Carogna

Carogna Particolare della copertina di Educazione siberiana, di N. Lilin, Credtis: Giulio Einaudi Editore

Sicura la connotazione dispregiativa del termine, sebbene qualcuno si fregi di “quell’epiteto portato come una bandiera”, come scrive Roberto Saviano a proposito dei soprannomi della camorra. La parola ha origine da una degenerazione nel latino popolare di un termine comune: caro, carnis, nient’altro che carne. Diventa caronia col suffiso -ia tipico, in realtà, dei sostantivi deaggettivali. Infatti il termine veniva spesso usato come epiteto, a volte accompagnato dall’aggettivo putidus -a -um, putrido. Caronia rappresenta per i latini la manifestazione della materia in tutti i suoi aspetti più miserevoli e tristemente terreni. Il significato si propaga in tutte le lingue neolatine senza eccezioni, solo con piccole modifiche fonetiche, a dimostrazione dell’ antichità dell’uso.

 

La carogna è la degenerazione fisica cui ogni essere vivente è destinato. Porta con sé un bagaglio di immagini raccapriccianti: puzza e attira gli animali più vili. Ecco che il significato di persona spregevole e pronta a ogni bassezza prende forma. La carogna repelle, tiene lontani perché è carne morta per ragioni ignote, quindi potenzialmente infetta. Evoca l’idea di una carcassa (sempre per fare etimologia, “cassa di carne”) abbandonata, una creatura morta sola, senza nessuno che avesse cura dei suoi resti. Infine rievoca uno stato di cose animale, privo di ogni sovrastruttura sociale. La carogna è emarginazione.

 

Un uomo definibile carogna è un uomo che non ha nulla da perdere, carne morta pronta a tutto. Nessuna civiltà, nessuna legge, solo sangue che chiama sangue.

 

 

Educazione siberiana

Educazione siberiana

Educazione Siberiana è il primo romanzo della trilogia siberiana di Nicolai Lilin. Vi si narra, con veste autobiografica, dell’educazione criminale del protagonista/autore Nicolai. C’è un apparente paradosso nella definizione educazione criminale. Il punto di vista della società civile associa all’aggettivo criminale una mancanza di morale e di struttura. Lilin ci dimostra che non è così. La comunità siberiana nella quale cresce il protagonista è vincolata a leggi precise e a un senso rituale della vita sociale. Ci sono rigidissime gerarchie da rispettare verso i criminali anziani e un’etichetta comportamentale legata a formule rituali di saluto, presentazione, ospitalità. Anche la religione gioca la sua parte, una religione profondamente ortodossa e barocca, fatta di icone votive e armi sacre.

 

Tutto è orientato a una serena convivenza sociale, né più né meno di ogni altra società civile. La differenza è che lo Stato Sovietico è il nemico, lo sbirro è infame e ucciderlo non è peccato. Non perché lo Stato Sovietico sia tirannico e oppressivo, ma perché nella logica criminale ogni Stato è tirannico e oppressivo.

 

In questo clima di guerra perenne del “noi contro tutti”, la coesione della comunità è fondamentale. Difendere i propri è come difendere sé stessi e la propria cultura. Nella cultura siberiana che ci racconta Nicolai, i più deboli, e in particolare i disabili, sono definiti “voluti da Dio” e proteggerli è un compito sacro della comunità. Capita così che il tredicenne Lyëza, amico del giovane Nicolai, venga aggredito da un gruppo di teppisti. Lyëza è un ragazzo introverso e quasi sordo.

Mel e gli altri tre amici, Besa, Gigit e Tomba, mi hanno raccontato che Lyëza era andato da solo a Tiraspol’, al mercatino settimanale dell’usato, per scambiare dei francobolli, visto che lui era un appassionato collezionista. Al ritorno, in pullman, era stato aggredito da un branco di coglioni che lo avevano picchiato (per fortuna non tanto forte, solo qualche schiaffo) e gli avevano fregato il suo album di francobolli. Mi era salita la carogna, così abbiamo fissato per la sera stessa un appuntamento con gli altri minori del nostro quartiere, per fare una spedizione punitiva a Tiraspol’.

 

La carogna di Nicolai e dei suoi si trasforma in un agguato ai teppisti di Tiraspol’. Nella rissa volano coltellate e la violenza è quella di un’azione di guerra. C’è premeditazione, c’è strategia,  ci sono le armi, la tortura del nemico e la sua resa con tanto di condizioni. I nemici restano a terra maciullati dalle botte, i legamenti recisi dalle coltellate, seviziati per aver offeso il gruppo e l’onestà criminale. Eppure Lyëza era sì stato derubato e picchiato (non tanto forte, per stessa ammissione di Nicolai) ma l’offesa necessitava di una reazione così violenta? Nella logica della comunità siberiana, sì.

 

Nel romanzo di Lilin di situazioni simili ce ne sono in abbondanza: l’onore violato del gruppo va vendicato. Nel corso della narrazione ci sembra tutto naturale per la grande capacità dell’autore di calarci nella logica criminale dei siberiani. Da quel punto di vista riusciamo a comprendere, non sempre a giustificare, ma comprendere. Capiamo che il nocciolo di tutta la questione è quell’educazione criminale ricevuta, un po’ subita e un po’ amata perché parte del proprio retaggio, del proprio sangue.

 

Guardando ogni giorno nel buio del crimine, della logica dei sistemi malavitosi e di ogni cultura o sottocultura (come quella degli ultras) che non comprendiamo, vediamo una massa indistinta, una carogna da fare a brandelli. Quella carogna ci nutre, ci fa sentire diversi e migliori. Pronti ad affondare il becco nella carne morta, non accettiamo che una cultura tribale sia cresciuta accanto alla nostra. Vogliamo circoscrivere la carogna, poterla additare, tenerla lontana. Abbandoniamo la carogna nel deserto, ignorando l’educazione che l’ha fatta tale.

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Rubrica: Dizionario etimologico individuale, Top post

  • Scritto da:

  • Arcangelo Auletta
  • Leva napoletana dell'86. Laurea in lettere, è (in-)esperto di letteratura americana e traduzione ma ha intrapreso una carriera nel web marketing. Strazia la chitarra da quando è stato divulgato il terzo segreto di Fatima. Un suo assolo di mandolino è stato inserito dalla rivista Rolling Stone nella top 35 "I migliori assoli di mandolino della storia". Crede nella vita dopo Maradona. Possiede una tazza ricordo del matrimonio di William e Kate.


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  1. Monumento - Scrivo.me - […] alla morte almeno quanto il nostro Nicolai,  accade che un cadavere seviziato sia un monumento. La carogna del nemico incarna ...
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