Scrivere i risvolti e le quarte di copertina

Scrivere i risvolti e le quarte di copertina Illustrazione di Francesco Pirini

 

Il risvolto è un’umile e ardua forma letteraria che non ha ancora trovato il suo teorico e il suo storico.

Roberto Calasso, Cento lettere a uno sconosciuto

 

Quando si parla di quarte di copertina o di risvolti di un libro, i primi nomi che ci vengono in mente sono sempre quelli di Elio Vittorini, Italo Calvino, Leonardo Sciascia e Roberto Calasso. Questo perché negli archivi sono rimaste molte delle lettere di servizio che utilizzavano per comunicare con gli autori.

Negli anni Cinquanta, Vittorini diresse per l’editore Einaudi la collana “I Gettoni” e scrisse risvolti che oltre a essere testi accessori possono essere considerati prove letterarie, saggi critici condensati in pochissime cartelle. Italo Calvino scrisse quarte di copertina sintomo della sua visione letteraria per la collana “Centopagine” e per molti altri libri Einaudi. Leonardo Sciascia portò la propria idea di letteratura nelle quarte di copertina della casa editrice Sellerio. Roberto Calasso ha fatto lo stesso per la casa editrice Adelphi.

In tutti questi casi, siamo di fronte a testi che si pongono obiettivi promozionali, ma non elogiano in maniera indiscriminata ogni singolo titolo. Sono un segno di onestà intellettuale e passione, che spesso, già di per sé, bastano a convincere il lettore.

I loro risvolti, perfetti dal punto di vista tecnico, sono sintetici e convincenti.

Calvino otteneva questo risultato utilizzando un tono amichevole e neutro ma non disdegnava riferimenti alle opere di maggior successo per presentarne di nuove. Ad esempio, per il romanzo di Raymond Queneau Zazie nel metrò, paragonò la protagonista alla Lolita di Nabokov, mettendole sullo stesso piano. Nelle quarte di copertina dei libri di Cassola sfruttò il successo che aveva avuto il suo primo bestseller, La ragazza di Bube.

Oggi che le proposte di lettura paiono essersi moltiplicate, i risvolti hanno assunto una direzione molto varia, e dipendente quasi sempre dal gusto del redattore del testo. Da lettori, sappiamo che le quarte di copertina e i risvolti, letti di fretta in libreria, alla ricerca di un suggerimento di lettura, possono ancora fare la differenza e convincerci all’acquisto. E ce n’è per tutti i gusti: clamore promozionale, testi puramente informativi, citazioni dal libro, breve biografia dell’autore, consiglio di autori già affermati, citazioni dalla stampa, testi critici, testi evocativi.

A volte però non è l’editor a redigere quarte e risvolti. Succede che sia l’autore stesso a doverlo o volerlo fare. (È il caso, ad esempio, di Manganelli e Landolfi o dello stesso Cassola). Il pericolo di elogiare il libro o di collegarlo a questioni personali diventa in questo caso tangibile, come un’ombra minacciosa che incombe sul testo e che può a volte farne l’insuccesso. Quale autore non parlerebbe bene (o molto male) del proprio libro? La tentazione è forte.

Ormai è assodato che l’iperbole, quando utilizzata in questi testi accessori, non funziona. La quarta di copertina e i risvolti devono suggerire, invitare il possibile acquirente a comprare il libro ma l’acquirente è diventato sempre più esigente, si è fatto critico, ha imparato negli anni a rifuggire gli slogan promozionali troppo palesi. Perciò è cosa buona prendere esempio da alcuni risvolti precisi e puliti per attenuare la propria parzialità.

Il suggerimento di Calvino può essere un buon metodo per iniziare:

Prima di scrivere occorre documentarsi su tutto e sempre: le date, i nomi, i titoli. Poi si può iniziare, sapendo però che il cammino per arrivare a un testo appena accettabile è lungo e tortuoso. Parti dal poco, basta una piccola idea, ma netta, precisa, che s’accampi sulla pagina. Su quella bava di ragno potrai sviluppare la ragnatela delle parole. Togli tutti gli affari in ente, prediligi l’aggettivo nitido e lavora di bulino soprattutto sui verbi. Limare non significa cambiare l’impostazione generale, bensì rendere ogni frase il più possibile coerente con il tutto.

Una sola idea netta da comunicare in maniera semplice e coerente. E sempre la consapevolezza dell’effetto che si vuole ottenere.

 

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Rubrica: Sulle spalle dei giganti, Top post

  • Scritto da:

  • Rossella Monaco
  • Rossella Monaco, classe 1986, scrittrice e traduttrice di autori inglesi e americani. Titolare dell’agenzia letteraria La Matita Rossa; ha diretto una collana di libri tradotti. Tiene corsi di Creative Writing e di traduzione in aula e online. Ha tradotto e curato la pubblicazione di opere di Charles Dickens, Elizabeth Gaskell e Francis Scott Fitzgerald per diverse realtà editoriali italiane. Spera di guarire presto dalla malattia della gioventù.


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