sua conoscenza.

Abbiamo detto il CHI e, per inciso, il QUANDO, la data 1797 e poi la figura di Napoleone Bonaparte, che contestualizza la storia. Il DOVE, Ombrosa, e il COME, per ribellione verso il padre salì sugli alberi. Rimane ovviamente fuori da questa sinossi l’allegoria. Cosa significa questo barone che osserva il mondo da lontano? Ma questo piano non è di pertinenza della fabula.

Il sentiero dei nidi di ragno  -  Pin, un orfano di dieci anni, vive abbandonato a se stesso con la sorella, una prostituta. Tra i clienti di quest’ultima, vi è un marinaio tedesco a cui Pin sottrae la pistola di servizio, nascondendola in un luogo a lui solo noto, dove fanno i nidi i ragni. A causa del furto sarà imprigionato e verrà così in contatto con Lupo Rosso, un partigiano, che lo aiuterà ad evadere e con Cugino, un adulto che lo porterà a vivere sulle montagne e ad aggregarsi ad una banda di partigiani. La pistola, custodita nel luogo segreto di Pin, verrà sottratta da Pelle, un traditore, amante della sorella, passato dalla parte dei tedeschi. Nel finale alcuni spari in lontananza, vicino al casolare in cui vive la sorella di Pin, lasciano supporre  che Cugino, nonostante l’amicizia per il piccolo Pin, abbia giustiziato la donna e il suo amante.

Questa fabula è più complessa della prima, ma il nucleo tematico rimane unitario e l’intreccio conserverà la stessa linearità.

Le città invisibili   – L’imperatore dei Tartari Kublai Khan interroga Marco Polo sulle città visitate. La descrizione di ognuna di queste 55 città, tutte con un nome di donna, occupa un capitolo; a loro volta i capitoli sono raccolti in undici percorsi tematici, dalla memoria al desiderio. Le città sono segni e sogni, Marco Polo diventa viaggiatore dell’immaginario.

Dov’è la fabula? Non è qui la sede per tematizzare il dibattito sulla possibile (o impossibile) scomparsa della fabula nel romanzo contemporaneo; di certo, se scriviamo un romanzo “sperimentale” come quelli dell’ultimo Calvino, giochiamo più con le strutture del romanzo, che con la storia dello stesso.  Le città invisibili, infatti, presenta una prima struttura a cornice – Marco Polo e Kublai Khan, scritta in corsivo – la struttura dei capitoli, scritti in tondo e una terza struttura data dagli undici percorsi tematici.

Proviamo adesso ad esercitarci con la sinossi di queste opere, magari in sole 600 battute:

Scrivete le vostre sinossi nei commenti, e le correggeremo insieme! Buon lavoro!

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Rubrica: Breve corso di romanzologia, Top post

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  • Mi occupo di estetica, scrittura e filosofia del linguaggio. Ho pubblicato testi su Wittgenstein, sull’estetica di Croce, sulla fisica quantistica e tradotto testi di Hegel e Schrödinger. Amo Bach e Proust, scrivere e suonare il pianoforte. Collaboro con la rivista «Complessità» e insegno filosofia nei licei.


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commenti

6 Commenti

  1. Articolo interessante. Finalmente qualcuno spiega come debba esser scritta questa benedetta sinossi.
    Anche se c’è da dire che la sinossi nasconde sempre un pericolo, anche per L’editore.
    Non è importante “cosa” dici, ma “come” lo dici.
    Ecco perché nella selezione dei testi bisognerebbe addirittura evitare le sinossi. Alcuni editori, nell’invio dei manoscritti, dichiarano espressamente: “non saranno valutati incipit, sinossi o scalette” (dal sito Einaudi).

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  2. Si, spesso la valutazione avviene attraverso la lettura di estratti. Il punto che sollevi è interessante. Tutto sommato, però, anche per fare una sinossi, si usa uno stile (un come).

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    • Una sinossi particolarmente concisa rivela quanto l’autore abbia chiara la storia nella propria mente. Rivela anche parte dello stile narrativo.
      Si potrebbe anche dire che, al di là dell’esigenza editoriale, possa essere un’utile strumento per capire cosa effettivamente contenga il proprio scritto.
      Può essere un utile strumento di verifica prima per lo scrittore, poi per gli altri.

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      • D’accordissimo.

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  3. Articolo interessante, anche se nelle sinossi che ho sempre letto (o redatto) non ho mai letto il “chi”, inteso per il personaggio, bensì per il titolo.

    Esempio: “Orgoglio e pregiudizio (chi), è un romanzo storico ambientato nell’Inghilterra del.. ecc.. (dove e quando)

    Anche in questa forma la sinossi è corretta?
    Inoltre, è vero, ormai sono poche le case editrici che richiedono sinossi e incipit.
    Tuttavia sono un po’ scettica: dubito che si prendono la briga di leggere tutto il romanzo per intero.

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  4. Sei bravissima a spiegare cose difficili in modo comprensibile. Grazie!

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