Kindle Direct Publishing

Kindle Direct Publishing

Seconda in questa rubrica, ma in realtà la prima, più grande, più potente, più diffusa ma forse anche più discussa piattaforma di self-publishing: Kindle Direct Publishing, del gigante di Seattle Amazon. Dopo pochissimi anni dalla sua nascita come libreria on-line, Amazon decide di avventurarsi nel mondo del self-publishing digitale allora ancora agli albori, e lo fa con una mossa geniale: lanciando il servizio in concomitanza con il lettore ebook Kindle, al quale sono inscindibilmente legati tutti i libri digitali presenti sulla libreria, autopubblicati e non.

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Kindle Direct Publishing non è certo la piattaforma che più va incontro alle esigenze di promozione degli autori, tuttavia essere presente su Amazon per un autore al momento è pressoché imprescindibile se si vuole aspirare a vendere qualche copia della propria opera. Andiamo ad analizzare come funziona.

I primi passi, obbligatori per ogni servizio di autopubblicazione, dovrebbero esserci già noti: registrazione alla piattaforma, compilazione dei metadati (titolo, sottotitolo, autore, descrizione e così via) e caricamento del file. A proposito di quest’ultimo, da notare è la capacità del programma di riconoscere un sommario correttamente impostato in Word, poiché esso è fondamentale nella fruizione dell’ebook da parte del lettore. Altra funzione fondamentale di KDP è la disponibilità di una preview di come apparirà il nostro file sui diversi dispositivi e sulle varie applicazioni Kindle.

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Se si ha tempo e pazienza, la modalità più corretta di agire sarebbe quella di consultare la guida che Amazon ha preparato per aiutare l’autore passo per passo nella creazione di un file formalmente corretto, in modo da evitare sorprese nel momento della conversione dal file originario al formato .mobi, l’unico supportato dai device di lettura Kindle.

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Sbrigata la parte tecnica, arriva il dilemma fondamentale quando si è alle prese con la pubblicazione KDP: la scelta delle royalties. Amazon infatti offre due possibilità all’autore, che potrà scegliere se ricevere royalties al 35% oppure al 70%. Dietro la scelta all’apparenza più ovvia si celano dei cavilli da tener ben presenti prima di prendere una decisione. Sveliamoli.

Scegliendo le royalties al 70%, si è legati a una serie di vincoli, tra cui la fissazione del prezzo fra 2,60 e 9,70 euro, e il pagamento dei costi di consegna (prerogativa di Amazon, sono una specie di tassa che l’autore deve per ogni titolo venduto, e ammontano a 0,12 € per megabyte), mentre con la royalty minore si è liberi di fissare qualsiasi prezzo per il proprio libro (comunque compreso entro limiti ragionevoli, che vanno da 0,86 a 173,91 euro) e i costi di consegna non vengono applicati. Inoltre, con l’opzione al 70%, l’autore non potrà decidere di sottrarre la propria opera al Kindle Leading Program, un servizio di prestito dell’ebook dal compratore iniziale ad altri lettori della durata di 14 giorni, senza ritorni economici per l’autore.

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Nello stabilire il prezzo di copertina, si deve considerare anche l’IVA al 3%, e quindi se si scelgono le royalties al 70%, i guadagni netti dell’autore saranno calcolati in base a questa formula:

Royalties= 70% x [prezzo Amazon - (imposte + costi di consegna)]

Senza stare a tentennare troppo sulla decisione, si possono provare entrambe poiché le opzioni possono essere modificate anche successivamente alla pubblicazione. In entrambi i casi le royalties verranno corrisposte all’autore dopo 60 giorni dal decorrere dalla fine del mese di calendario durante il quale sono state concluse le vendite relative, ma per corrispondere tali pagamenti, Amazon chiede all’autore un conto corrente bancario valido sull’account KDP, e non sarà obbligata a effettuare i pagamenti nel caso in cui l’autore non registri tale conto corrente, se richiesto.

Altro nodo da considerare: l’autore, sebbene ceda un diritto non esclusivo per la distribuzione dei propri libri digitali, può aderire a un programma, KDP Select, che comporta l’impegno di rendere la versione digitale del libro disponibile unicamente tramite KDP e nessun altro servizio, assicurando così ad Amazon un’esclusiva. L’esclusiva, che ovviamente limita la presenza dell’opera su altre piattaforme, esce dalla porta per rientrare dalla finestra.

Insomma, non si può negare che vendere il proprio ebook su Amazon può fare la differenza, bisogna solo essere disposti a scendere a qualche compromesso. A voi la scelta.

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Rubrica: Self-publishing & distribuzione, Top post

  • Scritto da:

  • Anna Campanella
  • Grazie alla libreria di famiglia comincio ad amare la lett(erat)ura, ma la carta mi risulta abbastanza inodore, quindi mi imbatto per caso nell'editoria elettronica, ne fiuto le enormi potenzialità, e decido di dedicarmici. All’università non sento parlare di ebook, e quindi decido di indagare da me. Per farlo al meglio frequento un master in Informatica del Testo, e per ora attendo di vedere come potrà svilupparsi questa breve bio. La trovate anche su Facebook, G+ e Twitter.


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