I bambini vogliono diventare grandi e le storie (forse)­ possono aiutarli

I bambini vogliono diventare grandi e le storie (forse)­ possono aiutarli Copyright della fotografia: Mondadori Portfolio

Mi guardo indietro e alla fine mi accorgo di aver scritto scritto un sacco di roba, sullo scrivere per i piccoli. Ma non ho scritto niente dei piccoli, di quello che mi sembra di avere imparato su di loro.

 

Allora, per salutarti, ti dirò che so di sicuro questo: che i piccoli disegnano benissimo. Non c’è discussione: non è un modo di dire, non è un’iperbole, non è che voglio spararla grossa. Se qualcuno è capace di trovarmi un disegno fatto da un bambino o una bambina che sia brutto, gli do un milione di dollari, come James Randi a chi gli mostrerà un fenomeno genuinamente paranormale. I disegni dei piccoli sono bellissimi e non so perché. Non ci metteremo a discutere di che cos’è bello o brutto, vero? Sai benissimo che cosa voglio dire: tutto è necessario, nel disegno di un bambino, tutto è armonico o disarmonico in modo fulminante, tutto è riassunto e definitivo, tutto è certo e senza esitazioni, tutto brilla, anche il nero. Per vedere una cosa che stia al passo – e dovremmo poi discuterne – devi cercare i filmati dove Picasso disegna o fa i ghirigori sulle ceramiche o Andrea Pazienza fa il cavallo o Pollock balla e spruzza. Devi cercare quelli bravi sul serio.

 

Lo dico perché è bene ricordarci con chi abbiamo a che fare: con i Maestri dell’arte visiva. Io se fossi un illustratore avrei paura. Comunque, troppe volte ho sentito un piccolo dire: “Ma se qui dici così poi non puoi dire cosà”. E una bambina una volta ha trovato un mezzo errore (matita rossa) in un mio racconto che era partito da me (e io odio mandare in giro racconti con la patta aperta o anche solo le unghie mangiucchiate) e di sicuro aveva fatto un bel po’ di giri di bozze prima di arrivare tra le sue manine. Quindi.

 

Poi so che i bambini odiano le bugie e a quelli che gli insegnano a dirle (perché glielo devi insegnare e devi anche metterci dell’impegno) bisognerebbe fargli tottò col giornale. Non si fa. Per cui bisogna dir loro sempre la verità, anche se parli di Minni che fa la camionista spaziale e salva un pianeta volantinando barzellette.

 

Poi so che i piccoli vogliono diventare grandi e le storie forse – forse ­ possono aiutarli. Voglio sperare che servano a diventare persone serie ma sceme. Quando parlo con il mio amico Maurizio o scherzo con Mario mi accorgo che siamo i cretini di allora e sempre tiro un sospiro di sollievo. Non è bellissima, la gente seria, ma scema? A uno serio ma scemo sei ancora sicuro di arrivargli in fondo al cuore con la mano. Perché il rischio c’è: ho incontrato vecchi amici induriti, irriconoscibili, neutri, sepolti sotto strati troppo spessi di vita. E forse ­ forse ­ è perché, oltre al resto, non hanno avuto abbastanza storie buffe e tenere o terribili ad accompagnarli. Allora, scriviamole.

 

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Rubrica: Scrivere per i più piccoli, Top post

  • Scritto da:

  • Augusto Macchetto
  • Augusto Macchetto scrive per i piccoli dal 1996: per Mondadori ha pubblicato tra l'altro i Sassolini Dentro la lavagna e Bravo, Bimbù! e ha curato i testi italiani di molti libri di Richard Scarry. E' autore Disney (libri e fumetti, da Topolino a PK passando per Winnie the Pooh) e ha collaborato con numerosi altri editori (DeAgostini, Corriere della Sera, Il sole 24 ore...).


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