Trucchi per scrivere la quarta di copertina di un libro

Trucchi per scrivere la quarta di copertina di un libro Illustrazione di Paola Rollo

Dei libri si dice che il secondo sia quello più difficile, nonché quello meno riuscito. Dei post potrei dire che è il terzo. O almeno lo spero! Ma bando ai preamboli.

Non so quanti di voi hanno visto Masterpiece, la scorsa domenica o questa. Si, lo so che al nostro boss Brugnatelli, come a molti altri, non piace. Ma ve lo cito perché c’è il pitch. E il pitch è tutto nel cinema ma anche sui libri non scherza. Sapete come fanno i producer di Hollywood: vi danno un minuto (come nella canzone) per convincerli a produrre il vostro film. Non per raccontarglielo, ma per convincerli.

Questo è il trucco della pubblicità. Da cui scoprirete che se le quarte di copertina non corrispondono al contenuto del libro, è giusto che sia così. Vi devono convincere a comprare il libro. Quello che poi c’è dentro, si sa, dipende poi terribilmente da chi lo legge. Lo scrittore pubblica un solo libro, i lettori ne leggono uno diverso ciascuno.

La quarta di copertina quindi può essere una frase, una citazione, un bel viso, una biografia. Qualunque cosa possa convincerci che vale la pena di avere quell’oggetto. Certo prima viene la copertina, e in principio è il titolo. Ma la quarta è quella che si legge dopo che ci è piaciuta la copertina e il titolo ha cantato nelle nostre orecchie.

 

Trucchi per la quarta di copertina? Tanto per cominciare decidete a chi state parlando. Divoratori di libri? Signore in cerca di passatempi? Ragazzi che vogliono fare bella figura con le ragazze? Ragazze di ambizioni intellettuali? Gente che passa in libreria una volta all’anno, magari sotto Natale? Gente che detesta i libri ma fa un’eccezione per un personaggio che ama?

Certo, tutti vorrebbero che il loro libro lo leggessero (e amassero) tutti. Ma non è possibile, mettetevi l’anima in pace.

Cominciate a pensare a lettore (dopo lo moltiplicherete e non farà mai zero) e cercate di convincerlo in 10 righe. Non una di più.

Fatele leggere a qualcuno che non vi ama, sarà critico senza fare fatica.

E poi scrivete, e riscrivete, finché non avete convinto il vostro primo lettore.

Da lì in avanti è… una passeggiata!

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Rubrica: In poche parole, Top post

  • Scritto da:

  • Anna Da Re
  • Sociologa, copywriter, blogger, twittatrice, milanese e toscana. Per i libri ho una passione ormai cronica; li leggo, ne scrivo, ci lavoro, ci campo (per ora) e non penso di smettere.


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