Corrado Augias – Leggere

Corrado Augias – Leggere

Leggere – perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi di Corrado Augias è una dichiarazione d’amore per la lettura e i libri in generale: leggere non è semplicemente un’attività legata a quella dello scrivere (e già non è poco, considerato quanto abbiamo insistito sull’importanza di leggere tanto e bene: qui e qui); la lettura si lega anche alla memoria e ai nostri ricordi e, proprio per questo, ci aiuta a capire meglio i nostri gusti e le nostre opinioni – non solo in termini letterari – e quindi forse ci aiuta anche a comprendere meglio noi stessi.

Augias, non senza una punta di nostalgia, ci racconta del primo incontro con la poesia e la letteratura e di come, da quel momento, i libri sono diventati per lui compagni di vita irrinunciabili. Tutto è cominciato con Ugo Foscolo ed è continuato con Emilio Salgari e Victor Hugo. E poi l’incontro fatale con il genere poliziesco - Raymond Chandler su tutti – che a suo dire è un efficace termometro dei cambiamenti sociali di un paese – e ancora la letteratura erotica (dai versi di Saffo alla storia dei libertini francesi, da L’amante di Lady Chatterley a Gabriele D’Annunzio), che è anche lo spunto per ripercorrere la storia della società italiana del ventennio e del secondo dopoguerra, periodo in cui la produzione  di romanzi ambientati nelle case di tolleranza pare raggiungesse il suo massimo splendore.

Lettura come memoria, compagnia ma anche come “pericolo” di un’identificazione eccessiva e questo Corrado Augias ce lo spiega prendendo a esempio alcuni tra i più celebri personaggi della storia della letteratura. È il caso di Don Chisciotte e della sua malsana passione per i poemi cavallereschi che Miguel de Cervantes descrive con incomparabile ironia, ma è anche il caso di Emma Bovary che – tediata da una vita di provincia mortalmente noiosa – passa il suo tempo a leggere romanzi d’amore da quattro soldi e a farsi trasportare dall’immaginazione di vivere quelle stesse avventure. Personaggi letterari vittime di altri libri: la storia della letteratura offre anche questo!

Ma soprattutto: qual è il rapporto tra lettura e scrittura? Augias si rivolge ancora ai classici:

Nel suo Jacques il fatalista a un certo punto Denis Diderot fa pronunciare al suo personaggio le parole: «Ma chi sarà il padrone? Lo scrittore o il lettore?». Una prima risposta legittima è: entrambi.

Il trait d’union tra l’una e l’altra sta nella centralità delle parole, o meglio dei loro usi (e abusi). Conoscere le parole, i loro significati, le loro sfumature, le loro origini attraverso la lettura è ciò che rende ogni lettore un po’ scrittore. Mentre ogni scrittore, per la familiarità che ha con le parole, è già in primo luogo lettore.

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Rubrica: Lo scaffale del self-publisher

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