Diventare scrittori ed editori di se stessi: i consigli di Zelda

Diventare scrittori ed editori di se stessi: i consigli di Zelda Illustrazione: Gianfranco Cioffi

Questa è la storia di Zelda, che era una scrittrice. Anzi: lo è. In primis scrive sul suo sito personale, che si chiama appunto Zelda Was a Writer. Basta aprirlo per essere accolti da un tripudio di parole, a pennarello in una bella calligrafia che pare un disegno oppure battute alla tastiera. E poi ritagli da fotografie in bianco e nero, illustrazioni, colori. Gli articoli straripano di letteratura e di bei pensieri. L’autrice di tutto ciò, in realtà, non si chiama Zelda ma Camilla. Ha anche scritto un libro, pubblicato in modalità self-publishing. Si intitola Farfalle in un Lazzaretto e “narra le vicende di due scrittori trentenni caduti in un tranello che li accomuna a moltissimi loro coetanei, quello di voler vivere un’esistenza perfetta.” Fra i personaggi del libro compare anche Elsa Morante, nientemeno; il bellissimo titolo invece è un omaggio a un’altra grande autrice del Novecento, Gina Lagorio.

 

Ma Zelda – pardòn – ma Camilla è anche l’autrice di uno dei migliori post sul self-publishing che siano mai stati scritti in Italia. Potete leggerlo qui. Il pezzo rappresenta una miniguida al self-publishing nella lezione di chi ha già provato l’esperienza, e si conclude con il decalogo in infografica realizzata a mano. Dalle parole traspare un entusiasmo così sincero che fa bene al cuore. Se qualche aspirante scrittore avesse bisogno di incoraggiamento alla scrittura autoprodotta, difficilmente troverebbe miglior lettura. Qualche passo:

 

Un consiglio? Lasciate decantare la vostra creazione e riprendetela con vigore. Pulite, eliminate, non cadete nell’errore di dover dire tutto, di dover spiegare sempre. Questo, al momento è il mio più grande e arduo obiettivo: essere semplice, mettermi al servizio della storia e non soffocarla con il mio amore per l’affabulazione forbita.

 

E poi:

 

Mi preme dirvelo a voce alta: il vostro libro non verrà ritenuto pessimo solo perché autoprodotto, io credo ancora che le opere che valgono alla fine riescano a uscire allo scoperto. Forse ci vuole maggiore pazienza, forse è questione di ritmi e incastri.

 

Ma non è tutto. Zeld… – mannaggia, le confondo sempre: lei si chiama Camilla – è una miniera di idee. Ama giocare con la scrittura ed è bravissima a coinvolgere i suoi lettori, ammirati ammiratori, amici, colleghi narratori o semplici passanti.  Per dirne una: questo autunno ha dato il via a un gioco. Ogni mercoledì ha esposto sul suo sito “un kit di materiali” da cui prendere ispirazione per inventare storie. Tre parole, citazioni, ritagli di giornale, oggetti (ecco un esempio). Ciascuno poteva poi servirsi dei “materiali” per scrivere. Il solo requisito consisteva nella brevità: il testo non poteva superare le 900 battute. Premio in palio: nulla, se non la gloria, anzi il piacere, di scrivere e leggersi assieme ad altre belle persone. E la possibilità di partecipare alla fragorosa festa finale organizzata a Milano per celebrare l’ottima riuscita dell’iniziativa.

Ma tutte le parole nate dalla comunità dove sono finite? Che domande: sono diventate piccoli libri. Ebook, per la precisione. Pdf. Pubblicati gratis in self-publishing sul sito di Zelda. Camilla, scusate, Camilla. Non Zelda. Zelda era una scrittrice.

 

 

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Rubrica: L'Edicola

  • Scritto da:

  • Confuso
  • Pare che dietro il nickname di Confuso si celi un tizio che ha scoperto il web nel 1995 e inaugurato il suo blog personale PersonalitaConfusa nel 2002. Costui peraltro scrive la propria autobiografia su Twitter dal 2007. Come se non bastasse, da 15 anni si ostina con fortune alterne a lavorare nell'editoria digitale. Coabita con una donna molto più bella di lui e con un duo di bambini ferocissimi.


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1 Comment

  1. Ottimo articolo ricco di idee e spunti!

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