La gratitudine: una strategia social

La gratitudine: una strategia social

“Da soli non si arriva da nessuna parte”! Questa è una frase che tutti gli scrittori – a maggior ragione se self-publisher – dovrebbero tenere sempre a mente.

Non c’è niente di male, infatti, nell’ammettere di avere bisogno degli altri. E gli altri, nella fattispecie, sono gli editor, gli agenti e i grafici. Ma anche i lettori, i follower su Twitter, Tumblr e FB e, ovviamente, gli amici. Quindi, gli scrittori che ancora credono di potersi rinchiudere nella famigerata torre d’avorio sono avvisati: la spocchia non paga, è l’ora di farsene una ragione.

Al contrario, è la gratitudine a rappresentare un utile strumento per creare un’efficace strategia social. È sempre importante rendere partecipi e soddisfatti tutte quelle che figure che in un modo o nell’altro, a valle o a mante, gravitano intorno al nostro libro. Qual è il modo migliore per farlo? Semplice: ricambiando la stima e l’interesse. E basta veramente poco: da un semplice “grazie” ai “re-tweet”, per esempio. Non costa soldi e non è neanche questo gran dispendio di energia, ma può significare davvero molto per queste persone.

In termini più prosaici, è necessario capire che le vecchie regole del marketing basate sull’egoismo non funzionano davvero più. Infatti, non esistono nemici: invece di odiare i “concorrenti”, è meglio essere grati per la loro esistenza. Sono proprio loro a dare le maggiori opportunità di crescita e apprendimento. Non solo: rappresentano uno stimolo costante per fare sempre meglio. Quindi, niente invidie e gelosie, ma al contrario, è molto più produttivo essere contenti dei traguardi raggiunti dai propri colleghi, perché una cosa è certa: se ce l’hanno fatta loro significa che possono farcela anche gli altri e, magari, se richiesto con gentilezza, saranno i primi a dare un aiuto per capire come raggiungere dei buoni risultati.

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Rubrica: L'Edicola, Top post

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commenti

1 Comment

  1. Condivido in pieno. Tuttavia non ammetto il comportamento di alcuni autori emergenti che pur di acquisire visibilità, si lanciano in ogni campo facendo esclusiva promozione dei loro libri; odio quegli account Twitter che non fanno altro che “spammare” continuamente un unico libro!

    Quindi social network sì… assolutamente, ma con intelligenza e senza esagerare!

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