Come usare correttamente il punto, la virgola, lo spazio

Come usare correttamente il punto, la virgola, lo spazio Illustrazione: Studio Armad'illo / Lorenzo Gritti

Due errori molto frequenti rivelano al redattore esperto lo scrittore alle prime armi. Riguardano  i segni di interpunzione: il primo è la posizione scorretta dei segni, l’altro è il frequente uso della virgola dove starebbe meglio il punto fermo.

 

Sulla posizione del segno di punteggiatura c’è ben poco da dire: va sempre scritto

  • attaccato alla parola che precede  e
  • separato da uno spazio da quella che segue.

 

Ecco tre esempi, nei quali per maggiore chiarezza ho sottolineato gli spazi:

Scorretto: Carlo ama Giovanna_.Ma Giovanna non ricambia il sentimento.

Scorretto: Carlo ama Giovanna_._Ma Giovanna non ricambia il sentimento.

Corretto:  Carlo ama Giovanna._Ma Giovanna non ricambia il sentimento.

 

In italiano i segni di interpunzione sono:

  1. il punto fermo o, semplicemente “punto” (.)
  2. la virgola (,)
  3. il punto e virgola (;)
  4. il punto esclamativo (!)
  5. il punto interrogativo (?)

Nella scrittura si usano anche altri segni, che non sono di interpunzione in senso proprio, come i diversi tipi di virgolette, trattini e parentesi. Ne parleremo nelle prossime puntate.

 

Il punto fermo, secondo i pedanti studiosi della lingua, serve a chiudere un periodo. Il periodo incomincia con una lettera maiuscola e si chiude con un punto. Tra questi due elementi ci sono (o sono sottintesi) almeno un soggetto e un verbo. Spesso sono presenti anche complementi, avverbi eccetera, o anche intere frasi. Ma tutto questo non aiuta a capire quando si deve mettere il punto fermo.

È meglio pensare al periodo come una sequenza di parole che descrive un fatto, un’azione o un’idea.

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia.

 

Quando cambia il soggetto, si apre una nuova frase. Invece si leggono spesso periodi come questo:

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia, Giovanna esce con l’ombrello.

 

Non è del tutto scorretto, ma in genere è brutto e meno facile da leggere. Il cambio del soggetto all’interno di un periodo si chiama anacoluto e in qualche caso può essere utile a descrivere certe situazioni. Ma di solito la soluzione più efficace è questa:

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia. Giovanna esce con l’ombrello.

 

Le due frasi si possono anche separare con una congiunzione:

Le previsioni del tempo annunciano una giornata di pioggia e Giovanna esce con l’ombrello.

 

Scegliere l’una o l’altra soluzione è una scelta di chi scrive, una questione di stile che non rientra tra gli argomenti di questo piccolo manuale.

 

Passiamo alla virgola. La virgola è un elemento di separazione tra diversi elementi all’interno di un periodo. Divide la proposizione principale dalle subordinate, parole in sequenza, azioni in rapida successione. Quando gli elementi sono più di due, in genere si mette la congiunzione “e” prima dell’ultimo elemento:

Carlo si veste in fretta, esce di corsa, gira l’angolo e si imbatte in Giovanna.

 

Il tono può diventare drammatico omettendo la “e”:

Carlo si veste in fretta, esce di corsa, gira l’angolo, si imbatte in Giovanna.

 

Ma se vogliamo dare all’ultima proposizione un accento particolare, il punto è perfetto:

Carlo si veste in fretta, esce di corsa, gira l’angolo. Si imbatte in Giovanna.

 

Una regola inderogabile per concludere questa prima parte dedicata alla punteggiatura: non si mette mai la virgola tra il soggetto e il verbo.

Sbagliato: Giovanna, ha un’espressione di stupore.
 Corretto: Giovanna ha un’espressione di stupore

 

Nella prossima puntata parleremo del punto e virgola, del punto esclamativo e del punto interrogativo.

Buona scrittura a tutti.

 

 

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Rubrica: Manuale di redazione per il self-publisher, Top post

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