Virginia Woolf – Consigli a un aspirante scrittore

Virginia Woolf – Consigli a un aspirante scrittore

Sarà per il suo stile, per quella sua personalità un po’ eccentrica o per il fatto di essere stata una delle protagoniste del circolo letterario più cool del suo tempo, quel che è certo è che Virginia Woolf è una delle autrici più amate di sempre e l’attenzione per la sua opera è, ancora oggi, fortemente viva.

Consigli a un aspirante scrittore raccoglie articoli di critica letteraria e recensioni di libri che la Woolf pubblicò su alcuni dei principali quotidiani inglesi, nonché dei brani estratti dal suo diario. Il materiale, a sua volta, è stato suddiviso in tre parti: Leggere, Scrivere, Pubblicare, e questo si rivela utile perché il lettore è così in grado di approfondire una alla volta le fasi necessarie a trasformare la propria vocazione di scrittore in un mestiere vero e proprio. Ma andiamo con ordine.

Leggere: bisognerà ancora ripetere quanto questa attività sia fondamentale per potersi dedicare alla scrittura in maniera professionale? Virginia Woolf suggerisce di non dare peso ai giudizi di quei critici letterari un po’ tromboni, ma di ascoltare invece l’opinione di chi «legge per amore di leggere» perché, aggiunge, «Leggere un romanzo è un’arte intricata e difficile».

Scrivere: qui vediamo la scrittrice inglese parlare di tecniche e strutture narrative, caratterizzazione dei personaggi e rapporti con gli editori nel momento in cui si apprestava alla stesura dei suoi romanzi. E a tutto questo, si aggiungono i consigli che rivolge all’aspirante scrittore del titolo:

La mente impegnata a narrare esige tutta la propria audacia e fiducia in se stessa e la cosa essenziale è non annoiarsi mai di quel che si scrive.

Un po’ come ci aveva già suggerito Stefano Lanuzza, la vita di uno scrittore può essere a volte solitaria e difficile, ma l’importante è mantenere la fiducia in se stessi e scrivere quello che più ci diverte.

Pubblicare: questo parte contiene il celebre saggio intitolato Una stanza tutta per sé e, nuovamente, altre pagine del diario della Woolf che, in questo caso, fanno maggiore riferimento al lavoro editoriale. L’autrice inglese, infatti, s’intendeva piuttosto bene di editoria: insieme al marito Leonard aveva fondato nel 1917 la casa editrice Hogarth Press, che gestivano (pensate un po’!) nel salotto di casa loro – in cui avevano allestito una vera e propria tipografia – dove la stessa Virginia Woolf stampava i libri a mano. Insomma, una sorta di self-publishing ante litteram, se vogliamo.

Nel suo insieme, si tratta di un volume davvero interessante di cui è difficile dare una definizione precisa. Consigli a un aspirante scrittore racchiude in sé gli elementi della biografia, del diario e del manuale di scrittura più tradizionale. Oltre ai consigli veri e propri, così genuini e pieni di passione, ci è offerta l’opportunità di approfondire il pensiero di un’autrice importante e fortemente amata, così come di coltivare la passione della letteratura, della sua storia, delle sue piccole, grandi rivoluzioni e – specialmente in questo caso – delle sue grandi protagoniste.

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Rubrica: Lo scaffale del self-publisher

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