Le cose da sapere prima di firmare un contratto con un editore

Le cose da sapere prima di firmare un contratto con un editore Illustrazione: Milena Cavallo

Amici di penna, futuri colleghi, potenziali rockstar, eccoci agli ultimi cento metri. Siamo arrivati al sesto e conclusivo step del nostro percorso a cavallo tra music business e mondo editoriale. Vi ricordate da dove siamo partiti? Prima ancora di inserire il jack nell’amplificatore (leggi: di aprire un nuovo file su Word), ci siamo fatti un bel background e tanta sala prove. Abbiamo quindi passato le nottate a studiare composizione, ci siamo interrogati su che cosa convenga fare quando abbiamo in mano il nostro primo demo, abbiamo ragionato sull’importanza dell’arrangiamento – detto, da queste parti, editing – e abbiamo visto assieme il Galateo dell’Esordiente 2.0, il vostro personaggio virtuale, quello che portate in scena ogni giorno nel teatro sintetico del web.

 

Lo vedete?
E’ proprio laggiù, in fondo alla strada. Si staglia contro il cielo limpido, ma non è un miraggio. E’ reale. Ci potete arrivare. E’ il traguardo.
Che, nel nostro caso, è la firma di un contratto di pubblicazione.

Quello che mi sento di consigliarvi, in questo nostro ultimo appuntamento assieme, prima di stappare una bottiglia per il luminoso esordio che vi attende, è di fare molta attenzione a una parte del percorso che non ha niente a che vedere con la scrittura. Negoziare un contratto non è il vostro lavoro. Volare con la fantasia, strutturare storie, architettare intrecci, quello è il vostro lavoro. Ecco perché, in questa fase, quando un editore si interessa al vostro scritto e vi manifesta la volontà di fare un’offerta, il mio personale consiglio è di trovare un agente che la sappia negoziare.

In questa fase è bene stamparsi in testa il seguente dogma. Legge del contratto capestro: un deal che preveda l’investimento di soldi da parte vostra, per l’acquisto di X copie del romanzo, è da considerarsi lampante fregatura.
Corollario: se vi hanno scritto una mail in cui vi fanno i complimenti per il libro e intendono pubblicarlo, e a quella mail segue proposta di contratto con caratteristiche di cui sopra, è certo che il romanzo non è stato nemmeno letto. I complimenti sono l’esca succosa per attirarvi. Non riferite quei complimenti a terze persone (specie del settore) bullandovi, e soprattutto non firmate quel deal, o vi troverete l’amo conficcato nel palato.

 

Vediamo invece assieme alcuni elementi di un contratto dei quali siete certamente curiosi.
Un contratto di pubblicazione, per essere qualcosa di serio e rispettabile (visto che stiamo parlando di lavoro, anche se in Italia tutti crederanno che questo è il vostro hobby… una valida alternativa al giardinaggio, insomma) deve avere una componente fondamentale: l’anticipo.
Il traguardo di cui parlavamo prima, obiettivo che ci siamo posti fin dall’inizio di questo percorso, è fare di questa passione una professione. Dunque far sì che vi paghino per scrivere. Che vi comprino un’idea. Che investano sul vostro ingegno.

 

Cos’è l’anticipo? E’ una cifra X che si stabilisce da contratto, per cui l’editore si impegna a pagare alla firma (o metà alla firma e metà alla consegna, dipende dai casi) una parte delle royalties, cioè dei diritti d’autore che il vostro romanzo maturerà. L’anticipo non è refundable. Ovvero, se il vostro libro vende solo una trentina di copie tra i vostri parenti e gli amici del liceo, nessuno vi chiede indietro un euro. Ecco perché l’anticipo, in buona sostanza, è la scelta politica con cui l’editore dimostra quanto crede nel vostro scritto. Un editore che paga un anticipo molto basso, a meno di investire molto in promozione dandovi enorme visibilità, è un editore che pensa di vendere poche copie del vostro libro. Di contro, un editore che vi paga diecimila euro di anticipo all’esordio, evidentemente si impegnerà a farli tornare dalle vendite.

 

E dopo l’anticipo? Dopo c’è una scala di royalties, che misura la percentuale di introiti che avrete su ogni singola copia, una volta recuperati i soldi dell’anticipo. Questa scala è variabile, ma solitamente siamo tra il 9 e il 12 per cento (ed era la stessa cosa quando pubblicavo dischi, tanto per tener fede al parallelo editorial-musicale di questa rubrica). E’ più alta in proporzione alle copie vendute, più bassa invece in caso di edizione tascabile.

 

Un altro nodo che è bene far sciogliere a un agente, perché l’esordiente spesso firma senza neanche leggere i termini contrattuali (un po’ come quando si aggiorna iTunes e si accettano le condizioni senza neanche scorrerle) è la ripartizione dei diritti di traduzione.
Solitamente, e anche in questo caso ho visto le stesse identiche percentuali nel music business, lo standard è un 50/50. Significa che se Pinchen Pallinen (celeberrimo editore tedesco) vi offre diecimila euro per pubblicare il vostro romanzo in Germania, 5mila vanno all’editore, 5mila a voi (e se avete l’agente, dovrete corrispondere anche la sua percentuale). Lasciate che chi vi rappresenta faccia serenamente la sua parte, provando a farvi ottenere qualcosa in più. Se siete agenti di voi stessi sarà più dura, ma provateci. Dimostrate che non state svendendo la vostra opera.

 

Una cosa importante, in questa fase, è non avere fretta di firmare. La fretta vi porta a sottoscrivere il primo contratto che vi capita tra le mani, o accettare l’offerta più bassa, a causa dell’eccitazione prodotta da una semplice e-mail che mostra un interessamento. Ricordate sempre che state lavorando. Quando vi assumono in un posto di lavoro volete essere tutelati e ottenere le migliori condizioni possibili, giusto? Fate lo stesso in questo caso.

 

Ho visto band perdere 3/4 anni della loro carriera per aver firmato contratti capestri, e finire per pagarsi di tasca propria lo studio di registrazione e l’artwork del disco. E questo perché? Perché alla prima proposta pseudo-decente, hanno creduto di essere i nuovi Iron Maiden e hanno firmato alla cieca.

 

E soprattutto, so bene quanto sia emozionante ricevere l’interessamento di un grosso editore. Ma sono loro che stanno comprando la vostra idea. Discutete dunque l’anticipo. Controbattete. Cercate di ottenere di più. Finché non arrivate a una best offer, non abbiate paura che l’editore si stufi e cambi idea. Se vi sta offrendo dei soldi, vuole pubblicarvi. Il tavolo è aperto, fate il vostro gioco.

 

Ora sì, ora lo vedete bene. E’ sopra le vostre teste. E’ l’esordio.

 

Da quando avrete bagnato con l’inchiostro quelle poche pagine di contratto, tutto cambierà. Inizierete a capire che a volte l’ispirazione deve piegarsi di fronte alla temibile scadenza di una consegna, inizierete a non provare l’emozione di vedere il vostro scritto sugli scaffali ma a innervosirvi perché è esposto male, o nel settore sbagliato. E comincerete a sentire attorno a voi le invidie di tanti con cui prima condividevate il percorso underground, perché purtroppo questo atteggiamento proprio dell’essere umano non è mai cambiato e temo non cambierà mai. Nel 2001 il mio discografico mi disse: “Preparati, Leo. Tanti amici che dici di avere nelle altre band, ora che hai firmato diventeranno nemici”. Non volevo credergli, ingenuo io. Aveva dannatamente ragione.

 

Ma ce l’avete fatta. E’ questo che conta. Ora si lavora sul serio. Ora tutto ciò che avete attorno non conta, malelingue comprese. Conta solo il vostro percorso. Continuate a correre. Gli altri vi parleranno dietro, perché è l’unica cosa che possono fare, visto quanto siete avanti.

 

Siamo giunti al termine, amici. Spero con tutto il cuore che questa rubrica in sei step, pensata per raccontare in maniera divertente quanti parallelismi ci sono tra il percorso di un musicista e quello di un autore alla ricerca di un contratto, vi sia piaciuta e vi serva per evitare qualche ostacolo nel duro percorso che state affrontando. E mi raccomando, quando avrete firmato, oltre ad aggiornare lo status su Facebook, mettete su a tutto volume questo pezzo. Ve lo siete meritato:


Multiversamente vostro, Leonardo Patrignani

Parole chiave: #

Rubrica: Obiettivo Esordio, Top post

  • Scritto da:

  • Leonardo Patrignani
  • Leonardo Patrignani nasce a Moncalieri (TO) nel 1980. Musicista, doppiatore, e autore della trilogia sui mondi paralleli Multiversum (Mondadori), non è capace di dipingere. Al momento alle prese con lo studio del catalano, dichiara che in un universo parallelo ha presentato almeno un'edizione del Festival di Sanremo.


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commenti

5 Commenti

  1. Questo articolo mi ha fatto sognare ad occhi aperti!Ho concluso il mio romanzo, lo leggo e correggo ma non so cosa farci.Ho tanta fifa e non so nemmeno da dove partire!Ma è così bello sognare il traguardo!Forse non arriverà mai ma potrò sempre dire di averci provato!

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  2. Ho appena spedito il mio romanzo ad un altro editore. Speriamo bene! :)

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  3. Caro Leonardo, giustamente dici che il lavoro di agente è cosa ben differente da quello di scrittore. Hai ragione, naturalmente.
    Ma oggi il self publisher deve per forza saper fare un po’ tutto. Deve occuparsi del marketing, deve trovare la grafica giusta etc.
    Allora perché non dovrebbe capire bene come funziona un contratto editoriale? Il self publisher può essere anche un “self agent”.
    Penso che i tuoi consigli siano molto utili e ti invito a scendere nei dettagli tecnici, quelli scritti in piccolo, che sono le notizie più importanti.
    Giuseppe Culicchia, nel suo bel libro “E così vorresti fare lo scrittore” (ed. Laterza 2013) dice che il contratto standard per esordienti “non prevede” un anticipo sulle vendite e garantisce una percentuale sui diritti compresa tra il 5% e l’8%. Inoltre, pare che abbia una validità “ventennale”.
    Venti anni sono davvero tanto, non credi?
    Molti scrittori sono laureati, magari anche in legge, quindi penso che apprezzerebbero un livello più tecnico di trattazione.
    Comunque l’articolo è molto utile.

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    • La redazione di Scrivo.me

      Caro Amedeo,

      un livello di trattazione più dettagliato (che esulava dagli scopi della rubrica di Leonardo) lo puoi trovare su quest’ottimo sito:

      http://scrittorincausa.blogspot.it/

      nella colonna di destra c’è un utile indice dei contenuti. Speriamo ti sia utile!

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      • Grazie, sarà sicuramente interessante.

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