Scrittura, tecniche di rilassamento e attività fisica

Scrittura, tecniche di rilassamento e attività fisica Illustrazione di Ivan Canu

Nell’articolo precedente di questa rubrica, ho parlato di quelle condizioni emotive nelle quali corriamo il rischio di scrivere troppo e in maniera confusa. A mio avviso, infatti, la scrittura è uno dei settori creativi che possono fare meno affidamento sull’istintività: rendere quell’idea, quella storia nata nella nostra mente, chiara e appassionante anche per chi leggerà, richiede un processo di riflessione e di autocritica. Chiediamoci ora quali siano gli strumenti per affrontare altre condizioni problematiche: i momenti di stress, i cali di motivazione, quando pensiamo “non ce la posso fare” e ci sentiamo smarriti, improvvisamente abbandonati dall’ispirazione.

A volte, queste sensazioni di sconforto non derivano affatto da una debolezza dell’idea narrativa che abbiamo sviluppato, o da un crollo delle nostre abilità di scrittura: si tratta solo di sbalzi d’umore dalle cause fisiologiche, quali la stanchezza dopo un riposo insufficiente, oppure legate a eventi esterni, come una discussione con una persona cara o una pesante giornata lavorativa.

È facile, però, equivocare e, trovandosi improvvisamente a scrivere in maniera meno fluida, lasciarsi assalire da dubbi tipo “Mi sto bloccando? Non riuscirò a concludere il romanzo? Non sono un vero scrittore?”, in un crescendo ansiogeno.

Cosa fare in tali frangenti? Intanto, voglio consigliarvi cosa NON fare.

Non cedete a quello che, in psicologia, è chiamato “rimuginare”: si tratta dell’ossessivo ritorno a pensieri disturbanti, senza trovare una risposta confortante e continuando ad “autoflagellarsi” di dubbi. Quindi, non appena si delineano pensieri tipo “ho paura di fallire, ho paura di non riuscire a proseguire la storia”, la cosa migliore da fare è portare la mente altrove.  In che modo?

Voglio proporvi due “strategie” apparentemente agli antipodi, ma animate dalla stessa finalità: ritemprare la mente, combattere lo stress e ripristinare il buon umore.

Applicare una tecnica di rilassamento

Le tecniche di rilassamento sono molteplici, accomunate dall’idea di distogliere la mente da sforzi e pensieri ossessivi, raggiungendo una condizione psicofisiologica di tranquillità. A seconda delle pratiche, viene consigliato di sdraiarsi, chiudere gli occhi; io, invece, non voglio porre nessun vincolo rigido. Posizionatevi come preferite: seduti, sdraiati, supini. La parte importante è quanto segue.

Non dico: “non pensate”. Semplicemente, assunta la posizione che trovate più comoda, lasciate andare la mente a briglia sciolta. Niente più monologhi interiori; la mente fluttua leggera e va dove vuole. Potete chiudere gli occhi, altrimenti lasciate vagare anche lo sguardo, libero.

Il punto chiave è proprio raggiungere un atteggiamento passivo verso i pensieri; lasciarli scorrere con sereno distacco, senza imporsi nulla. Concentratevi sulla respirazione, lenta e profonda. Inspirate piano, poi espirate con altrettanta calma. Se si affaccia un pensiero negativo, accettatelo con un sorriso. Dite a voi stessi “Ok, temevo di fallire…ma era solo un pensiero! Non è realtà!”

Se trovate difficile lasciar fluire passivamente i pensieri, potete inizialmente aiutarvi formulando dentro di voi frasi facilitanti, tipo “Ora mi rilasso, recupero energie: stress, ti ho fregato!”, o evocando immagini mentali piacevoli: ricordare una bella giornata al mare, un regalo molto gradito… La strategia più efficace, però, è proprio evitare sforzi, concentrandosi sulla respirazione. A questo punto, forse, vi chiederete per quanto tempo applicare la tecnica: dipende in larga misura dalla soggettività individuale. Tuttavia, anche dieci minuti di corretta esecuzione possono essere sufficienti a ripristinare uno stato di benessere e tranquillità.

Possono sembrare ingenuità, ma padroneggiare queste tecniche può davvero cambiare la vita quotidiana. La nostra mente è come un televisore nel quale siamo noi, in realtà, a scegliere quali programmi vedere. Certi brutti programmi (i nostri pensieri ansiogeni) non necessitano di risposte, talvolta: basta cambiare canale, anche solo distraendosi con le tecniche di rilassamento.

Fare attività fisica

Fare movimento ha effetti che vanno ben oltre il miglioramento della circolazione o l’irrobustimento della muscolatura.

Siamo creature nate per muoversi: muovendoci liberamente e senza ansia, il nostro corpo produce endorfine, gli ormoni responsabili delle sensazioni di benessere. Quando i pensieri disfunzionali, davanti allo schermo del pc o al foglio, diventano proprio insostenibili, alzatevi con un gesto risoluto!

Potete muovervi all’aria aperta; meglio se in forma assolutamente non competitiva. Una bella passeggiata, magari con la musica preferita nelle orecchie; una pedalata in bicicletta (va benissimo anche quella elettrica), attraversando una zona dal paesaggio rilassante… durante la vostra attività fisica, non costringete la psiche a pensare al libro che state scrivendo.

Il fluire di “ormoni del benessere” può stimolare la creatività, aiutare a riordinare le idee, infondere un rinnovato entusiasmo. Costringersi alla scrittura controvoglia, invece, rischia di danneggiare la narrazione. Personalmente, diffido di chi sostiene che “il vero scrittore scrive ogni giorno” o, peggio, “il vero scrittore scrive x ore al giorno”.

Il vero scrittore, credo, ha qualcosa di interessante da raccontare e, nel farlo, pensa al lettore e alle sue esigenze.

Non insegue una frequenza ideale di scrittura, non conosce formule magiche: può solo cercare di mettere mente e organismo nelle condizioni migliori per essere produttivi. A tale scopo, le suddette strategie possono essere decisamente efficaci, soprattutto quando arriva un “momento no”.

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Rubrica: Dallo strizzacervelli!, Top post

  • Scritto da:

  • Ugo Cirilli
  • Ugo Cirilli è nato in Versilia nel 1985. Laureato in Psicologia Cognitiva, si occupa di comunicazione online e collabora con la webzine BestVersilia, dedicata ai temi del benessere, della cultura e delle passioni. Appassionato di letteratura e musica, dopo aver appurato che non sarebbe diventato una rockstar, ha preferito appendere la chitarra al chiodo e dedicarsi testardamente all’arte di scrivere.


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1 Comment

  1. Rilassamento e attività fisica veramente funzionano per aiutare la mente a ritrovare le giuste energie. Eppure qualcuno leggendo questo articolo penserà: «Basterebbe solo un po’ di sport per togliere tutto lo stress che ho addosso?».
    In realtà sì.
    A volte la soluzione più semplice è la migliore, ma siccome siamo bloccati nel nostro stress non pensiamo che la soluzione più semplice sia proprio quella giusta. La nostra mente spesso sopravvaluta le soluzioni macchinose, complicate. Quelle semplici sembrano ovvie, e nessuno le pratica.
    Queste sono soluzioni che vanno “applicate”, non rimuginate.

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