Come creare una rivista self-published di “street photography”

Come creare una rivista self-published di “street photography” Foto: Claudio Braccini

Claudio Braccini è un giovane fotografo che ha maturato una significativa esperienza, specialmente nel settore moda. Ha insegnato fotografia per il cinema al SAE Institute di Milano e ora ha deciso di autoprodurre la sua rivista in totale autonomia.

Com’è nata l’idea del progetto, perché hai scelto come titolo La Livrea?

Il progetto è nato per caso, per strada. La mia esigenza era quella di allontanarmi per un periodo dal mondo della fotografia su commissione. Ho scelto, quindi, di prendermi del tempo per viaggiare tra Milano e Londra, e raccogliere ritratti di persone che avrebbero suscitato il mio interesse.
Dopo alcuni giorni di camminate e ritratti, la mia attenzione si è indirizzata verso una ricerca più specifica. Senza che me ne accorgessi ho finito per fotografare persone, quasi sempre di giovane età, che a mio avviso si contraddistinguevano per lo stile non riconducibile alle tendenze della moda ma piuttosto per l’espressione di un modo di sentire autentico e irripetibile.
Il look unico, in sintonia con l’ambiente circostante ha stimolato in me la voglia di raccontare quest’armonia. Più procedevo con il progetto più mi era chiaro che la bellezza nasce dalla possibilità di esprimersi in totale libertà. Per questo ho deciso di affiancare alle fotografie alcuni articoli di legge, tratti dalla Costituzione Italiana e da alcuni dei più importanti trattati internazionali, che difendono la libertà di espressione, come diritto individuale sacro ed inviolabile.

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

 

Visivamente ho preferito lavorare, eccetto rari casi, nel mondo del colore. Colori accesi, che spesso fanno da protagonisti nella composizione, sono il collegamento più nitido tra la persona ritratta e l’ambiente circostante. Le foto in bianco e nero, invece, hanno il compito di ripulire lo sguardo da questa sequenza di colori.
Fanno da complemento ai ritratti, poi, piccole immagini, scattate in un secondo momento, che ritraggono fiori, macchine, porzioni di spazi. Immagini che, con i loro colori e le loro forme, sembrano volere emulare il ritratto a fianco. Queste figure “di ambiente” mi servono, in verità, per raccontare il carattere e la sensibilità delle persone, che mi è sembrato di percepire nel poco tempo condiviso insieme.

In breve, La Livrea è per definizione la disposizione dei colori nel mantello di molte specie animali, variabile secondo il ciclo riproduttivo o le stagioni. Ho scelto questo titolo perché sintetizza perfettamente la ricerca e il significato del mio progetto, che consiste nel raccontare l’esigenza delle persone di costruirsi una propria livrea, fatta d’abiti, accessori, tatuaggi, trucco e acconciature per esercitare pienamente la propria libertà di espressione. Per trovare la propria identità, vivere, sopravvivere.

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

Quali sono stati i maggiori problemi tecnico/realizzativi durante la realizzazione di questo progetto?

E’ stato molto difficile trovare persone adatte al progetto. Le cercavo vere, non volevo tipi alla moda. Spesso viaggiavo intere giornate senza fotografare, altre volte fotografavo persone che non mi convincevano a pieno, per poi scartare le foto in fase di scelta. Ho fatto molte prove di impaginazione, cercando il giusto equilibrio tra le foto ed il testo, in modo da alleggerire la visione. Anche la scelta del supporto finale non è arrivata subito. Inizialmente avevo pensato ad un libro con copertina rigida e carta fotografica. Ho fatto una prova, ma non mi è sembrato il contenitore giusto per le mie fotografie. Cercavo qualcosa di materiale più “grezzo” e di produzione artigianale. La scelta finale è ricaduta quindi su un “giornale fotografico” realizzato su carta riciclata. Trovo che le imperfezioni della carta riciclata siano in sintonia con lo stile delle foto. Mi piace che La Livrea si presenti come un oggetto semplice. Spesso, poi, è stato difficile convincere le persone a posare per strada. Ho notato che i personaggi con uno stile più autentico sono anche i più reticenti a farsi fotografare. Alcuni li ho seguiti per diversi minuti, aspettando di trovare la location perfetta. Uno in particolare continuava ad entrare ed uscire dai negozi, incontrava amici per strada.

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

Un altro elemento che complica le cose è il tempo a disposizione per lo scatto, quasi sempre pochissimi minuti, 3 o 5, non di più. Le persone vanno di fretta per strada e non sono abituate ad essere fermate per essere ritratte. Una ragazza, ad esempio, mi ha regalato una manciata di secondi perché doveva salire sull’autobus appena arrivato!

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

Su quali canali intendi promuovere il tuo progetto di self-publishing?

Per adesso non ho ancora ben chiaro come promuoverlo. La promozione è una parte che affronto sempre con difficoltà. Mi piacerebbe che la sua diffusione avvenisse soprattutto tramite librerie indipendenti. Al momento, infatti, è possibile acquistarlo da Gogol & Company, in via Savona 101 a Milano, e presso la libreria exTemporanea di Via Savona 17/5, sempre a Milano (ma anche sulla piattaforma di self-publishing Blurb.com, ndr).

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

Cosa pensi in generale del self-publishing fotografico e delle sue potenzialità creative ed espressive?

Penso che sia una delle possibilità più interessanti per un creativo che senta il bisogno di controllare tutte le fasi di realizzazione della sua opera.
Immaginare, produrre e distribuire senza dover ricorrere ad intermediari è anche un ottimo modo per confrontarsi con problematiche, tecniche e creative, che non rientrano nelle proprie competenze originarie. Tutto questo accresce quindi le proprie conoscenze.
In altre parole, il self-publishing è una sfida complicata che regala tanta soddisfazione. L’unico limite è la necessità di scendere a compromessi con te stesso.

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

 

Foto: Claudio Braccini

Foto: Claudio Braccini

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Rubrica: Fotografia & Self-Publishing, Top post

  • Scritto da:

  • Paolo Granata
  • Nel mondo della fotografia dai tempi in cui si diceva "il colore è cheap, il B&N quello si che è arte". Appassionato di musica jazz, boxe e osterie popolari. Consulente per MondadoriPortfolio dal 2012, dopo aver lavorato in varie agenzie fotografiche in Italia e all’estero. La fotografia per me è un universo infinito d’incredibili sorprese.


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commenti

1 Comment

  1. Bel progetto; suerte per la promozione..!

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