“Preferirei gettare via una borsa di Chanel piuttosto che un classico in edizione economica”

“Preferirei gettare via una borsa di Chanel piuttosto che un classico in edizione economica” Rosa Polito

Chi ci segue anche su Facebook ricorderà che Rosa Polito tempo fa ha giocato con noi, Edizioni Piemme e alcuni di voi. Se vi ricordate, avevamo utilizzato una copertina di fantasia alla quale avevamo aggiunto un titolo inventato. Bisognava scrivere la quarta di copertina o bandella che dir si voglia del libro immaginario in questione. La bandella di Rosa è stata da noi considerata la migliore. Ammirati per la bravura messa in luce nel contest, abbiamo intervistato Rosa.

 

Ci racconti qualcosa di te?

Sono cresciuta a pane e parole, con un papà patito di romanzi gialli ed appassionato  di poesia. Ad 11 anni arrivai alla consapevolezza non sarei più diventata trapezista : il giornalismo era la mia vita! Da qualche anno ho  messo in naftalina l’ abilitazione all’ insegnamento, la laurea in Lettere Moderne, la Tesi pubblicata ed il tesserino da pubblicista per imparare ad ascoltare il mare ed i miei pensieri. Vivo da sempre a Napoli con 5 splendidi cani ed un gattone siamese.

 

Letture? Autori adorati? Quali e perché?

Preferirei gettare via una borsa di Chanel piuttosto che un classico in edizione economica: non esiste niente di più bello frugare tra le bancarelle dei libri usati alla ricerca di qualche piccolo tesoro. Conservo ancora le tre cantiche della Divina Commedia con il commento di Natalino Sapegno, piene zeppe di note e segni a matita,  come cimelio dei miei studi al Magistrale  e come prova tangibile del mio amore sviscerato per Dante Alighieri.
Adoro la trilogia di Italo Svevo ed, in particolare, Senilità ( i paesaggi di Trieste che si fondono con gli stati d’ animo sono straordinari ! ) e stravedo per le poesie di Catullo, di Pablo Neruda, di Charles Baudelaire: Canzone Pomeridiana, tratta dai Fiori del Male, ormai fa parte della mia anima. Ma non potrei mai immaginare la mia vita senza  le Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke (quel “Domandatevi nell’ ora più silenziosa della vostra notte : devo io scrivere?” è con me in ogni istante della mia giornata).

 

La quarta di copertina che ci hai mandato era perfetta: come sei arrivata a crearla?

Non immaginavo che la mia quarta di copertina sarebbe stata  perfetta. Comunque non è semplice scrivere, anche brevemente, d’ amore senza cadere nelle banalità e nei luoghi comuni. Descrivere un bacio non è un insieme di parole: è la riesumazione della passione attraverso un pezzo di carta. La mia ricetta vincente prevede molti elementi autobiografici, una buona percentuale di dolcezza ed un forte potenziale di sogno: non importa se la  storia avrà un finale felice o infelice, l’importante è che ci abbia regalato un paio di ali rosa per volare verso il sole.

 

Quali sono – a tuo modo di vedere – gli elementi fondamentali che non deve trascurare chi si avvicina alla scrittura?

Io consiglierei l’ acquisto di un buon vocabolario della lingua italiana, lo studio, anche sintetico, della grammatica e tanta ma tanta sana e curiosa lettura.

 

Ci sono degli autori che ti sono stati particolarmente utili come modelli di scrittura? Quali? Ci fai qualche esempio?

Non ci sarebbe la domanda di riserva? Non lo ammetterei mai, neanche sotto tortura, ma i miei Vangeli sono stati  Il manuale della playgirl di  Gianni Monduzzi e Le brave ragazze non vanno avanti ma quelle toste sì  di  Kate White. L’ ironia e l’ umorismo sono la mia energia vitale e costituiscono un’ arma straordinaria per sviluppare la tenacia ed il callo dell’ aspirante scrittore.

 

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Rubrica: Interviste sulla scrittura

  • Scritto da:

  • Edoardo Brugnatelli
  • Nato nel 1956 (era presidente Gronchi). Laurea in Filosofia all’Università di Pavia. Per anni ho giocato (da brocco) a rugby. Suono male diversi strumenti a corda. Lavoro in Mondadori dal 1990: ho cominciato come redattore e ho finito per dirigere una collana (questo ci dice che c’è una speranza per tutti). Ho tre figli e un giro vita importante. Sto imparando il bergamasco.


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