Kobo Writing Life

Kobo Writing Life

Si comincia dalla fine: la prima piattaforma di autopubblicazione che andiamo ad analizzare è anche una delle più recenti giunte in Italia, e si chiama Kobo Writing Life. È naturalmente legata alla compagnia canadese produttrice di eReader Kobo Inc., termine nel quale potrete stupirvi di ritrovare, a sillabe invertite, la parola book.

Come muovere i primi passi? Banale, ma essenziale: collegarsi a www.kobo.com/writinglife e nella sezione create new account specificare che siete nuovi (se non possedete già una account Kobo), procedere con l’iscrizione e attivare l’account tramite la mail di conferma. Dopo l’accesso, verrete reindirizzati alla pagina della dashboard, che fino a quando non avrete portato a termine l’operazione di pubblicazione non servirà. Quindi meglio rivolgersi, tra le tab in alto a destra, alla sezione ebook, da dove sarà possibile procedere. Abbiamo già il nostro file nell’hard disk pronto per essere caricato?

Metadati

Bene, allora basta seguire la procedura, abbastanza standardizzata per quasi tutti i servizi di self-publishing, che consiste nel completare i campi richiesti per i metadati (tra cui titolo dell’opera, nome autore, lingua dell’ebook e via dicendo; mi raccomando, i metadati sono fondamentali per far sì che il vostro libro venga trovato!), e proseguire con lo step successivo, dedicato al caricamento del file. Kobo utilizza il formato standard per gli ebook, cioè l’ePub, ma il file che voi andrete a caricare potrà anche essere nei formati più comuni come il .doc, .docx o .odt.

caricamento

Se si possiede già il file epub, vuol dire che siete bravi o che avete un amico bravo, altrimenti KWL effettuerà la conversione in ePub in tempo reale tramite una procedura automatica. Bisogna però tener presente che nel passaggio da un formato a un altro potrebbe andar persa la formattazione originaria, e quindi l’autore dev’essere cosciente della possibilità di trovarsi davanti a un prodotto che apparirà diverso rispetto a quello inizialmente generato. Le cattive sorprese possono però essere prevenute grazie alla possibilità di visualizzare un’anteprima del documento prima di procedere, e alla lettura della guida ufficiale di KWL. Un’alternativa interessante è quella di adoperare l’editor di testo presente direttamente sul sito: personalmente, in mancanza dell’amico bravo, preferirei questa soluzione piuttosto che caricare un file che potrebbe risultare differente da quello concepito in partenza dall’autore.

Superato finalmente il passaggio più tecnico, bisognerà scegliere se “proteggere” il proprio prodotto tramite il cosiddetto DRM (Digital Right Management), apponendogli cioè una sorta di “lucchetto” che servirà a impedirne la riproduzione, e scegliere se optare per la distribuzione in tutto il mondo o limitarla ad aree geografiche specifiche.

Giungiamo ora alla parte più succulenta: i compensi. In che valuta volete ricevere i pagamenti? E quali sono le vostre coordinate bancarie dove Kobo dovrà effettuare l’accredito? Immettete le informazioni, coscienti però del fatto che la somma maturata vi verrà corrisposta 45 giorni dopo la fine di ogni mese in cui si sarà raggiunta una soglia di guadagno pari a 100 dollari. Se questo minimo non sarà stato maturato, i pagamenti verranno corrisposti ogni 6 mesi. Compensi, ancora. A quanto ammontano? Kobo vi accorderà il 70% del prezzo di copertina stabilito da voi, ma solo se esso rientrerà nei limiti del prezzo consigliato, che va da un minimo di 0.99 a un massimo di 12,99 euro. Se invece l’autore vorrà stabilire il prezzo di vendita indipendentemente dai consigli di Kobo, dovrà accontentarsi del 45% dei diritti.

Ma perché Kobo trattiene il resto? Qual è nel concreto la prestazione che vi offre? È la distribuzione, nodo fondamentale che dovrebbe far propendere il self-publisher per una piattaforma piuttosto che per un’altra. Kobo offre la distribuzione innanzitutto nel proprio canale, ovvero il vostro libro sarà messo in vendita nell’ebook store Kobobooks, e poi anche in altre librerie on line convenzionate col servizio,  che attualmente sono Chapters/Indigo, Angus and Robertson, Whitcoulls, FNAC, WH Smith. Per monitorare le vendite, Kobo mette a disposizione una comoda dashboard in cui visualizzare in tempo reale le vendite dei vostri ebook, l’area di provenienza dei vostri lettori e una timeline per tenere conto degli acquisti nel tempo.

dashboard

Infine, i diritti del libro, come in ogni piattaforma di self-publishing degna di tale nome, rimarranno a voi, e in qualsiasi momento potrete ritirare la vostra opera dalla distribuzione. Tirando le somme: il servizio è estremamente semplice e intuitivo nell’utilizzo, e ottime sono le soluzioni della conversione istantanea e gratuita nel formato ePub e dell’editor di testo on line. La dashboard è ben pensata, e molto soddisfacenti sono i corrispettivi per i diritti d’autore. Meno lodevole il lato della distribuzione: l’ebook store di Kobo è un’ottima vetrina, anche perché abbinata all’ereader, ma le convenzioni per la distribuzione all’esterno del mondo Kobo non  convincono appieno. Alla prossima puntata.

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Rubrica: Self-publishing & distribuzione, Top post

  • Scritto da:

  • Anna Campanella
  • Grazie alla libreria di famiglia comincio ad amare la lett(erat)ura, ma la carta mi risulta abbastanza inodore, quindi mi imbatto per caso nell'editoria elettronica, ne fiuto le enormi potenzialità, e decido di dedicarmici. All’università non sento parlare di ebook, e quindi decido di indagare da me. Per farlo al meglio frequento un master in Informatica del Testo, e per ora attendo di vedere come potrà svilupparsi questa breve bio. La trovate anche su Facebook, G+ e Twitter.


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