Facebook per gli scrittori: risorsa irrinunciabile o trappola mortale?

Facebook per gli scrittori: risorsa irrinunciabile o trappola mortale?

Facebook è il social network più usato al mondo (anche se pare che questo non sia vero per i teenagers). È naturale quindi chiedersi se e come uno scrittore debba usarlo per autopromuoversi.

Dopo aver letto un po’ di articoli in rete, mi pare che una buona parte dei siti per scrittori sia favorevole all’uso di Facebook. Tra le ragioni, quelle che emergono più spesso sono: Facebook permette di creare una comunità di lettori, di interagire con i tuoi lettori con più efficacia di qualsiasi altro social network e di completare la tua presenza in rete. (qui un articolo critico nei confronti dell’uso di Facebook)

Profilo, fan page o gruppo?

Profilo personale: come tutti i comuni mortali. Sei iscritto a Facebook come un utente qualunque, usi il tuo profilo per rimanere in contatto con i tuoi amici, i tuoi parenti e i tuoi lettori. Scrivi un po’ di te, un po’ di quello che succede nella politica italiana e ogni tanto ci aggiorni sulla tua vita da scrittore. Facile facile… ma, per favore, non usare la dicitura “scrittore” nel tuo profilo, tipo “Umberto Eco – Scrittore”. Tu non sei (ancora) Umberto Eco e non è elegante autodefinirsi scrittore. E se invece sei Umberto Eco, beh, non hai bisogno di specificarlo. qui cinque ragioni per scegliere questa soluzione

Fan page: per le star. Sei uno scrittore noto, il tuo nome riconosciuto, hai scritto diversi libri e collabori con giornali e blog. La Fan page può essere un ottimo modo per aggiornare i tuoi lettori, mantenendo al minimo il grado di interazione. qui 9 ragioni per scegliere questa soluzione

Gruppo Facebook: un po’ troppo anni ’80. Hai già scritto un paio di libri, il tuo nome comincia a essere associato con la scrittura, ma non sei uno scrittore famoso. Hai una buona quantità di lettori interessati a quello che scrivi e partecipi a eventi letterari. Creare un gruppo su Facebook può essere utile, per esempio, per stimolare la discussione tra i tuoi lettori attorno a una tua opera. Utile, vero, ma personalmente trovo questa soluzione inadeguata e “fuori moda”.

Sì, ma cosa ne pensano gli scrittori italiani di Facebook?

Frugando in rete, ho scovato un post in cui Matteo B. Bianchi, autore di diversi romanzi, affronta il problema “Facebook” per lo scrittore.

Matteo B. Bianchi scrive: “Quando pubblico un nuovo libro, Facebook è un modo semplice e immediato per informare dell’uscita, annunciare le presentazioni, ricevere pareri e critiche, mantenere un contatto diretto con chi mi legge o mi leggerà.”

Nello stesso post, l’autore ha chiesto ad amici scrittori cosa ne pensano di Facebook:

Giulio Mozzi: Per quanto mi riguarda, trovo che Facebook sia utile come è utile l’elenco del telefono. Mi fa comodo per il lavoro. Tutto qui. [...]

Giorgio Fontana: Facebook è un ottimo amplificatore dei pezzi che scrivo, e noto che ricevo proposte (es. collaborazioni / presentazioni) direttamente tramite la sua posta interna invece che via email; ma non molto di più. [...]

Gabriele Dadati: A me viene da dire questo: poiché scrivere è un atto relazionale (si scrive perché qualcuno legga, vicino a noi nello spazio e nel tempo o magari lontanissimo da noi nello spazio e nel tempo, ma sempre quel qualcuno deve essere raggiunto), può essere una forma di gentilezza allestire un luogo in cui chi legge possa trovarci. E la gentilezza è una bella cosa. [...]

I rischi di Facebook

“Gli scrittori, su Facebook, sono come i tuoi professori quando li incontri al supermercato: sono goffi, sono fuori luogo, molto peggio di come te li immaginavi, e cerchi di evitarli a tutti i costi”, scrivono qui.

Ed è vero, i rischi per uno scrittore su Facebook sono davvero tanti: cadere nell’autocelebrazione, cedere alla tentazione di raccontare stralci di vita quotidiana che non interessano a nessuno o di pubblicare foto su foto dell’ultima presentazione. Non dico che tu non debba usare Facebook. Sei uno scrittore, perdinci! Usalo pure, ma fai attenzione e, magari, prima di cominciare, leggi le Otto richieste accorate agli scrittori presenti su Facebook e che ivi si autopromuovono.

Personalmente ritengo che il modo più naturale e utile di usare Facebook sia quello del profilo personale. Sei scrittore, non Dio in terra, usa Facebook come tutti gli altri: scrivi qualche sciocchezza divertente, posta una notizia utile e qualche volta raccontaci della tua vita da scrittore. Evitaci, te ne prego, le tue turbe da artista, le difficoltà incontrate per scrivere quella pagina, il sudore che ti è colato dalla fronte a causa dell’editing del tuo ultimo libro. Sii divertente e sii informativo, non autoreferenziale.

E ricorda: un lettore che segue la tua pagina ci impiega cinque minuti a convincersi che sei noioso, e se sei noioso tu, figuriamoci il tuo libro. (bonus link: 7 modi per evitare di essere uno scrittore noioso)

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Rubrica: Blog-a-book, L'Officina

  • Scritto da:

  • Arturo Robertazzi vive a Berlino, dove lavora come chimico computazionale alla Freie Universität. Oltre ad aver scritto saggi e articoli scientifici, è co-autore de La Lettura Digitale e il Web , in cui ha contribuito con uno dei primi studi realizzati in Italia sull'uso di Twitter da parte delle case editrici. Zagreb, il suo romanzo d'esordio pubblicato da Aìsara nel 2011, è disponibile da settembre 2013 in una seconda edizione esclusivamente digitale. Da ottobre 2013, la traduzione tedesca di Zagreb è in vendita in Germania. In Canada ha pubblicato The Infernal RNA Structures (settembre 2013), una riscrittura visuale dell'Inferno di Dante in strutture 2D di RNA. Tutte le RNArrative Structures sono raccolte nella pagina Tumblr #Biotext. Su Scrittore Computazionale scrive di chimica e scrittura, arti e scienza.


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