Emiliano Ponzi ci spiega l’arte di creare la copertina di un libro

Emiliano Ponzi ci spiega l’arte di creare la copertina di un libro

Il massimo luogo comune sui libri è l’assioma di non giudicarli dalla copertina. Come ogni assioma, contiene la ragione e il torto di sé allo stesso tempo. Se un libro lo si considera come risultato della creatività e dell’arte dello scrittore, dell’editore che vi ha investito risorse economiche e professionalità distinte, l’assioma vive quasi alla lettera e può avere una massima esibizione nella copertina einaudiana del Giovane Holden: grafica nera su fondo bianco. Senza stare sull’estremo, molti sono i libri che vivono per la qualità sola della loro scrittura, del contenuto universale e dell’autore che vi ha espresso il suo meglio.

 

Se un libro lo si guarda dal punto di vista del prodotto da vendere e da far vivere per anni, considerando il passaggio delle generazioni e il cambiamento dei costumi, allora si considera il pubblico a cui si rivolge e che, nel migliore dei casi, ha diverse opzioni di scelta: quante edizioni nella stessa lingua di classici esistono e competono sugli scaffali? Perché comprare un’edizione piuttosto che un’altra? Qui interviene il principio della massima sintesi per la massima efficacia: la copertina.

 

Una copertina giusta (con tutte le variabili attribuibili al concetto etico ed estetico del giusto) può far pendere la scelta a favore di un’edizione e sfavorirne altre. Così una copertina sbagliata (non brutta, giacché l’estetica è pencolante) potrebbe far magazzino. Ovvero resa, su ogni fronte. Il condizionale, ça va sans dire, è la sola regola quando si scriva di ogni cosa che non sia fede.

 

Allora anche autori noti al grande pubblico e non solo ai bibliofili, classici quand’anche contemporanei, per allargare la platea dei lettori conoscono il moltiplicarsi delle copertine.

 

Diciamocelo pure: la commissione di una copertina nuova e originale ad un illustratore per un classico o per un autore best-seller è un azzardo. Una scommessa su più livelli. Che per un frangente pone l’illustratore su un piano parallelo rispetto allo scrittore e talvolta, nel suo esito migliore, fa adoperare un rarissimo e ponderato plurale: gli autori.

Volendo scrivere una prima puntata di questa escursione nell’universo delle copertine, ho voluto chiedere a Emiliano Ponzi il suo punto di vista d’autore, che da concettuale qual è sintetizzasse le tappe per ideare e realizzare una copertina. Emiliano ha preso spunto dall’autore che gli ha dato la maggior notorietà in Italia e all’estero: Charles Bukowski.

 

Fase uno: il titolo

Il titolo di un libro è il primo elemento in evidenza. È importante che l’immagine rappresentata abbia un legame stretto – o quantomeno non troppo lontano – dal significato del titolo stesso.

Il contenuto è la materia viva della copertina, ne deve essere una sintesi, una summa che non sveli l’intreccio evitando il rischio didascalico. Catturare l’occhio di chi passa tra gli scaffali è il goal, un goal di marketing. Nella maggior parte dei casi non si ha il tempo di leggere tutto il testo, sono i tempi del mercato, si procede dunque con la scheda fornita dall’editore e con alcune review presenti sul web.

 

 

Fase due: la ricerca

L’ambiente dove i soggetti si muoveranno restituisce la temperatura dell’immagine. Per ambiente non intendo case alberi o montagne ma quella serie di elementi che caratterizzano un contesto piuttosto che un altro. Una sorta di moodboard. In alcuni libri di grande successo è utile cercare le copertine di edizioni precedenti e soprattutto internazionali per capire come è stato affrontato lo stesso soggetto.

bukowski

 

Intermezzo: il target

La maggior parte dei libri dialoga con chiunque ma non tutti dialogano con ogni tipologia di libro. Saggio, romanzo, poesia, inchiesta: non hanno necessariamente lo stesso target. Capire orientativamente a chi vogliono arrivare è importante ai fini del codice comunicativo della copertina (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

Fase tre: l’idea

Trovare quella buona necessita la giusta distanza dal contenuto del libro e la giusta vicinanza alle peculiarità e riconoscibilità del mondo dell’autore. Le intuizioni vanno testate per capire se possono strutturarsi in progetto, vanno osservate da diverse angolazioni. Un’idea solo pensata funziona sempre ma talvolta la sua declinazione su carta ha delle criticità che ci portano ad abbandonarla  (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

Fase quattro: l’esecutivo

In accordo con l’art director, talvolta anche con l’editor, si decide quale draft realizzare come esecutivo. Si procede dunque con la copertina che verrà stampata, si definiscono tutti i dettagli e si prevede il giusto spazio che ospiterà il titolo che diventa elemento compositivo dell’immagine stessa (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

Conclusioni: la fortuna

La serie di copertine per l’opera di Bukowski pubblicata dall’editore Feltrinelli con l’art direction di Cristiano Guerri, ha ottenuto la gold medal della Society of illustrators NY e il New York Gold Cube dell’Art Directors Club nel 2013.

Credits: Video teaser for Charles Bukowski book collection by Feltrinelli Editore, Italy Illustration by Emiliano Ponzi – Animation by Stefano Ciannamea – Pulpstudio)

Parole chiave:

Rubrica: Hotel Visual, Top post

  • Scritto da:

  • Ivan Canu
  • Ivan Canu lavora a Milano come illustratore e scrittore (Salani, Gakken, Casterman, Principi & Princìpi, Pearson, De Agostini, The New York Times Book Review, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, Capital, Einaudi ragazzi, Rizzoli, Médecins sans Frontiéres). Selezionato su American Illustration e Communication Arts. È stato art director della Fondazione Internazionale Balzan e della rivista Hystrio. Ha curato per l’AI-Associazione Illustratori il catalogo della mostra Favorisca, Carpi 2006 e gli Annual Illustratori italiani 2006, 2007 e 2008. Dal 2009 è direttore del Mimaster di Illustrazione di Milano.


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