Come scrivere un’email a un bookblogger

Come scrivere un’email a un bookblogger Illustrazione: Tai Pera

Scrivo ancora sui bookblogger per due ragioni.

La prima è che sono degli interlocutori importanti per chi si autopubblica: voglio dire, se lo sono per chi è pubblicato da un grande editore, figuriamoci per un self-published!

La seconda è che ho assistito, in silenzio, ad una discussione su Facebook su come si scrive ai bookblogger: discussione lanciata dalla brava Domitilla Ferrari che esordiva dicendo “non si scrive, ciao sono xxxx xxxx”:

 

Ora questo è esattamente il modo in cui io comincio le mie comunicazioni ai booksblogger quando non li conosco. Oddio, mi son detta, qui casca l’asino! Ma l’asino è rimasto in piedi perché, sì, son convinta che dire chi sono a qualcuno che non mi conosce sia necessario. E’ un po’ come quando incontri qualcuno e gli dici “ciao, sono Anna da Re”. Non è che gli puoi dire “ciao, ho scritto un libro e vorrei che lo leggessi” o “ciao tu sei Francesca e hai un blog”.

 

La seconda frase del post di Domitilla però era quella davvero critica e suonava come “ho letto e apprezzato il tuo blog bla bla bla”, sbagliando poi il nome di battesimo o dicendo qualcosa che nel blog non c’era. E questo è un errore da matita blu (se non sbaglio l’errore blu era peggio del rosso, ma accetto correzioni da chi è più fresco di scuola di me).
Posso dire con orgoglio di non aver mai fatto quell’errore. Se ho deciso di scrivere a quel blogger, vuol dire che il suo blog mi sembra degno e che sono interessato a che scriva del mio libro (può anche voler dire che sono alla canna del gas, certo, ma l’obiettivo non cambia); mi risparmio la fatica di trovare degli aggettivi diversi per ogni blog e il rischio di sembrare una lecchina.

 

E superati questi due primi scogli? Qui vado a modo mio, lasciando Domitilla che tanto ha talmente tante cose di cui occuparsi che non sentirà la mancanza di un’ulteriore menzione del suo nome. Dunque dopo detto chi siete potete tranquillamente dire perché state scrivendo. Con sincerità, semplicità e leggerezza. Se vi viene una battutina mettetecela, ma se non siete spiritosi evitatelo.
Evitate, come la peste sia chiaro, frasettine ad effetto di tipo pubblicitario: non convincono più nemmeno la casalinga di Voghera, figuriamoci qualcuno di navigato come un (una) bookblogger! Evitate di raccontare la trama del libro: se è troppo dettagliata viene a noia prima di averla finita di leggere. Ricordatevi il pitch di uno dei miei primi post: anche qui dovete convincere quel benedetto (quella benedetta) booksblogger a leggere il libro!

 

E siate superbrevi. Stringati. Il vostro romanzo può anche essere di 2.000 pagine, o il vostro saggio il tomo più pesante che sia mai stato scritto, mandate un email corta. Lo schermo del computer già è quello che è, il tablet è più piccolo e lo smartphone (che è l’oggetto su cui è più probabile che la vostra email venga letta) ancora di più. Solo la sintesi può vincere su quello schermo!

Che altro aggiungere? Dite la verità e nient’altro che la verità… e che Dio ve la mandi buona!

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Rubrica: In poche parole, Top post

  • Scritto da:

  • Anna Da Re
  • Sociologa, copywriter, blogger, twittatrice, milanese e toscana. Per i libri ho una passione ormai cronica; li leggo, ne scrivo, ci lavoro, ci campo (per ora) e non penso di smettere.


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