Masterpiece: scrittori perché?

Masterpiece: scrittori perché? Credits: Stefano Pietramala

Ciao a tutti,

questa settimana ho deciso di postare il mio solito intervento con un giorno di ritardo perché volevo darvi le mie impressioni sulla prima puntata di Masterpiece, andata in onda la sera tardi di domenica 17 novembre 2013 su Rai3.

Ebbene, ecco, come dire?

Non mi ha entusiasmato.

Intanto devo ammettere che vedere una trasmissione qualunque a quell’ora della notte esige una dedizione alla causa degna appunto di miglior causa. Mi sono sorbito persino il TG regionale, e non aggiungo altro.

Per quanto riguarda il programma vero e proprio, va detto che ha un’impostazione di fondo che lo rende tanto ma tanto distante da quello che cerchiamo di fare qui su Scrivo.me.

Fin dai nostri primi rumorosi vagiti abbiamo cercato in tutti i modi di non vendere illusioni e promesse, di non spacciare la scrittura come il possibile biglietto di una lotteria per la fama, la gloria e tante belle banconote.

Scrivere per noi è un gioco – non ci stancheremo di ripeterlo – e un vero gioco, oltre ad essere una cosa seria, ha come proprio fine giocare e basta.

Scrivere per noi è un mezzo di autoespressione, di comunicazione e – perché no? – di crescita personale. E’ un’attività che richiede competenze ed esercizio ma che non ha uno scopo “esterno” (le 100.000 copie famigerate e tanto agognate).

Inoltre – mi si permetta una notazione tutta personale – lavorare nell’editoria è una cosa assai divertente e costituisce ai miei occhi un privilegio e una fortuna. Ma, cerchiamo di essere sinceri: in questo mondo e in questa attività non c’è  glamour. Siamo tutti più o meno dei simpatici impiegati. Di geni, titani o prime donne, nel nostro lavoro non ne ho mai visti.

Per concludere (e questa è forse la cosa più rilevante):  è il lavoro della scrittura e sulla scrittura a rendere bello, interessante, emozionante, affascinante il racconto di qualsiasi scampolo, anche il più grigio e insignificante, delle nostre vite. A rendere emozionante una pagina scritta non sono le forti tinte e i toni urlati del caso umano, dell’anomalo, del mostruoso. Ma la mano, la testa, il cuore di chi scrive.

My 20 cents.

 

 

 

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Rubrica: La posta del Direttore, Top post

  • Scritto da:

  • Edoardo Brugnatelli
  • Nato nel 1956 (era presidente Gronchi). Laurea in Filosofia all’Università di Pavia. Per anni ho giocato (da brocco) a rugby. Suono male diversi strumenti a corda. Lavoro in Mondadori dal 1990: ho cominciato come redattore e ho finito per dirigere una collana (questo ci dice che c’è una speranza per tutti). Ho tre figli e un giro vita importante. Sto imparando il bergamasco.


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commenti

6 Commenti

  1. Non l’ho visto e non ho nessuna intenzione di vederlo. La scrittura non è il canto o il ballo che possono essere valutati da esperti e tecnici. La scrittura ha qualcosa che non può essere valutato da nessuno se non dall’immediato piacere che offre a chi legge e all’interesse che suscita. Naturalmente è scontato il saper scrivere in un italiano grammaticalmente corretto.
    Rimarró una scrittrice incompresa? Non potrô saperlo se non finisco il libro :)
    Bell’articolo, educatamente sincero essenzialmente vero.

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  2. Non erano “two” i cents?

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    • La redazione di Scrivo.me

      Sì, ma il direttore è un uomo generoso.

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    • Edoardo Brugnatelli

      crepi l’avarizia!!!

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  3. Per me Masterpiece è una trasmissione ridicola come i concorrenti che hanno scelto! Ricordo ancora l’espressione di un eccelso scrittore che diceva: “…mentre mastico i miei calzini acidi”!
    Siamo alla vetta del ridicolo, della vergogna! Se l’intento era di farci vomitare ci è riuscito benisssimo! Sinceramente da un programma per scrittori mi sarei aspettato dei giudici essi stessi scrittori conosciuti o professori in materie letterarie. Per i concorrenti pensavo a persone istruite con un po’ di esperienza e curriculum! Poi l’esame dei testi: invece di illustrare per bene capitolo per capitolo e discutendo per far capire qualcosa anche al pubblico a casa, il giudizio sull’opera veniva dato in qualche secondo! D’altra parte su scritti del genere cosa si vuole discutere riguardo l’arte! Meglio stendere subito un velo pietoso! Il risultato?
    Delusione: 10
    Comicità: 8
    Utilità intellettuale: 0
    Stimolo alla lettura: 0

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  4. Secondo me la scrittura non può essere diversa, o molto diversa, da tante altre cose, anche se qui vorrei limitarmi all’arte. Non occorre ricordare ciò che tutti sanno, scrittori eccelsi che prima d’essere riconosciuti tali … basterebbe fare il nome di Proust, esaminato e bocciato da Gide. E poi sul “grammaticalmente corretto”: senz’altro d’accordo! Tuttavia Marquez ad esempio, più volte ha rivelato l’imbarazzo di qualche suo correttore per gli errori “grammaticali” da lui “così tanto spesso fatti”. Se invece di scrittura si parlasse di arte figurativa, beh allora tutto sarebbe immediatamente comprensibile, o no?
    Considero masterpiece un approccio nuovo, e per questo, valido. Giudici capaci ed all’altezza anche di un’ironia non necessariamente palese, per i concorrenti poi, a me sono sembrati eccezionali per il loro coraggio e davvero molto bravi nei loro brani.

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