Gli incipit preferiti della redazione di Scrivo.me

Gli incipit preferiti della redazione di Scrivo.me

Come ha spiegato ieri il nostro direttore Edoardo Brugnatelli “Era una notte buia e tempestosa…” è uno degli incipit più famosi della storia delle letteratura. Mentre voi su Twitter vi divertite a scrivere testi da 140 caratteri ad esso ispirati, noi abbiamo pensato di chiedere alla nostra redazione di segnalarci i loro incipit preferiti!

Cominciamo con Lorenzo, l’uomo – e che uomo! – che elargisce sempre preziosi consigli sulla vita intera e sulle cose, preferisce invece …

 Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione. (Douglas Adams, Guida galattica per autostoppisti)
 Se a 27 non hai il senso dell’orientamento ti ritroverai nella parallela del viale di casa tua con lo sguardo di tua nonna davanti a internet. Accendi il navigatore, selezioni indirizzo: casa. Esce la schermata: “È dietro l’albero, coglione.” (Arkangel, 27 anni e non sono ancora morta) 
 Sull’Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isòtere si comportavano a dovere. La temperatura dell’aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l’oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell’aria aveva la tensione massima, e l’umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po’ antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913 (Robert Musil, L’uomo senza qualità) 

Paolo Granata si butta sulla letteratura nordamericana – Philip Roth, Mordecai Richler e Joe.R Lansdale:

Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita (Il lamento di Portnoy) 
Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. (La versione di Barney) 
Da un bel pezzo non mi sparava più nessuno, e negli ultimi due o tre mesi ero riuscito a conservarmi la testa tutta intera. Si trattava di una specie di record, e cominciavo già a sentirmi speciale. (Sotto un cielo cremisi) 

Lo stesso fa Elena Biagi con Vonnegut, Foster Wallace ed Eugenides:

Ètutto accaduto, più o meno. Le parti sulla guerra, in ogni caso, sono abbastanza vere. Un tale che conoscevo fu veramente ucciso, a Dresda, per aver preso una teiera che non era sua. Un altro tizio che conoscevo minacciò veramente di far uccidere i suoi nemici personali, dopo la guerra, da killer prezzolati. E così via. Ho cambiato tutti i nomi. Io ci tornai veramente a Dresda, con i soldi della Fondazione Guggenheim (Dio la benedica), nel 1967. Somigliava molto a Dayton, nell’Ohio, ma c’erano più aree deserte che a Dayton. Nel terreno dovevano esserci tonnellate di ossa umane. (Mattatoio n.5) 
 Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all’improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo’ di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant’è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell’accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. (La scopa del sistema)
 La mattina che si uccise anche l’ultima figlia dei Lisbon (stavolta toccava a Mary: sonniferi, come Therese) i due infermieri del pronto soccorso entrarono in casa sapendo con esattezza dove si trovavano il cassetto dei coltelli, il forno a gas e la trave del seminterrato a cui si poteva annodare una corda. Scesero dall’ambulanza, con quella che come al solito ci sembrò una lentezza esasperante, e il più grasso disse sottovoce: “Mica siamo in tivù, gente: più presto di così non si può”. Stava spingendo a fatica le apparecchiature per la rianimazione accanto ai cespugli cresciuti a dismisura, sul prato incolto che tredici mesi prima, all’inizio di quella brutta storia, era perfettamente curato. (Le vergini suicide)

Anche eFFe ha una preferenza per gli autori a stelle e strisce. O per quelli delle sue parti:

Cominciò per sbaglio. (Post Office, Charles Bukowski)
Ogni uomo, quando è ammalato, ha bisogno della mamma; se la mamma non è disponibile, altre donne dovranno sostituirla. Zuckerman l’aveva sostituita con altre quattro. Non aveva mai avuto tante donne contemporaneamente, né tanti dottori, e non aveva mai bevuto tanta vodka, né lavorato così poco, né conosciuto una disperazione di così smisurate proporzioni. (La lezione di anatomia, Philip Roth)
Tutto quello che non sopporto ha un nome. (Hanno tutti ragione, Paolo Sorrentino)

Il nostro esperto di incipit è però Franco Forte che sceglie quei tre che per fantascienza, giallo e fantasy identificano perfettamente il genere: poche righe per spiegare al lettore (e all’aspirante scrittore) quali sono gli elementi che bisogna mettere sulla pagina quando si scrive per un pubblico affezionato a un preciso genere letterario:

Nella loggia della sua astronave color ebano, il Console dell’Egemonia suonava, su uno Steinway antico ma ben conservato, il Preludio in Do diesis minore di Rachmaninoff; in basso, fra le paludi, enormi creature verdi simili a sauri si agitavano e mugghiavano. A nord s’addensava un temporale: nuvoloni d’un nero livido facevano da sfondo a una foresta di gimnosperme giganti; stratocumuli torreggiavano a nove chilometri di altezza nel cielo violento. Più vicino alla nave, vaghe sagome a forma di rettile urtavano di tanto in tanto il campo d’interdizione, mandavano un grido e si allontanavano rumorosamente nella nebbia color indaco. Il Console si concentrò su un difficile passaggio del Preludio, senza badare al temporale e alla notte in arrivo. (Hyperion di Dan Simmons)
 Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato, e una minaccia di pioggia torrenziale sospesa nella limpidezza eccessiva là sulle colline. Portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro, cravatta e fazzolettino assortiti, scarpe nere e calzini di lana neri con un disegno a orologini blu scuro. Ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse. Dalla testa ai piedi ero il figurino del privato elegante. Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari. (Il grande sonno di Raymond Chandler)
 Questa è la storia di Elric prima che venisse chiamato Uccisore di Donne, prima dello sfacelo finale di Melniboné. Questa è la storia della sua rivalità con il cugino Yyrkoon e del suo amore per la cugina Cymoril, prima che la rivalità e l’amore facessero sì che Imrryr, la Città Sognante, precipitasse tra le fiamme, violentata dai devastatori venuti dai Regni Giovani. Questa è la storia delle due spade nere Tempestosa e Luttuosa, e della loro scoperta e della parte che ebbero nel destino di Elric e di Melniboné: un destino foriero di un destino più grande, quello del mondo stesso. Questa è la storia di quando Elric era re, comandante dei draghi, delle flotte e di tutto il popolo di quella razza semiumana che aveva dominato il mondo per diecimila anni. È una storia tragica, questa storia di Melniboné, l’Isola del Drago. Questa è una storia di emozioni mostruose e di ambizioni eccelse. Questa è una storia di stregonerie e di tradimenti e di ideali onorevoli, di sofferenze e di piaceri spaventosi, di amore amaro e di dolce odio. Questa è la storia di Elric di Melniboné. Gran parte di questa storia, lo stesso Elric l’avrebbe ricordata soltanto nei suoi incubi. (Elric di Melniboné di Michael Moorcock)

Silvia Piombo si butta finalmente sugli italiani:

Il vento, venendo da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d’altre terre (Marcovaldo, Italo Calvino)
Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. (Il desiderio di essere come tutti, Francesco Piccolo) 

Mentre è Deborah Donato la prima a menzionare – finalmente! – dei classici:

Per molto tempo, mi sono coricato presto la sera. A volte, non appena spenta la candela, mi si chiudevan gli occhi cosí subito che neppure potevo dire a me stesso: “M’addormento”. E, una mezz’ora dopo, il pensiero che dovevo ormai cercar sonno mi ridestava (Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust) 
Oggi è morta mia madre, o forse era ieri (Lo straniero, Albert Camus) 
 Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla, di là c’è sempre la televisione accesa

E gli altri? Domani il resto dei nostri autori! Mentre venerdì la parola passa a voi tutti…

Parole chiave:

Rubrica: Top post, Twiscrivo

Commenta su Facebook

commenti

0 Comments

Trackbacks/Pingbacks

  1. Questione di incipit | orlando furioso - […] Questione di incipit […]
  2. Gli incipit preferiti della redazione di Scrivo.me... e 2! - Scrivo.me - [...] letto la lista degli incipit scelti dalla nostra redazione che abbiamo pubblicato ieri? Molta letteratura contemporanea, molti autori stranieri, qualche [...]
  3. Vota il tuo incipit preferito! - Scrivo.me - […] genere, da filosofi come Kant ad autori italiani attuali. Se vuoi farti un’idea, qui trovi la prima parte e ...
  4. 5 trucchi per un buon incipit - Scrivo.me - […] danno immediata dimostrazione dello stile e della voce dello scrittore. Ricordate per esempio gli incipit suggeriti dalla nostra […]
Email
Print