Quando Beatrix Potter autopubblicò i suoi conigli

Quando Beatrix Potter autopubblicò i suoi conigli Illustrazione: Studio Armad'illo / Alessandra Psacharopulo

Il self-publishing non è mica invenzione di questi tempi, lo abbiamo già detto. Un recente articolo sull’edizione online del quotidiano inglese The Guardian ci fornisce un altro esempio rilevante e molto britannico.  E molto natalizio. Si tratta di Beatrix Potter, la donna che inventato le poetiche avventure per bambini di Peter il Coniglio.

 

L'edizione autopubblicata da Beatrix Potter (1901)

L’edizione autopubblicata da Beatrix Potter (1901)

Il primo libro della serie, La storia di Peter Coniglio, venne stampata in privato dalla trentacinquenne Beatrix nel dicembre 1901. La copertina era colori ma le tavole, forse per risparmiare, in bianco e nero. Comunque, un bel regalo di Natale. Il libretto ottenne un bel successo e Frederick Warne & Co.uno dei sei editori che avevano rifiutato di pubblicare Potter tornò sui suoi passi, scusandosi con l’autrice.

 

L’edizione venne rivista, aggiungendo le famose illustrazioni in acquarello a colori. In occasione del Natale successivo, Warne pubblicò il libro vendendone la bellezza di ventimila copie.

 

Ma nel 1903 Beatrix Potter si convinse ad abbandonare l’editore e a ritornare al self-publishing. Il libro in questione era Il Sarto di Gloucester: l’autrice non riuscì a trovare un accordo con Warne, che pretendeva tagli a lei non graditi. E quindi Beatrix realizzò l’opera per conto proprio, in 500 esemplari. Prima che la casa editrice dovesse di nuovo ricredersi e arruolarla come autrice di punta. Le vendite dei libri salveranno la Warne dalla bancarotta per farla sopravvivere fino al 1983, quando viene acquisita dal colosso editoriale Penguin.
Storia di Peter Coniglio finora ha venduto oltre 45 milioni di copie in tutto il mondo.

 

Ma cosa è successo alle copie originali, autopubblicate in proprio da Beatrix Potter? Sono diventate preziose, naturalmente. Ora costano un bel po’. I collezionisti le vendono a quarantaduemila euro ciascuna. 

 

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Rubrica: L'Edicola

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