Etologia e narrativa

Etologia e narrativa Illustrazione di Luca Zarantonello

Gli animali sono creature meravigliose, non c’è che dire. E al di là delle loro caratteristiche estetiche, ad attirare la nostra attenzione ci si mette non poco anche il loro comportamento – sarà per questa stessa ragione che abbiamo dedicato loro opere letterarie, tipo favole e fiabe, dove addirittura parlano come noi, e romanzi dove sono i protagonisti assoluti? Il nostro tentativo di comprenderlo, impresa non facile, ha dato origine alla scienza specifica che se ne occupa, l’etologia, che è sì una disciplina scientifica ma anche un’ incredibile – e spesso divertente – forma narrativa.

Ci sono tanti libri che parlano del comportamento degli animali con un coinvolgimento tale da non fare per niente invidia a un romanzo poliziesco o di avventura. Quindi chiunque ami gli animali o sia semplicemente un po’ curioso, può attingere a una serie infinita di libri di questo tipo. In tempi forse ancora non sospetti, per esempio, Aristotele scriveva il suo Historia Animalium – peraltro reperibile in una recente edizione molto bella della casa editrice palermitana  :duepunti – in cui per primo ci illustra non solo le caratteristiche fisiche, ma anche la Vita attività e carattere degli animali: un libretto preziosissimo che ci fa capire quanto fosse di primaria importanza, già in epoca classica, osservare e capire quanto più possibile il comportamento animale.

Ma è chiaramente a partire dalla prima metà del secolo scorso, e grazie soprattutto a Konrad Lorenz e al suo L’anello di Re Salomone, che l’etologia fa passi da gigante e si avvicina al grande pubblico. In questo libro Lorenz raccoglie le sue osservazioni sul comportamento animale e le racconta in un modo squisitamente letterario che fa appassionare anche chi scienziato non è. Per rendere l’idea, questi sono i titoli di alcuni capitoli: Quando gli animali combinano guai, L’ochetta Martina, La fedeltà non è un miraggio e ancora Quando gli animali fanno ridere. Lorenz ci spiega un sacco di cose tra cui, per esempio, come quando e perché il cane è stato addomesticato e, se per caso ancora non l’avevo detto, questo classico dell’etologia è davvero un libro bellissimo.

Ora, quando pensiamo agli animali va da sé che la maggior parte delle volte pensiamo a cani e gatti, gli animali domestici per eccellenza (senza nulla togliere ai pesci rossi o ai canarini, per carità…), veri e propri compagni di vita a cui – giustamente – sono stati dedicati un bel po’ di libri. Per chiunque condivida la propria esistenza con uno o più felini, direi che Il Gatto di casa: etologia di un’amicizia di Giorgio Celli, è una lettura imperdibile, perché lo sguardo di Celli non si limita ad analizzare freddamente il comportamento di questo animale; al contrario, il suo è uno sguardo benevolo e realmente pieno di amore per queste creature speciali. Altro libro che vale davvero la pena leggere – per gli amanti dei cani e non solo – è quello della psicologa americana Alexandra Horowitz, Come pensa il tuo cane: un saggio scientifico sotto ogni punto di vista, ma al tempo stesso molto gradevole e utile per comprendere tutti quei comportamenti apparentemente indecifrabili.

E poi ci sono i libri del primatologo olandese Frans De Waal, come L’età dell’empatia. Lezioni dalla natura per una società più solidale e Il bonobo e l’ateo – In cerca di umanità fra i primati, che riconciliano con la scienza anche il letterato più accanito: le ricerche da lui condotte e che descrive nei suoi libri hanno il potere di farci riflettere sul mondo e sul nostro rapporto con gli animali in maniera, al tempo stesso, profonda e piena di allegria.

Dal 1949, anno di pubblicazione de L’anello di Re Salomone, l’etologia ha attirato sempre maggiore interesse e, soprattutto, è stata in grado di sapersi narrare  in maniera sapientemente accattivante e di andare incontro a un bisogno quasi primordiale dell’uomo: quello di conoscere e comprendere la natura e il comportamento degli altri animali, oltre se stesso.

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Rubrica: Letture bestiali, Top post

  • Scritto da:

  • Sara Pagnini
  • Traduttrice, redattrice, editor. Ama prendersi cura di due cose: i testi degli altri e i suoi 7 gatti e 2 cani. Ha tradotto poesia e narrativa latinoamericane per passione e testi tecnici e scientifici per lavoro, e sogna di tradurre il nuovo grande scrittore di lingua ebraica; nel frattempo, collabora con PubblicarSÌ.com. Se serve, ha anche un sito che si chiama come lei.


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