Il lipogramma, la libertà di scrivere senza una lettera

Il lipogramma, la libertà di scrivere senza una lettera Illustrazione: Milena Cavallo

Il lipogramma è un gioco letterario con cui si crea un testo omettendo una o più lettere. Il termine lipogramma deriva dal greco léipen, «mancare», e grámma, «lettera, scritto». Un po’ di filologia non guasta, a volte.

 

Gli esempi di testi lipogrammatici risalgono molto indietro nel tempo. Il primo a usare questo procedimento sembra sia stato il poeta e musicista greco Laso di Ermione, vissuto nella seconda metà del VI secolo a. C., che scrisse poesie senza il sigma perché non gli piaceva il sibilo sgradevole di quella lettera. Nel 1828 l’abate Luigi Casolini stilò una serie di sermoni privi della «erre» per un motivo biecamente pratico: afflitto da un difetto di dizione (aveva l’erre moscia), veniva preso in giro nell’ambiente intellettuale che frequentava.

 

C’è una scena in uno dei suoi primi film in cui il comico (Erminio) Macario deve stilare una lettera; nella macchina per scrivere che gli hanno preparato i suoi nemici il tasto della «erre» è collegato al detonatore di un’enorme carica di dinamite; Macario si salva perché non usa mai la lettera «erre», facendo un lipogramma involontario.

 

Ai giorni nostri il caso più noto e affascinante di testo lipogrammatico è La disparition (1969) di Georges Perec che fra l’altro ha scritto anche una breve storia del lipogramma. La disparition è un romanzo di 320 pagine con circa 78.000 parole, scritto senza mai usare la lettera «e», la più ricorrente in francese e la più cara allo scrittore i cui genitori (père, mère) morirono tragicamente, il padre ucciso in guerra nel 1940 e la madre deportata a Auschwitz.

De La disparition esistono diverse traduzioni in inglese, spagnolo, tedesco, olandese, svedese, turco, russo, giapponese e italiano (La scomparsa eseguita da Piero Falchetta). All’inizio i critici non si accorsero di questa costrizione (o contrainte come la chiamano i francesi) contenuta nel libro, e pensare che, oltre al commissario Didot (nome di un celebre tipografo francese e del carattere tipografico da lui inventato) e al suo aiutante Garamond (altro nome di carattere), il personaggio principale del romanzo poliziesco perecchiano si chiama Anton Vokal. Successivamente, volendo farsi perdonare (lo dico per scherzo), Perec scrisse un testo monovocalico Les revenentes (1973), usando in 138 pagine una sola vocale: la «e».

Per sfuggire all’arbitrarietà dell’esistenza Perec ha bisogno di imporsi delle regole rigorose, in apparenza arbitrarie. Ma il miracolo, nota Italo Calvino, è che questa poetica che si direbbe artificiosa e meccanica offre come risultato una libertà e una ricchezza d’inventiva inesauribili.

 

Che la costrizione, la regola sia strumento nutriente per solleticare la fantasia, e dunque non soffochi la libertà espressiva, ma al contrario la stimoli, si vede bene nel lipogramma. Se m’impongo di non usare la lettera «a», non potrò scrivere ad esempio la parola «fantasia» che di «a» ne contiene tre e volendone chiarire il significato, come da vocabolario, sarò costretto a inventarmi una nuova definizione: «virtù dell’uomo di intendere con ingegno gli elementi presenti nelle vicende di tutti i giorni o di riprodurre contenuti inesistenti in figure sensibili». Insomma non potendo usare la lettera «a» dovrò mettere in campo tutte le mie competenze linguistiche, architettare dei giri di parole, scrutare attentamente dentro l’ampio pozzo del vocabolario della lingua italiana, facendo tesoro del richiamo di Giorgio Manganelli: «C’è tanto italiano inutilizzato».

 

Per questo a me piace molto il lipogramma: è un eccezionale pungolo per l’immaginazione. Detto ciò vi propongo un esercizio lipogrammatico. Dovete riscrivere il testo che segue senza usare la lettera «a»:

 

 Se vi fate baciare da chi ha il naso a punta, spesso invece dell’amore subentra la rabbia perché il baciato resta offeso dalla lunghezza del naso che gli arriva in un occhio, o in un’altra parte del viso.

 

Un consiglio: non limitatevi a fare la piatta traslazione del testo sostituendo meccanicamente le parole che contengono una o più «a» con altre parole più o meno simili senza la «a». Ne verrà fuori uno schifo di componimento, di sicuro. Piuttosto usate delle metafore, delle perifrasi fantasiose, delle analogie o similitudini spericolate, surreali e allo stesso tempo preoccupatevi che il discorso abbia un ritmo fluido, che scorra bene, che si presti a una lettura piacevole all’orecchio.

 

Di solito quando propongo questo esercizio in corsi di scrittura ri-creativa molti dei partecipanti per indicare la lunghezza del naso usano la parola «proboscide» che non contiene la «a», è verissimo, ma è brutta, scolorita e inadeguata a un contesto amoroso come quello di cui stiamo parlando. Perciò non accontentatevi della prima soluzione che vi passa per la mente, in genere è la più scontata, la più banale, lavorate come certosini sul testo.

 

Per darvi un’idea di una soluzione che a me pare accettabile vi mostro un possibile incipit del brano in questione:

Se congiungete le morbide e voluttuose pieghe, dietro cui splendono i denti mentre vi esibite in un sorriso, con quelle di chi possiede un bernoccolo puntuto o un gonfiore prorompente per sentire gli odori, lungo come quello di Pinocchio, ecc.

Parole chiave: #, #

Rubrica: Giochi, Top post

  • Scritto da:

  • Paolo Albani
  • Sono nato il 3 dicembre 1946 a Marina di Massa, nella casa di mia zia Tecla, in una stradina lunga e stretta che porta fino al mare. Scrittore (nel senso lato "che scrivo"), poeta visivo e sonoro, performer, sono membro dell'OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale) e... ((la biografia di Paolo continua qui


Commenta su Facebook

commenti

3 Commenti

  1. Se unite le vostre bocche con un ‘picchio’ può succedere che un tenero sentimento diventi un doloroso tormento.
    Il lungo ‘becco’ colpisce gli occhi o tutto il viso e le vittime,
    purtroppo, ferisce.

    Mi piace(11)Non mi piace(3)
  2. Se volete essere teneri con chi possiede prominenze puntute nel mezzo del volto, spesso i sentimenti più dolci possono venir meno, perché le suddette prominenze, troppo lunghe, potrebbero ferirvi un occhio o, peggio, tutto il viso.

    Mi piace(9)Non mi piace(3)
  3. Vorrei fare i lipogrammi ma non ci riesco

    Mi piace(10)Non mi piace(4)

Trackbacks/Pingbacks

  1. http://www.scrivo.me/2014/02/21/lipogramma-esercizio-scrivere/ | incensurabilia - [...] http://www.scrivo.me/2014/02/21/lipogramma-esercizio-scrivere/ [...]
Email
Print