Autoproduzioni a fumetti: drammi della stampa low-cost

Autoproduzioni a fumetti: drammi della stampa low-cost Illustrazione: Gianfranco Cioffi

Una volta in possesso del file definitivo arriva il momento di stampare.

La storia personale di Amenità in fatto di stampa è drammatica e ricca di imprevisti. In poche parole, non c’è stato nessun anno in cui tutto è andato liscio: rifilature sbagliate, stampanti che si impallano e cause di forza maggiore si sono presentati puntualmente ad ogni uscita. E quindi, ancora una volta, rimanere molto larghi con i tempi è fondamentale se si vogliono evitare brutte sorprese.

Il primo anno per la stampa ci siamo affidati a un servizio di web to print molto noto e generalmente efficiente. Affidarsi ad un’azienda con così tanti clienti si è rivelata per noi una scelta sbagliata: nel marasma di ordini che un servizio come questo riceve, la nostra richiesta di sole 300 copie è stata – come dargli torto – messa in fondo alla lista. E così siamo incappati in vari problemi, una volta le copie sono arrivate rifilate in modo sbagliato, la seconda volta i colori erano sbiaditi. Alla nostra richiesta di ristampare per la terza volta in modo corretto in tempi brevi, hanno preferito abbonarci il tutto e non farci pagare niente piuttosto che ristampare. La stampa è quindi stata certamente economica, ma ben poco soddisfacente!

amenità arriva

Il momento dell’arrivo delle copie finite è sempre una grande emozione, o piuttosto un terno al lotto.

Il secondo anno abbiamo optato per un tipografo di fiducia, che potesse seguirci da vicino come aveva già fatto con alcuni amici che hanno un progetto simile al nostro. Un uomo anziano, con anni di esperienza alle spalle come tipografo, con una lunga barba che ispirava fiducia e che ci poteva seguire e aiutare a darci quello che volevamo. La sfortuna ha voluto che la sua esperienza significasse un’età piuttosto avanzata e proprio nei giorni in cui doveva stampare il buon uomo è morto. Ovviamente la stampa a quel punto era l’ultimo dei problemi, però il ritardo è stato consistente anche questa volta. Il risultato però è stato ottimo.

Per il numero tre di Amenità, dopo gli imprevisti riscontrati i primi due anni, abbiamo deciso di stampare completamente in autonomia. Il problema principale che abbiamo presto riscontrato è stato che – una volta lanciata la stampa – la velocità con cui le cartucce terminavano e andavano cambiate rendeva il processo molto lungo e costoso. Così abbiamo optato per acquistare un CISS (acronimo di continuous ink supply system), un dispositivo formato da una serie di boccettine (cinque nel caso nostro: nero, giallo, magenta, ciano e nero fotografico) collegate con altrettanti tubicini alle cartucce della stampante. In questo modo il flusso di stampa continua senza bisogno di sostituire ogni volta le cartucce. E il costo a pagina diminuisce moltissimo: facendo un rapido conto, mentre un kit di 5 cartucce da 6ml costa 55 euri, un kit CISS completo con 100ml di ogni inchiostro ne costa 48; e ulteriori 100ml dei 5 inchiostri costano 31 euro. Attenzione però, l’uso di CISS e inchiostri non originali invalida la garanzia della stampante quindi sperate di non aver problemi! Inutile dire che ovviamente a noi è successo. In ogni caso, sebbene ci siano stati momenti di crisi e sia stata una faticaccia, siamo molto soddisfatti del risultato finale.

Esempio Stampa

Mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro, le ultime due soluzioni sono certamente entrambe consigliabili, una più semplice e immediata, l’altra per gli amanti del fai da te, più complessa e più o meno appagante a seconda del risultato.

Con il prossimo e ultimo appuntamento, la distribuzione e il futuro del fumetto autoprodotto.

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Rubrica: Top post, Volevo solo fare un party

  • Scritto da:

  • Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano. Odia l’inverno perché non sa mettere il piumino nel copripiumino. Adora i pirati. Quello che fa è raccolto qua.


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