Pubblicare il proprio libro in ebook: i 10 consigli di una self-publisher

Pubblicare il proprio libro in ebook: i 10 consigli di una self-publisher Illustrazione: Studio Armad'illo / Alessandra Psacharopulo

Il magazine lifestyle britannico di Yahoo! ospita un articolo della scrittrice self-publisher britannica Laura Morgan, che ha appena autopubblicato il suo romanzo d’esordio in ebook. Nel suo pezzo Laura impartisce una vera lezione a chiunque voglia farsi editore digitale di se stesso. Tra i vari consigli dispensati, l’autrice mette l’accento su due aspetti. In primis, la collaborazione: per realizzare un ebook meglio collaborare con altre persone specializzate (un editor, alcuni lettori per le bozze, un creativo per la copertina, eccetera).
E poi la promozione: l’autore non creda che il lavoro sia finito con la scrittura. Chi diventa editore deve occuparsi anche del marketing, della promozione del libro. Ecco in sintesi il decalogo di Laura:

 

  • 1. Edita il tuo libro online usando Google Docs. In questo modo dovresti evitare di perdere il lavoro. E ‘anche un modo semplice per condividere i testi e le revisioni con l’editor. Che è l’oggetto del consiglio successivo:

 

  • 2. Investi in un editor. Laura ha arruolato un editor: una persona esperta con cui discutere del libro durante la scrittura: “E ‘stata una collaborazione eccezionale: non solo ha sconfiggere tutti i miei errori, ma ha disseminato il mio romanzo con domande.”

 

  • 3. Leggi le bozze sul tuo ereader. Stai scrivendo un ebook? Allora forse è meglio lasciar perdere la stampante e le risme di carta… Laura consiglia di testare Nowebook, un software che consente di convertire il testo in ebook anche durante la lavorazione, fino alla pubblicazione finale.

 

  • 4. Chiedi a tua mamma di leggere il tuo ebook. Hai bisogno di persone che leggano il tuo libro per darti un parere. Chi scegliere? Laura non ha dubbi: la mamma. ”Le mamme non mentono.” Mah. L’assioma vale anche per le mamme italiane?

 

  • 5. Dedìcati al marketing dopo aver scritto il libro, non prima. ”Ho scoperto che è meglio scrivere il libro e solo dopo capire quale è il suo pubblico, una volta che è finito” afferma Laura. Un’idea che nell’editoria tradizionale forse non funziona, ma nel self-publishing, secondo lei, sì. Altra dritta: anche per gli aspetti del marketing, Laura ha preferito di avvalersi di una collaboratrice, che l’ha aiutata con suggerimenti molto utili. Ad esempio: “Primo passo, riassumere il libro nelle tre parole che più lo rappresentano. Le mie sono: vivace, coinvolgente e sensuale.”

 

  • 6. Commissiona la realizzazione della copertina. La copertina è il volto dell’ebook: deve essere accattivante. Laura ha affidato la realizzazione della copertina a un creativo che però non riusciva a soddisfare le sue richieste (e soprattutto non rispettava le scadenze). Quindi si è rivolta “al grande talento di Ciaran Hughes“, un bravo professionista. Insomma: anche per la parte artistica meglio scegliere un collaboratore bravo. E puntuale. La copertina dell’ebook di Laura è questa. Vi piace?

 

  • 7. Costruisci un sito web. Bene, l’ebook è pronto. Ma adesso ti occorre un luogo on line dove i lettori possano trovarti. Per realizzare il suo sito Laura consiglia la piattaforma WordPress, la stessa di Scrivo.me e di milioni di altri nel mondo.

 

  • 8. Fa’ una festa in occasione del lancio. Non è solo un modo per premiarsi. Laura suggerisce di invitare più gente possibile (soprattutto giornalisti, ma anche “chiunque ti sia sembrato interessato”). Per documentare l’evento Laura ha realizzato anche un video della serata (e c’era parecchia gente, bene).

 

  • 9. Quando promuovi il libro su Internet, evita la timidezza. Nel lavoro (auto)promozionale, Laura suggerisce di lasciar da parte la riservatezza e di sfruttare i molti strumenti social per dare visibilità all’ebook e conversarne con i potenziali lettori: Facebook ma anche Goodreads (social network per autori e lettori, una piattaforma assai in voga nei paesi anglossassoni, un po’ meno in Italia). E poi Twitter e Google+.

 

  • 10. “E soprattutto divertiti!” Il self-publishing è gratificante, dice Laura. E non solo al momento di scrivere: ”ottenere un parere positivo dai miei lettori è stata la parte migliore di tutta l’esperienza”.

 

Non sei d’accordo? Gli spunti di Laura valgono solo per il mercato di lingua inglese? Sarebbe bello avere un analogo elenco di consigli da un self-publisher italiano. Si accettano eventuali

 

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Rubrica: L'Edicola, Top post

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commenti

1 Comment

  1. Sono in disaccordo con il punto 5.
    Pensare alla promozione solo dopo aver finito il libro ritarda il processo creativo alla base dell’attività di marketing. O meglio… Lo riduce a uno spazio temporale troppo limitato.

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