Come (non) promuovere un libro su Facebook e sui social media

Come (non) promuovere un libro su Facebook e sui social media Illustrazione: Studio Armad'illo / Lorenzo Gritti

Sentite le vertigini, aspiranti autori? Vi gira la testa? Oggi saliamo sul penultimo gradino della nostra scalata al successo. Nei precedenti episodi abbiamo rubato segreti al percorso musicale, imparando l’importanza del background e delle prove, parlando di composizione, cercando di capire come muoverci quando avremo prodotto il nostro primo demo e scoprendo cosa ci aspetta in fase di arrangiamento del disco. Sì, stiamo sempre parlando di libri, non vi preoccupate!

 

Oggi ci soffermiamo su un aspetto importante del vostro cammino: l’immagine che date di voi. Come vi presentate, come gestite il personaggio-autore che volete diventare e che ora siete “in potenza”. Insomma, vediamo assieme il Galateo dell’Esordiente 2.0.

 

Non siamo più negli anni ’80, ahimè. Le rockstar non sono personaggi che si materializzano solo durante i tour per poi scomparire e riapparire solo su riviste patinate. Non ci sono i talent scout che scoprono i prossimi Guns ‘n Roses sul palco di tre metri per due di un localaccio di periferia. Siamo nel 2014. Le rockstar 2.0 twittano e aggiungono i fan come amici su Facebook, e così anche gli scrittori, mentre l’esordiente 2.0 serpeggia per il web alla ricerca quotidiana di contatti. Di possibilità. Perché domani, su quel palco, ci vuole salire lui. Ma per dirla con Orazio:

Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum (“C’è una misura nelle cose: vi sono precisi limiti al di là o al di qua dei quali non può stare il giusto)

 

L’esordiente 2.0 alberga su Facebook e Twitter, che sono come dei continui showreel di se stesso. Una vetrina affacciata su una strada fin troppo affollata.
Vediamo cosa non vi conviene fare:

  • contattare autori sui social network per fare un complimento a caso su una delle loro opere, e dopo una frazione di secondo chiedere di prendere in esame un vostro scritto. Come detto un paio di episodi fa, l’autore non è un editor, e nella maggior parte dei casi non ha tempo (anche perché, come avete fatto voi, faranno altre centinaia di persone, e sarebbe impossibile accontentarle tutte);
  • nel caso abbiate messo il vostro romanzo self-published in vendita in formato digitale, invadere la home di Facebook con gli screenshot delle classifiche di Amazon. Detto che nelle top100 dei singoli settori di quel sito si balza con poche copie vendute, e questo è ormai risaputo, esagerare con questo tipo di messa in mostra può sortire l’effetto opposto da quello desiderato;
  • nei vostri status (o se avete un blog, nei vostri articoli) criticare in continuazione l’operato delle case editrici, perché pubblicano solo raccomandati, non valorizzano gli esordienti, scelgono solo libri schifosi, sono schiave del marketing. Questo è un atteggiamento che non vi conviene per niente. Sarebbe come se un calciatore che milita in serie C si mettesse a insultare di continuo la politica dei presidenti delle squadre di serie A. Vedete per lui un futuro roseo? Un conto è analizzare seriamente la situazione dell’editoria italiana (molti blog lo fanno in maniera critica ma seria), segnalare statistiche e approfondire. Un altro giocare al lancio degli epiteti, specie quando avete precedentemente aggiunto agli amici numerosi editor del settore (che, incredibile ma vero, vi vedono);
  • postare continuamente stralci dei vostri romanzi, spesso con poca cura dell’editing di questi estratti;
  • utilizzare il famigerato “like” per dare enfasi a recensioni negative del lavoro di altri autori;
  • rispondere personalmente a chi vi critica su Goodreads, commentando la sua opinione (il sito offre agli autori una sorta di “manuale di comportamento del buon autore” che molti esordienti purtroppo non rispettano affatto)
  • votare il proprio romanzo – naturalmente con 5 stelle, potrebbe mai meritarne di meno? – su un qualsiasi portale dove i lettori (i lettori!) lasciano la loro opinione su quello che hanno letto. Questa è davvero pessima. C’è bisogno che vi spieghi perché?

Quelli appena citati sono solo alcuni degli esempi di ciò che non va fatto online, se il vostro obiettivo è la professione. Nessun professionista (serio) si vota da solo, o mette un “like” sulla recensione negativa del lavoro di un collega, o si mette a rispondere a qualsiasi critica negativa su un portale.
Vogliamo riassumere in una frase la ricetta segreta per essere delle potenziali nuove promesse e non dei dilettanti che fanno un passo avanti e tre indietro? COMPORTARVI DA PROFESSIONISTI. Avete un autore preferito? Certamente sì. Chiedetevi sempre: “lui/lei lo farebbe?”. Il più delle volte vi risponderete: “no”. Piuttosto, siate produttivi (e positivi), in modo da suscitare curiosità attorno al vostro lavoro senza spammare.

Ecco invece le cose che vi consiglio di fare:

  • create contest online, per far circolare il titolo del vostro libro e dare la possibilità a qualche fortunato di leggerlo gratuitamente;
  • ringraziate chi scrive una bella recensione della vostra opera, invece di dar vita a polemiche con chi non l’ha apprezzata. Fatelo condividendo la sua recensione sui social, incuriosirete qualche amico;
  • dimostrate il valore delle vostre idee, e la capacità di comunicarle. Viviamo in un mondo in cui la comunicazione è tutto e anche il più piccolo errore, se enfatizzato dalla rete, può segnare il vostro cammino e diventare il vostro peggior biglietto da visita.
  • dulcis in fundo, qualsiasi cosa postiate online: abbiate rispetto della lingua italiana. Potrei stare qui fino a domani a elencare post che invadono la bacheca di Facebook, firmati da want-to-be-authors, che offrono una variegata gamma di errori da penna rossa. A volte basta rileggere.

 

Bene, sono stato sufficientemente cattivo per oggi, ma sapete che mi comporto come un fratello maggiore che vi sprona ad agire consapevolmente.
Ci vediamo la prossima settimana con l’ultimo episodio di questo percorso che ho chiamato Obiettivo Esordio perché, alla fine, l’unica cosa che conta è che voi riusciate a raggiungere il traguardo. Il mio umile contributo è volto solo a farvi evitare qualche pericolosa buca sul terreno, il resto è nelle vostre mani. E’ una strada tutta da scrivere.

Per arrivare qui, prima o poi… on top of the world:

Parole chiave:

Rubrica: Obiettivo Esordio, Top post

  • Scritto da:

  • Leonardo Patrignani
  • Leonardo Patrignani nasce a Moncalieri (TO) nel 1980. Musicista, doppiatore, e autore della trilogia sui mondi paralleli Multiversum (Mondadori), non è capace di dipingere. Al momento alle prese con lo studio del catalano, dichiara che in un universo parallelo ha presentato almeno un'edizione del Festival di Sanremo.


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commenti

4 Commenti

  1. Ottimo articolo, ma attenzione a quelli che sono i contest online: i giveaway non sono apprezzati da Facebook, soprattutto quegli eventi ai quali, per partecipare, è necessario acquistare il testo. Altra questione è saper riconoscere una recensione approfondita: anche se magari è negativa, può fare tanto per migliorare la scrittura dell’autore.

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    • La redazione di Scrivo.me

      Grazie!

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  2. Ciao Leonardo, le tue osservazioni su cosa fare e cosa non fare per promuovere un libro sono pertinenti.
    Aggiungerei tra le cose da non fare lo “spamming”, se pubblicizziamo il nostro libro in ogni community ad ogni ora del giorno sette giorni su sette rischiamo di essere un po’ petulanti e alla fine la gente odierà il nostro libro senza averlo neanche letto.

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    • La redazione di Scrivo.me

      Sì, lo spam è SEMPRE male. Sempre.

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