Microlezione 9

Le righe conclusive della lettera hanno un’importanza di cui spesso non ci rendiamo conto. Impegnati come siamo a lavorare sulle frasi iniziali e sulla loro capacità di imprimere allo scritto la direzione voluta e di assorbire al massimo l’attenzione del lettore, trascuriamo il fatto che le parole finali della nostra missiva – se ben congegnate e realizzate – possono consegnare a chi legge un messaggio emotivo di fondamentale importanza.

Concentriamo quindi una buona dose di attenzioni anche al nostro commiato. Propongo come esercizio parecchio utile di dedicarci a un semplice elemento: a un avverbio. Molte lettere terminano con la formula “tua” etc etc . È proprio prima del “tua” che si può piazzare un avverbio che strategicamente sottolinei il messaggio della lettera. Per questo dobbiamo aver chiaro cosa vogliamo trasmettere in termini emotivi: “desolatamente tua” ci dice una cosa, “serenamente tua” un’altra, “spudoratamente tua” un’altra ancora. Ok, via alla caccia all’avverbio giusto! Buon lavoro

Parole chiave: #, #

Rubrica: Microlezioni di scrittura epistolare

  • Scritto da:

  • Edoardo Brugnatelli
  • Nato nel 1956 (era presidente Gronchi). Laurea in Filosofia all’Università di Pavia. Per anni ho giocato (da brocco) a rugby. Suono male diversi strumenti a corda. Lavoro in Mondadori dal 1990: ho cominciato come redattore e ho finito per dirigere una collana (questo ci dice che c’è una speranza per tutti). Ho tre figli e un giro vita importante. Sto imparando il bergamasco.


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