Self-publishing al Guardian: ogni mese premiato il miglior romanzo

Self-publishing al Guardian: ogni mese premiato il miglior romanzo Illustrazione: Tommaso Pedullà

Premessa. Il Guardian è probabilmente il miglior newspaper d’Europa nonché uno dei nostri quotidiani on line preferiti: l’inventiva dei suoi redattori vola stabile alle quote più alte del continente nei diversi campi del giornalismo digitale. A prescindere che questo si applichi a fare informazione sul mondo dei libri o qualsiasi altro argomento.

 

Abbiamo già detto dell’attenzione che la redazione culturale del Guardian presta al self-publishing, con un intera rubrica, chiamata Self-publishing Showcase, dedicata al tema. Purtroppo l’entusiasmo iniziale si è un po’ smorzato: da gennaio la rubrica sembra ferma. Ora però riparte in un’altra veste: un premio letterario mensile riservato agli scrittori self-published. Il concorso ammette soltanto testi in inglese, ma sono ben accette anche le traduzioni di testi originariamente scritti in altre lingue e quindi tradotti. Le iscrizione per la prima edizione, quella di aprile 2014, sono aperte fino al 18, e comunque i ritardatari potranno riprovarci nei mesi successivi. Il vincitore sarà poi celebrato come si deve sulle pagine del sito, cioè in una delle vetrine senza dubbio osservate dall’editoria anglosassone.

 

Claire Armitstead, caporedattore letterario del giornale inglese, ha le idee molto chiare sul futuro dell’editoria e dei libri: “Credo sia sin troppo facile liquidare il settore self-publishing come un deserto di elfi, sesso e storielle per liceali: qui al Guardian sappiamo dalla nascita di romanzi che avremmo voluto scoprire noi, come quello di Sergio de la Pava (A Naked Singularity, ebook self-published da questo giovane scrittore colombiano, scoperto per caso dal passaparola e poi dalla critica, già paragonato a Thomas Pynchon e Foster Wallace, ndr). E Claire insiste: “Il self-publishing è un fenomeno oramai troppo grande, non possiamo ignorarlo.”

 

 

E da noi? I giornalisti italiani sono forse di vedute ampie tanto quelle della loro collega britannica Claire? Mah, dipende. Però in questi giorni, proprio commentando l’iniziativa del Guardian, la versione italiana del mensile Wired ha annunciato di  essere quasi pronto a lanciare qualcosa di molto simile per il pubblico nostrano. Non prima di giugno, però. Siamo proprio curiosi di sapere di che si tratta.

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Rubrica: L'Edicola, Top post

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