L’autrice, l’agente letterario e l’editor

L’autrice, l’agente letterario e l’editor

Questa volta avevamo una possibilità speciale e non ce la siamo fatta scappare. Abbiamo potuto intervistare tre dei protagonisti della nascita di un libro. Il libro si chiama Tokyo Orizzontale (Edizioni Piemme) e i protagonisti che intervistiamo sono:

  • l’autrice, naturalmente: Laura Imai Messina
  • l’agente letterario di Laura: Daniele Pinna
  •  l’editor di Piemme che ha lavorato con Laura: Francesca Lang

Speriamo in questo modo di cominciare a mostrare ai lettori almeno una piccolo parte di quel grosso e complesso lavoro di squadra che c’è dietro alla pubblicazione di un libro, L’autore, com’è ovvio, ha un ruolo assolutamente preminente, ma tantissime sono le figure che nei momenti più diversi della creazione, pubblicazione, lancio di un libro si affiancano ad esso. Si parte.

 

Laura, come sei approdata all’agenzia di Daniele e come hai lavorato con lui?

Laura, l'autrice

Laura, l’autrice

Avevo scritto Tokyo Orizzontale e mi chiedevo come propormi al mondo dell’editoria e feci leggere il manoscritto a un amico, Mario Pireddu. Questo mi disse che aveva sentito parlare da una sua conoscente di una agenzia letteraria sarda, molto seria. Non li conosceva personalmente ma mi spronò a tentare.
Trovai i contatti su internet, scrissi con estrema formalità a Daniele, chiesi il loro servizio di lettura manoscritti. La speranza d’esser presa sotto contratto era forte, ma sapevo anche che non era facile. Uno su mille ce la fa.
Mi fornirono la scheda di lettura dopo un mese esatto, secondo gli accordi stabiliti, e mi dissero che sì, ero una su mille, che avrebbero promosso volentieri il manoscritto presso le case editrici. Successivamente lavorai sul testo per limarlo ulteriormente, inviai il libro finito e a quel punto firmai il contratto con loro.
Uno scambio di email mi informava di tanto in tanto sui movimenti del libro, sui giri che stava facendo. Poi, infine, è arrivata Francesca e la Piemme.

 

Daniele, come è stato il tuo lavoro con Laura e come siete approdati in Piemme?

Daniele, l'agente

Daniele, l’agente

Laura è arrivata nella nostra agenzia chiedendo una valutazione del suo lavoro. Abbiamo quindi redatto una scheda e da qui è iniziato tutto. Le sono stati dati i primi consigli per migliorare il manoscritto, lei è stata da subito ricettiva e attenta e con molta umiltà ha rimesso mano al testo. In seguito abbiamo cercato un editore adatto e Piemme è stato quello che ci ha creduto sin dalle prime letture.

 

Laura, come è stato lavorare con Francesca, la tua editor? In cosa è consistita la vostra collaborazione? I momenti più complicati e quelli più divertenti.

Laura, l'autrice

Laura, l’autrice

Lavorare con Francesca è stata la mia prima esperienza in assoluto con una editor. L’ho visto come un momento prezioso di crescita professionale, complesso come sa essere solo l’approccio ad ogni nuovo ambiente cui, peraltro, vuoi riuscire fortemente ad essere all’altezza.
Mi ha divertito l’elaborazione del booktrailer, la prima chat/conferenza su skype: convinta ci si sentisse solo a voce ero già in pigiama, per via del fuso orario che distanzia di 7/8 ore Italia e Giappone … era un bel pigiama nero per fortuna.
La scelta della copertina mi è stata ostica e credo d’aver fatto penare molto Francesca. Il risultato che ne è scaturito però lo trovo bellissimo e sono contenta d’aver, da una parte, espresso il mio punto di vista con una certa chiarezza, dall’altra d’essermi fidata di lei.
Ho amato molto il modo in cui Francesca si è approcciata al testo, senza risultare affatto invasiva, mi ha dato minimi suggerimenti legati a parole, e mai a interi periodi. Il libro le piaceva davvero, e questo mi rassicurò enormemente.
Il testo così è stato ulteriormente lucidato grazie all’editing, fino negli angoli più reconditi della casa. Ma era e restava sempre la mia casa, come la avevo progettata, edificata ed arredata.

 

Francesca come è stato lavorare con Laura? Quali sono stati i momenti più complicati e quali i momenti più divertenti?

Francesca, l'editor

Francesca, l’editor

Partiamo subito dalla domanda più difficile, quindi.
Lavorare con Laura è stato decisamente interessante; purtroppo conosco Tokyo e la cultura giapponese solo superficialmente e lei mi ha dato la possibilità di “assaggiarli” in modo molto piacevole e originale.
Non posso dire che lavorare insieme sia stato sempre facile, più che altro perché, vivendo lei a Tokyo, la comunicazione non era mai immediata e ci sono state diverse occasioni in cui una telefonata sarebbe stata meglio di un’email.
Una fase che ha richiesto non poca energia è stata quella della scelta dell’immagine di copertina. Quando, infatti, dopo una ventina di prove, abbiamo trovato qualcosa che soddisfaceva entrambe, ci siamo rese conto che i diritti dell’immagine erano già stati ceduti, e abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo. A conti fatti, però, credo sia andata meglio così e che il risultato a cui siamo approdate sia migliore del primo.
I momenti migliori sono stati tanti tanti, ne cito due per brevità: l’incontro in casa editrice, pochi giorni prima dell’uscita del libro. Abbiamo preso in mano la copia staffetta e ci siamo dette soddisfatte del lavoro fatto insieme e del risultato. Laura aveva anche portato dei deliziosi dolci tipici di Kyoto dal nome impronunciabile, e così abbiamo festeggiato.
E poi la sua presentazione milanese. Raramente mi è capitato di vedere presentazioni di autori esordienti, di venerdì sera alle sei, a Milano, con più di cento persone presenti (Laura è di Roma, quindi non era un raduno di amici e parenti). Tra l’altro per la maggior parte erano ragazzi tra i venti e i venticinque anni, la citatissima generazione che non sa neanche cosa sia una libreria.

 

Laura, scrivi anche su un blog: in che modo la scrittura può aiutare nella scrittura di un romanzo e viceversa?

Laura, l'autrice

Laura, l’autrice

Scrivevo poesie al liceo. All’università iniziavo romanzi, senza finirli.
Ho sempre temuto molto il web. Mi pareva un meccanismo incontrollabile, fagocitante. Avevo paura di espormi. Poi però il disastro del Tohoku del marzo 2011 mi spinse ad aprire un blog, Giappone Mon Amour, ad uno scopo puramente informativo. L’emergenza tsunami e crisi nucleare finì e rimasi con un pubblico di lettori che non mi chiedeva più di Fukushima bensì cosa fosse il Giappone, come fosse.
Ritengo che il valore aggiunto del blog stia nell’esercizio alla scrittura, la ginnastica del pensiero che ti abitua alle scadenze e a spiegarti ad un altro da te – sia anche successivo alla pubblicazione – poiché se la scrittura è stata curata e donata con garbo, si sarà creato negli anni un pubblico affettuoso che sarà anche il primo acquirente del proprio libro.
Scrivere sul web è un atto di generosità e insieme un atteggiamento nei confronti della vita. Perché ciò che è gratuito non lo si deve curare o considerare meno di ciò che è stato pagato. Potenzialmente il web, se percepito con responsabilità e cura, è portatore di vero benessere e di conoscenza. E chissà che il blog stesso non possa trasformarsi a sua volta in un prodotto editoriale.
La scrittura in sé va avanti indipendente. Più la si pratica più si migliora. Resta il fatto, ad ogni modo, che prima d’essere scrittori sia fondamentale essere lettori. Leggere, più ancora che scrivere, lucida lo stile.

 

Laura, per molti versi il protagonista del tuo libro è Tokyo: in che modo – come scrivi nel libro – Tokyo ti spinge naturalmente alla scrittura?

 

La copertina di 'Tokyo Orizzontale'

La copertina di ‘Tokyo Orizzontale’

Tokyo è un’aggressione sensoriale continua. Lo sguardo è preso al lazo dai tanti colori distribuiti senza ordine coerente nella città, l’olfatto attirato da cibi venduti sulla strada, i profumi, il gusto in tutti i tipi di cucina del mondo riuniti negli infiniti ristoranti presenti a Tokyo. L’udito perennemente stimolato da voci, suoni, musichette.
Vivere all’estero, se si accetta infine il senso di insicurezza e di inevitabile ignoranza cui destina il residente straniero – per quanti anni vi si possa abitare –, è origine perenne di conoscenza, stimolo quotidiano inesauribile. In questo senso Tokyo mi offre ogni giorno qualcosa di nuovo. Rinfresca il mio sguardo.

 

Nel tuo raccontare una realtà così poco afferrabile come Tokyo ti sei rifatta a dei modelli librari, cinematografici o altro?

Laura, l'autrice

Laura, l’autrice

Prima di essere una scrittrice sono una grande lettrice. Leggo romanzi, leggo saggi. In giapponese, inglese, francese e soprattutto in italiano. Tutto confluisce nella mia scrittura senza lasciare, credo, tracce evidenti o forse riconoscibili. È un introiettare continuo. A volte leggo una frase su un libro, scopro di averla fraintesa. Da lì nasce un abbinamento di termini che amo. Li ricopio in un file di scrittura. Diviene pezzo di un romanzo in atto, di uno che forse invece non scriverò mai.
Amo libri più che autori tout court. Per l’università leggo saggi di letteratura, di sociologia, di musicologia, di linguistica. Ogni scrittura lascia qualcosa. Anche nei libri più brutti, ostici e meno riusciti vi è un attimo, persino involontario, di poesia. Tutto confluisce in questa scrittura, e nel mio essere e rimanere profondamente occidentale, lo sguardo si fa forse più attento alla diversità giapponese che mi circonda. Più curioso.
Ciò che mi rende “afferrabile” Tokyo, è questo sguardo sempre puntato su di essa. Il viverci dentro.

 

Ora che il libro è uscito cosa vi lascia particolarmente soddisfatti del lavoro svolto?
E cosa invece – nell’eventualità di una futura riedizione – cambiereste?

Laura, l'autrice

Laura, l’autrice

Laura, l’autrice: Sono felice della risposta incredibile dei miei lettori. Presentazioni gremite di gente. Persone che restano a parlare, ti portano doni, lunghissime lettere. Un calore che mai avrei immaginato. È merito della pazienza, del blog e di un prodotto editoriale confezionato con grande cura dalla Piemme, della fiducia di Daniele che ha creduto in questo romanzo.
Credo che organizzerei le presentazioni con maggiore anticipo. Alcune delle tappe che avevo in mente non si sono realizzate per via del tempo troppo scarso. E poi vivrei tutto, inevitabilmente, con maggiore rilassatezza.

Francesca, l'editor

Francesca, l’editor

Francesca, l’editor: Anche questa non è una domanda semplice. Soprattutto perché non vorrei mettere in luce dettagli di cui magari il direttore editoriale non si è ancora accorto… Scherzi a parte, sono molto soddisfatta del publishing, di aver tenuto il titolo originale proposto da Laura, Tokyo orizzontale, che forse è un po’ ardito soprattutto per un momento di crisi come questo in cui si tende a conservare e a replicare, ma rispecchia perfettamente il cuore e l’anima del libro. Così come la copertina. Sono contenta di non averlo “travestito” da qualcosa che non era per renderlo più appetibile commercialmente.
Se potessi tornare indietro mi concederei più tempo per poter lavorare sul testo, visto che ho fatto fare a Laura la maggior parte del lavoro di lettura e rilettura. Purtroppo abbiamo sempre meno tempo per conoscere in profondità le storie su cui lavoriamo.

Daniele, l'agente

Daniele, l’agente

Daniele, l’agente letterario: Il libro sta andando molto bene e ringrazio Francesca Lang per la cura messa nell’editing e l’ufficio stampa Piemme per il lavoro che sta facendo. E’ molto bello vedere che gli appassionati del Giappone, che stanno seguendo da tempo Laura nel suo blog, la stanno seguendo anche nella sua prima avventura da scrittrice. Le presentazioni registrano sempre il tutto esaurito e non mancano i complimenti di lettori e addetti ai lavori. Non cambierei niente.

 

Laura, l'autrice

Laura, l’autrice

Laura Imai Messina è nata a Roma nel 1981, si è laureata in Lettere all’Università La Sapienza e si è trasferita a Tokyo a 23 anni. Insegna italiano all’università ed è ricercatrice di letterature comparate. Scrive romanzi nei caffè di Tokyo e durante gli spostamenti in treno tra le tante linee che attraversano la capitale. Abita nel quartiere di Kichijoji insieme a suo marito Ryosuke e alla cagnolina Gigia. Da qualche anno ha creato il blog Giappone Mon Amour che ha ormai un foltissimo gruppo di fedeli visitatori. Tokyo orizzontale è il suo primo romanzo. La foto è di Andrea Gherardi.

 

Francesca, l'editor

Francesca, l’editor

Francesca Lang : “Sono nata a Milano nel 1980. Laureata in Filosofia con una tesi su Cassirer e la sua concezione di mito, ho frequentato un corso di editoria alla New York University. Lavoro in Piemme dal 2005, dove ho iniziato correggendo bozze e, soprattutto, aggiustando una stampante. Attualmente, sempre in Piemme, sono l’editor di narrativa italiana, e correggo sempre bozze.”

 

Daniele, l'agente

Daniele, l’agente

Daniele Pinna è nato a Cagliari nel 1974. Padre a tempo indeterminato, ha fondato l’Agenzia letteraria Kalama nel 2005 e dal 2013 ne è l’unico responsabile. Ha curato due collane editoriali (una di racconti brevi e una di poesia) e ama occuparsi di corsi di scrittura creativa per bambini e ragazzi. La foto è di Maurizio Mulas.

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Rubrica: Interviste sulla scrittura, Top post

  • Scritto da:

  • Edoardo Brugnatelli
  • Nato nel 1956 (era presidente Gronchi). Laurea in Filosofia all’Università di Pavia. Per anni ho giocato (da brocco) a rugby. Suono male diversi strumenti a corda. Lavoro in Mondadori dal 1990: ho cominciato come redattore e ho finito per dirigere una collana (questo ci dice che c’è una speranza per tutti). Ho tre figli e un giro vita importante. Sto imparando il bergamasco.


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