I Nobel per la letteratura si raccontano

I Nobel per la letteratura si raccontano Illustrazione: Marta Lorenzon

Che cosa hanno in comune  Gabriel García Márquez, J.M. Coetzee e José Saramago? O ancora, Pablo Neruda e Doris Lessing? Oltre a essere scrittori e poeti di grande successo, hanno tutti ricevuto l’ambito premio Nobel per la letteratura e, di conseguenza, hanno proclamato un discorso scritto per l’occasione che – solitamente – è un capolavoro letterario di per sé.

Quindi, se per caso volevate leggere, o rileggere, le parole emozionate e sincere di alcuni degli scrittori più importanti al mondo, la casa editrice Terre di Mezzo ha avuto la brillante idea di raccogliere i loro discorsi in questo bel volume che si intitola, per l’appunto, I Nobel per la letteratura si raccontano. Terre di Mezzo non è nuova a pubblicazioni di questo tipo: in passato ha dato alle stampe libri come Voglio fare lo scrittore (Consigli per aspiranti autori in dieci interviste a editor e agenti letterari)(Non) un corso di scrittura e narrazione – che potete trovare anche gratis sul blog di Giulio Mozzi - e una guida per difendersi dagli editori a pagamento dal titolo Esordienti da spennare

Da Hemingway a Steinbeck, passando per Wisława Szymborska, Herta Müller e Doris Lessing, in questo libro abbiamo l’opportunità di avvicinarci e conoscere davvero il loro pensiero e le loro opinioni. Non a caso uso il termine opinioni, perché proprio di esse sono ricchi questi discorsi che spesso trattano anche di questioni politiche. Provate, per esempio, a sentire cosa dicono García Márquez, Neruda e Vargas Llosa: se cercate un’analisi appassionata e il più possibile accurata sull’America Latina, i loro discorsi vi accontenteranno sicuramente.

Un’altra cosa veramente bella di questa antologia è che ogni discorso costituisce da solo un vero e proprio racconto. Un esercizio letterario dove, molto spesso, sono le esperienze personali degli scrittori a farla da padrone. Orhan Pamuk, per esempio, ci parla del suo rapporto con la letteratura e con suo padre e Herta Müller, a sua volta, di cosa significa davvero vivere e crescere all’ombra di una dittatura. Tutti, comunque, ci fanno capire una volta di più quanto la letteratura e la vita reale spesso si influenzino reciprocamente.

Non mancano poi le questioni sul ruolo della letteratura e degli scrittori nella società e per il progredire dell’umanità stessa. Su questo Steinbeck ha detto una cosa molto, ma molto interessante:

 

Ritengo che lo scrittore che non creda appassionatamente nella perfettibilità dell’uomo non abbia alcuna devozione per la letteratura né diritto di appartenervi

 

È anche grazie a questi discorsi che gli scrittori premiati parlano del loro lavoro in un modo che allo stesso tempo può dirsi intimo e condiviso, rivelando i loro segreti e motivazioni più profonde al loro pubblico di lettori. Questo volume li mette tutti insieme e ci regala l’opportunità di sentirci ispirati dalle loro parole. Ecco perché, fra le altre cose, vale la pena leggerlo.

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Rubrica: Lo scaffale del self-publisher

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