Microlezione 4

Dovendo scrivere una lettera in cui riveliamo qualcosa possiamo intraprendere diverse strade. Ognuna ha i suoi pro e ognuna ha i suoi contro. Proviamo ad analizzarle una per una.

1) Possiamo svelare il segreto subito, senza inutili fronzoli, direttamente come un pugno nello stomaco. Il vantaggio è che così – levata di torno l’incombenza principale – possiamo dedicarci con maggiore agio ad altre necessità. Possiamo – soprattutto – dedicarci con dovizia di particolari alle spiegazioni (perché qualcosa è stato tenuto segreto fino ad oggi e perché oggi viene svelato?).

In questo modo – che definirei “via il dente via il dolore” – si passa per due registri di scrittura molto diversi. Il primo (quello della rivelazione iniziale) sarà il più brutalmente neutrale possibile: oggettivo, scarno, breve, se possibile brevissimo.

Il secondo invece farà ricorso alle mille arti della narrazione vera e propria e sarà assai più articolato, ricco, approfondito, baroccheggiante oserei dire. Ne riparliamo tra qualche giorno.

Parole chiave: #, #

Rubrica: Microlezioni di scrittura epistolare

  • Scritto da:

  • Edoardo Brugnatelli
  • Nato nel 1956 (era presidente Gronchi). Laurea in Filosofia all’Università di Pavia. Per anni ho giocato (da brocco) a rugby. Suono male diversi strumenti a corda. Lavoro in Mondadori dal 1990: ho cominciato come redattore e ho finito per dirigere una collana (questo ci dice che c’è una speranza per tutti). Ho tre figli e un giro vita importante. Sto imparando il bergamasco.


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