Gli incipit preferiti della redazione di Scrivo.me… e 2!

Gli incipit preferiti della redazione di Scrivo.me… e 2!

Avete letto la lista degli incipit scelti dalla nostra redazione che abbiamo pubblicato ieri? Molta letteratura contemporanea, molti autori stranieri, qualche italiano, qualche classico. Oggi ricominciamo con due segnalazioni spettacolari: la prima è di Leonardo Patrignani e la seconda di Augusto Macchetto:

 Jack Torrance pensò: piccolo stronzo intrigante (Shining, Stephen King) 

 Comincerò con l’infinito. (Glifo, Percival Everett)

Anche Rossella Monaco scova tre chicche assolute:

 tairauqitnA ilodnairoC odarroC olraC eralotiT

Questa scritta stava sulla porta a vetri di una botteguccia, ma naturalmente così la si vedeva solo guardando attraverso il vetro dall’interno del locale in penombra. Fuori era una fredda grigia giornata novembrina e pioveva a catinelle. Le gocce di pioggia correvano giù lungo il vetro, sopra gli svolazzi delle lettere. Tutto ciò che si riusciva a vedere attraverso il cristallo era un muro macchiato di pioggia dall’altro lato della strada. (La storia infinita, Michael Ende)

 Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. (Lolita, Vladimir Nabokov)

 Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. (Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello)

Arcangelo Auletta dimostra invece un gusto molto eclettico:

 Eun bollitore per il tè? Con il beccuccio che, all’uscita del vapore, si apre e si chiude come una bocca e sibila belle melodie, o recita Shakespeare, o semplicemente si scompiscia dal ridere con me? Potrei inventare un bollitore che legge con la voce di papà, così riuscirei ad addormentarmi, o magari un intero servizio di bollitori che cantano il ritornello di Yellow Submarine, una canzone dei Beatles, che mi piacciono perché l’entomologia è una delle mie raisons d’être, un’espressione francese che conosco. Sarebbe bello anche allenare il mio ano a parlare mentre tiro le scoregge. A voler essere proprio spiritoso al massimo, potrei insegnargli a dire: «Non sono stato io!» ogni volta che ne sgancio una di quelle incredibilmente toste. E se mai ne sganciassi una di quelle incredibilmente toste nella Sala degli specchi di Versailles, che è vicino a Parigi, che è in Francia, naturalmente il mio ano direbbe: «Ce n’étais pas moi!» (Jonathan Safran Foer,  Molto forte, incredibilmente vicino)
 
 È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di altro cervello. E tale verità si era dimostrata in tutta la sua evidenza durante le recenti aggressioni a Netherfield Park, durante le quali una famiglia di diciotto persone era stata massacrata e divorata da un’orda di morti viventi. (Seth Grahame-SmithOrgoglio e pregiudizio e zombie) 
 Lacrime lacrime non ce n’è mai abbastanza quando vien su la scoglionatura, inutile dire cuore mio spaccati a mezzo come un uovo e manda via il vischioso male, quando ti prende lei la bestia non c’è da fare proprio nulla solo stare ad aspettare un giorno appresso all’altro. E quando viene comincia ad attaccarti la bassa pancia, quindi sale su allo stomaco e lo agita in tremolio di frullatore e dopo diventa ansia che è come un sospiro trattenuto che dice vengo su eppoi non viene mai. (Pier Vittorio Tondelli, “Autobahn”, racconto in Altri libertini) 

Gli fa da contraltare Arturo Robertazzi, che sceglie due classici e un quasi-classico – Paul Auster, Franz Kafka e George Orwell:

Cominciò con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all’apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Molto tempo dopo, quando fu in grado di pensare a ciò che gli era accaduto, avrebbe concluso che nulla era reale tranne il caso. Ma questo fu molto tempo dopo. All’inizio, non c’erano che il fatto e le sue conseguenze. La questione non è se si sarebbero potuti sviluppare altrimenti o se invece tutto fosse già stabilito a partire dalla prima parola detta dallo sconosciuto. La questione è la storia in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo (Trilogia di New York)

 Destandosi un mattino da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò tramutato, nel suo letto, in un enorme insetto. (La metamorfosi)

 Il signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com’era, scordò di chiudere le finestrelle. Nel cerchio di luce della sua lanterna che danzava da una parte all’altra attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto nel retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto, dove la signora Jones già stava russando. (La fattoria degli animali)

Per ultimo ci siamo conservati le scelte del direttore, Edoardo Brugnatelli. E vi possiamo giurare che, se lo conosceste, capireste subito come esse rispecchino perfettamente il suo carattere – leggere per credere!

 Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo. Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre. C’è da pensare che la bimba, in quell’atteggiamento, sembrasse deliziosa poiché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò: «Oh, perché non puoi restare così per sempre?». Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull’argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere. Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità. I due anni sono il principio della fine. (James Barrie, Peter Pan)
 
 L’ illuminismo è l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza esser guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza – è dunque il motto dell’illuminismo! (Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?) 
 L’unico consiglio che posso dare, se per caso vi doveste svegliare in uno strano appartamento, in preda alle vertigini, con un’emicrania postsbronza saldamente installata nella testa, senza uno straccio addosso, senza il benché minimo ricordo di come siate finiti lì, mentre la polizia sta buttando giù la porta a mazzate con un soffofondo di latrati di cani infuriati, e vi ritrovate per di più circondati da mucchi di riviste patinate con foto pedopornografiche, l’unico consiglio che posso dare, ripeto, è questo: cercate di comportarvi in maniera educata e di mostrarvi di buon umore. (Tibor Fischer, La gang del pensiero) 

Ora tocca a voi però! Quali sono i vostri incipit preferiti? Vi va di raccontarceli nei commenti? Domani, in ogni caso, tornate a trovarci: avrete così modo di votare l’incipit migliore – chi vincerà?

Parole chiave:

Rubrica: Top post, Twiscrivo

Commenta su Facebook

commenti

1 Comment

  1. IL DIALETTO NON SI TOCCA!
    Non mancava nessuno.
    La sala era gremita del più svariato agglomerato umano: capelloni strafottenti che masticavano cewing gum, vecchiette curiose di vedere di persona l’illustre deputato, avversari politici ansiosi di cogliere dichiarazioni da impugnare contro di lui, giornalisti affamati di “scoop” e tanti altri ancora presi in prestito da tutti i ceti sociali e persino dalla fantasia.
    Salì sul palco con la solennità dell’angelo giustiziere e lo sguardo sicuro e arrogante del dittatore…
    E’ UNO DEI TANTI INCIPIT DEI NOSTRI CENTO RACCONTI, CHE INTASANO IL CASSETTO…ESISTE UN EDITORE SERIO AL QUALE PROPORLI? “Speranza,ultima dea”…Intanto, auguro un realistico buon 2015 a TUTTI VOI!

    Mi piace(0)Non mi piace(0)

Trackbacks/Pingbacks

  1. Vota il tuo incipit preferito - Scrivo.me - [...] Negli ultimi due giorni abbiamo chiesto alla nostra redazione di indicarci i loro incipit preferiti, e sono arrivate delle ...
Email
Print