Francesco Remotti – Contro l’identità

Francesco Remotti – Contro l’identità Illustrazione di Lca Zarantonello

Il libro di questa settimana non ha nulla a che vedere con tecniche di scrittura, pubblicazione digitale, segreti dell’editing e dell’impaginazione, trucchi del book marketing. Ha piuttosto a che fare con l’idea che abbiamo di noi stessi come scrittori. Chi ha o ha avuto qualche rapporto con case editrici o agenti letterari, sa che spesso un autore esordiente – magari con un buon libro, ancora grezzo, ma in sostanza buono – si presenta spesso con una forte carica di consapevolezza di sé, tanto forte da sconfinare talvolta in una carta arroganza.

Ma io sono uno scrittore! Capisce, uno scrittore!

Da questo predicato deriverebbe come conseguenza logica l’intangibilità del loro testo, perfetto ab origine; qualsiasi modifica ad esso consisterebbe quasi in una ferita aperta nel corpo fisico dell’Autore. Ahia! Ora, ferma restando la libertà di pensarci e definirci un po’ come ci pare, resta il fatto che lavorare su un testo, farne l’editing, tagliare, modificare, correggere non incide negativamente nella nostra auto-percezione di scrittori, al contrario ci rende scrittori migliori.

Dov’è il problema – casi patologici a parte – allora? Io credo che stia in un’errata nozione di identità. Crediamo che l’identità sia qualcosa di fisso, di cristallizzato, un nucleo sacro del nostro Io di Scrittori che nessuno e per nessun motivo deve osar mettere in discussione. No. Se pensate questo siete fuori strada, e di molto. Allora fatevi un favore, leggete questo bel pamphlet di Francesco Remotti, un noto antropologo italiano, dal titolo Contro l’identitàimparerete che

l’identità non inerisce all’essenza di un oggetto, dipende invece dalle nostre decisioni. L’identità è un fatto di decisioni

Non esiste l’essenza di Scrittore. Esistono solo persone che scrivono bene o scrivono male: fatevene una ragione e cercate di essere tra i primi!

Parole chiave: #, #

Rubrica: Lo scaffale del self-publisher

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